Manager secondo il Vangelo Uomini
daffari non si nasce, ma lo si può diventare
attingendo agli insegnamenti di Gesù.
Questo è il suggerimento di un economista americano, Bob
Briner, convinto che per essere un perfetto business
man del Terzo millennio basti prendere alla
lettera i "comandamenti" racchiusi nel Vangelo.
Preziose regole riproposte ora in chiave moderna dallo
stesso Briner nel vademecum Gesù come manager:
gli insegnamenti di Gesù per il business di oggi
(Mondadori). Da non sottovalutare la scelta dei collaboratori. Anche in questo caso per decidere quelli giusti sarà sufficiente seguire l'esempio di Gesù con i suoi discepoli. La parabola dei talenti: invece suggerisce al manager a cui sono affidati i capitali degli azionisti, che non si deve accontentare di preservare il patrimonio ma accrescerlo. Il buon capo dovrà poi riconoscere i meriti di quelli che lavorano per lui ricordando quello che Gesù fece con Giovanni il Battista elogiandolo pubblicamente. E quando invece è necessario impartire qualche rimprovero? Sarà sufficiente scegliere la giusta strigliata magari prendendo qualche spunto da quelle descritte nel Vangelo di Matteo. Quanto al pagamento delle tasse, preziosissimo il suggerimento che si trova nel Vangelo di Luca: «Non pagatele più del necessario, ma pagate il dovuto». Nel vademecum del perfetto manager non viene trascurato neppure il riposo. A questo proposito Briner dice: «Gesù, nonostante tutto quello che doveva realizzare si ritagliò ampiamente dei momenti per sé. A volte tutti erano svegli e Gesù dormiva: concedetevi dunque uno stacco dall'ufficio». Gesù un modello da imitare, le sue parole un perfetto esempio a cui ispirarsi per impostare uno stile di vita; certo è interessante che leconomista americano abbia studiato il Vangelo per trovare delle indicazioni da tradurre nella vita pratica. Tutto questo non può che confermare la profondità e la saggezza degli insegnamenti divini e come essi siano attuali anche al giorno doggi, Trovo però che relegare gli insegnamenti di Gesù a mere indicazioni da inserire in un vademecum tecnico, sia perdere di vista il significato più profondo, quello che è lo scopo primario e unico della venuta del Figlio di Dio sulla terra. Certo le parole e gli esempi con cui Gesù istruiva le folle e i discepoli sono preziose indicazioni che devono far riflettere ed essere messe in pratica per ottenere una vita equilibrata, soddisfacente e proficua sotto tutti gli aspetti, ma non dobbiamo perdere di vista il piano divino per lessere umano. Nel Vangelo di Giovani al capitolo 3, versetto 16, leggiamo: Dio ha tanto amato
il mondo, che ha mandato il suo unigenito Figlio, affinché
chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Non basta imitare Gesù nella sua condotta, non basta prendere i suoi insegnamenti come stile di vita, occorre fare una scelta più importante, quella di riceverlo nella propria vita come Salvatore e Signore. Con questa decisione ci viene aperta la porta della vita eterna, la liberazione dal destino dellinferno che spetta a ogni peccatore che non riceve da Dio il perdono dei propri peccati. Per questo Gesù è venuto nel mondo, questo è il motivo che lha portato sulla croce a morire per noi. L apostolo Giovanni ci esorta a ricordare che ciò che Gesù operò, è scritto affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. Questo è linsegnamento più grande, non dimentichiamolo! F.F. |