I medici e la vita dopo la morte ______________________________________________________

E’ fantastico vedere i grandi progressi che la scienza ha fatto negli ultimi decenni. Senza dubbio il nostro mondo è molto cambiato. Le nuove tecnologie hanno conquistato molti campi tra i quali quello della medicina. Per tante malattie una volta incurabili, oggi esiste una terapia, si è riusciti a lenire i dolori, a rendere la vita più facile. E’ rimasto solo un limite invalicabile: la morte…

E’ proprio questo il grande nemico dell’uomo con il quale gli scienziati continuano a combattere… E in tanti si chiedono: se la morte è inevitabile, cosa c’è dopo?

Di recente sono stati pubblicati i risultati di uno studio fatto a questo scopo dal neuropsichiatra Peter Fenwick dell’Istituto londinese di psichiatria e dal ricercatore clinico Sam Parnia, della clinica universitaria di Southhampton. 

Per un anno i due hanno studiato 63 casi di pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. Di questi, 56 non avevano memoria del tempo in cui erano rimasti privi di conoscenza. Ma quattro dei sette che hanno dichiarato di ricordare qualcosa hanno superato la scala Grayson, che valuta le esperienze di «quasi morte». I quattro hanno parlato di sensazioni di pace e gioia, tempo accelerato, perdita di percezione del corpo, di una luce brillante e dell'ingresso in un altro mondo dal quale è impossibile tornare indietro.

Secondo Fenwick e Parnia, i quali escludono che le esperienze raccontate possano spiegarsi col collasso delle funzioni cerebrali dovuto alla mancanza d’ossigeno o con l’effetto di farmaci, tutto questo dimostra che il cervello funge da “intermediario” della mente, la quale esiste indipendentemente da esso. “Se la mente e il cervello sono indipendenti”, conclude Fenwick, “allora la coscienza sopravvive al corpo”.
Si tratta di una conclusione che, pur apparendo ovvia a chiunque non sia accecato da una visione esclusivamente materialistica della vita, può essere considerata rivoluzionaria in ambito scientifico.

Senz’altro una notizia interessante, la speranza di una vita dopo la morte rimane sempre una delle aspettative basilari dell’umanità, ma per i lettori biblici i risultati di questa ricerca non aggiungono niente di nuovo a quanto già conoscono perché circa 2000 anni fa Gesù Cristo ne ha parlato raccontando la storia di due uomini, di cui uno era un mendicante e si chiamava Lazzaro, l’altro, del quale non ci viene detto il nome, era un uomo ricco. Ad un certo punto muoiono entrambi e Lazzaro viene portato “nel seno di Abraamo”, un posto meraviglioso nel quale non sente più il dolore e la sofferenza. Dell’uomo ricco invece ci viene detto così:

Morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma." (Luca 16:22-24)

Questa storia ci fa capire senza dubbio che alla morte non segue un “sonno eterno”, nel quale non sentiamo più niente, anzi, i nostri sensi saranno affinati, proprio così come dicono di aver scoperto i due scienziati. Saremo coscienti e ci accorgeremmo di ciò che è intorno a noi… Sentiremo una pace indescrivibile o grandi dolori …

La storia di Lazzaro e dell’uomo ricco continua così:

Ma Abraamo disse: (…) fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi." (Luca 16:26)

In questo modo anche un altro risultato della ricerca scientifica viene confermato dalla Bibbia, cioè che è assolutamente vero che dopo la morte si entra in un mondo dal quale è impossibile tornare indietro. Ma ciò che gli scienziati non hanno scoperto, è il fatto che esistono due luoghi diversi, un posto di felicità ed un altro di dolore e sofferenze… E soprattutto i medici non ci sanno dire come possiamo conoscere in quale dei due luoghi finirà ciascuno di noi.

Questa risposta ce la dà solo la Bibbia! Essa ci dice che fondamentalmente ci sono solo due tipi di persone: quelli che muoiono con Gesù e quelli che muoiono senza.

Ciò significa che per natura ad ogni uomo spetterebbe come destino eterno, il luogo di sofferenze, quale conseguenza dei propri peccati. Però, Dio ha provveduto un modo per salvarci, ed è una persona: Gesù Cristo!

Egli ha già sofferto per i nostri sbagli, ha già pagato il prezzo per i nostri peccati. Perciò chi, e soltanto chi crede in Gesù e si affida a Lui, chiedendoGLi perdono, potrà entrare, dopo la morte, nel posto di eterna felicità.

I medici possono fare tanto per curare e guarire delle malattie, per lenire dolori, ma non possono salvarti!

Dove passerai la vita dopo la morte, lo puoi decidere solo tu!

Ascolta la Bibbia, quando ti dice:

Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato.“(Atti 16:31)

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