Un Messaggio di
Pace e Riconciliazione Navigando su internet e sbirciando tra le storie di vita di persone molto lontane da noi, mi ha colpito quella di un frate domenicano di 65 anni, Peter Murnane, che il giorno di ferragosto è partito per un pellegrinaggio da Canberra, per festeggiare ufficialmente il 40esimo anniversario della data in cui è entrato a far parte del suo ordine religioso. La meta del suo viaggio lungo quasi 2700 chilometri, era Uluru, conosciuta anche con il nome di "Ayers Rock", nel centro geografico dell'Australia. L'intenzione era quella di portare un messaggio di "pace e riconciliazione" attraverso il suo paese. Durante
unintervista egli ha detto Ho pensato
fosse un bel modo per festeggiare ufficialmente il mio
anniversario (..) così con altre sei persone ho deciso
di fare questo viaggio in bicicletta (
) perché noi europei
abbiamo cacciato dalle loro terre gli aborigeni, gliele
abbiamo rubate. Una cosa di cui dobbiamo pentirci. Ma
dobbiamo scusarci con loro anche per il fatto di aver
rubato per secoli i loro bambini trattandoli come schiavi.
Molti aborigeni finiscono in prigione perché per
sfuggire al loro disagio si danno al consumo di droghe,
sniffano petrolio o diventano alcolizzati. La loro
cultura e la loro lingua sono andate completamente
distrutte. Leggendo questa notizia ho avuto un pensiero di ammirazione per il coraggio e la determinazione di questuomo che alla sua età decide di intraprendere un viaggio così lungo pur di cercare di raggiungere il suo scopo. Ma non è tanto la sua audacia quello che fa riflettere, quanto il fattore motivante di tale impresa, infatti è lamore per un popolo sofferente e umiliato quello che lo ha spinto, ed anche il bisogno di essere perdonato dalle colpe dei suoi predecessori. Questo mi fa ricordare una storia scritta nella Bibbia, anche questa su qualcuno che si è messo in cammino per portare un messaggio di riconciliazione, ma Egli non aveva nulla da farsi perdonare, anzi portava il perdono del Padre a uomini ribelli e ingrati che lo avevano dimenticato e abbandonato. Parlo di Gesù Cristo che mosso a compassione per la sua creatura un giorno ha deciso di lasciare la sua gloria e di scendere sulla terra come un uomo, per portare perdono e salvezza a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui. Il bisogno di pace e di riconciliazione è forte dentro ogni essere umano, molti ne vanno alla ricerca, lo inseguono spesso senza mai trovarlo, percorrendo, a volte, vie difficili e pericolose, senza rendersi conto che lunica cosa di cui hanno bisogno è il perdono di Dio. Ogni uomo nasce ribelle, lontano da Dio e si porta dentro un senso di insoddisfazione che niente riesce a colmare, né il denaro, né il successo e nemmeno gli affetti più cari. Questo bisogno ha un nome, esso è riconciliazione. Il profeta Isaia ci avverte: le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto. (Isaia 59:2) Nel piano della creazione luomo aveva un posto speciale, ma ha preferito seguire il suo cuore, le sue inclinazioni pensando di potercela fare da solo, e questo comportamento ha costretto Dio a tenerci a distanza, addirittura a nasconderci la faccia. Quale afflizione e dolore per il nostro Padre celeste vedere la sua creatura così tristemente lontana da Lui, inesorabilmente lontana. Ma il suo amore ha superato anche questo ostacolo e Gesù si è messo in cammino: è sceso sulla terra nascendo come uomo e vivendo fianco a fianco con la sua creatura, per conoscerla meglio e per farsi conoscere più profondamente. Ancor una volta però, luomo ha mostrato il suo vero volto, rifiutando e disprezzando il suo Dio, addirittura togliendolo di mezzo attraverso la croce, una sorte completamente diversa da quella riservata a Peter Murnane, che alla fine del suo viaggio ha trovato invece telecamere e microfoni pronti per immortalare la sua audace impresa. Di Gesù è scritto: Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato.(Isaia 53:4) Egli con il suo sangue versato sulla croce ha pagato il prezzo della nostra liberazione, della nostra riconciliazione con il Padre; ora Dio non nasconde più la sua faccia ma ci vede attraverso Cristo perché gli è piaciuto riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui (Gesù), avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce. (Colossesi 1:20). Gesù ha percorso la via fino in fondo, ha
raggiunto il suo scopo, adesso tocca a noi!
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