Un decreto per il perdono dei peccati _____________________________________________________________________________Domenica 21 agosto sulla spianata di Marienfeld, a Colonia, si è conclusa la XX Giornata mondiale della gioventù con la messa finale celebrata da Benedetto XVI, circondato da circa un milione di giovani. I giornali e notiziari tv hanno fatto un gran parlare degli eventi a Colonia e, sugli appositi siti si trovano anche i testi dei diversi messaggi del papa e dei cardinali. Tra le innovazioni più interessanti cè la decisione di Papa Ratzinger di concedere lindulgenza plenaria, cioè la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati, ai papaboys che si sarebbero recati Colonia e lì si fossero pentiti dei loro peccati, pregato e partecipato alla messa finale, e lindulgenza parziale, cioè il perdono di una parte delle colpe, a coloro che, non potendo partecipare di persona, avessero pregato per lincontro. E un grande atto di misericordia nei loro confronti ha commentato monsignor Mauro Parmeggiani, segretario generale del Vicariato di Roma, ribadendo con questa affermazione, il concetto che il sangue di Gesù Cristo ci lava dal peccato e dalla pena eterna, ma che, in virtù del potere delle chiavi, la Chiesa ha anchessa la sua parola da dire e che esiste, sempre secondo la concezione cattolica, una pena temporale che deve essere soddisfatta dal fedele. In altre parole, ciò significa che adesso ci sono un milione di persone che non devono più temere le punizioni eterne, ed un alto numero di cattolici che hanno almeno alleggerito il loro destino eterno. Ma non è così! Tutti coloro che ci credono e si fidano delle promesse contenute nel decreto di Benedetto XVI, si illudono, perché né la partecipazione alla giornata mondiale della gioventù né la preghiera per essa possono togliere alluomo le conseguenze del suo peccato. Se vogliamo avere delle certezze per quanto riguarda il nostro futuro eterno, se desideriamo delle informazioni affidabili, dobbiamo rivolgerci non a una chiesa o al papa, ma a Dio stesso, perché è Lui, e solo Lui, che decide del nostro destino eterno. Il Suo pensiero e la Sua volontà li possiamo conoscere attraverso la Bibbia e da essa apprendiamo che a Dio non interessano gli atti religiosi esteriori infatti tramite il profeta Isaia ci dice: Guai alla nazione peccatrice ( ). Hanno abbandonato il SIGNORE, ( ) hanno voltato le spalle e si sono allontanati. ( ) Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. ( ) Dalla pianta del piede fino alla testa non c'è nulla di sano in esso: non ci sono che ferite, contusioni, piaghe aperte, ( ). Ascoltate la parola del SIGNORE ( )! Prestate orecchio alla legge del nostro Dio ( )! «Che m'importa dei vostri numerosi sacrifici?» dice il SIGNORE; «( ) Smettete di portare offerte inutili; l'incenso io lo detesto; ( ) io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne. L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; ( ) (Isaia 11) Queste parole, purtroppo, valgono per ogni uomo, ognuno di noi è un peccatore e come tale separato da Dio, e non lo può raggiungere né con riti religiosi, né partecipando a riunioni speciali, né con sacrifici o preghiere particolari. No, non possiamo porre rimedio alle nostre colpe, il decreto di Benedetto XVI promette qualcosa che non avverrà mai! Dio invece ci propone un vero aiuto, lunico esistente. Infatti la Bibbia ci dice: Così parla Colui che è l'Alto, l'eccelso, che abita l'eternità, e che si chiama il Santo. Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi. Per l'iniquità della sua cupidigia io mi sono adirato e l' ho colpito; mi sono nascosto, mi sono indignato; ma egli, ribelle, ha seguito la via del suo cuore. Io ho visto le sue vie, e lo guarirò; lo guiderò e ridarò le mie consolazioni a lui e a quelli dei suoi che sono afflitti. (Isaia 57, 15-18) Per Dio non contano i riti religiosi, le cose esteriori. Lui guarda dentro di noi, guarda il nostro cuore. Chi si pente veramente, chi ammette di essere un peccatore e di avere bisogno di essere salvato, troverà un Dio amorevole, pieno di grazia e di misericordia. Dio stesso, leccelso, lAltissimo, ha provveduto per la nostra salvezza: ha mandato Suo Figlio, Gesù Cristo, sulla terra per morire al nostro posto e solo chi si umilia davanti a Dio, sottomettendoGli la propria vita e accettando il sacrificio di Cristo, riceverà il perdono dei peccati. Non esiste nessunaltra possibilità! Perciò, non fidarti del decreto di un uomo, ma affidati a Dio. Credi in ciò che sta scritto nella Sua Parola, e sarai salvato! ______________________________________________________________________________
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