Una vita da latitante _______________________________________ Deve essere stata unesperienza davvero strana per i poliziotti che in questo periodo hanno arrestato Vincenzo Sirchia, 36 anni, accusato di rapina. Non ha tentato di fuggire o di sottrarsi allarresto, anzi, non solo si è consegnato con il sorriso sulle labbra, ma ha anche ringraziato gli agenti . Come mai??? Vincenzo Sirchia nel febbraio del 2000 era stato arrestato dopo una rapina in una villa dellAddaraura, una località sul mare, non lontano da Palermo, ma una volta rinviato a giudizio si era dato alla macchia. In questo modo si è risparmiato il carcere, era libero e per un certo periodo si è rifugiato a Londra. Però, non era una situazione felice, anzi, era una vita grama e randagia senza soldi e, spesso senza mangiare. ( ) Nascondersi in continuazione, aver paura di tutto e di tutti, sempre con lansia addosso. Era troppa la miseria, erano troppe le preoccupazioni, le ansie, le paure era, insomma, troppo lo stress della vita da latitante e così, alla fine, Vincenzo Sirchia ha accolto con un sospiro di sollievo i poliziotti che arrestandolo lhanno liberato da quella vita faticosa. Una vicenda davvero particolare, non è vero? Ho pensato che la storia di Vincenzo Sirchia, in fondo, non è così diversa da quella di tanti di noi, che magari non dobbiamo nasconderci perché rei di rapina, ma che forse proviamo odio o altri sentimenti negativi, abbiamo dei litigi, pensieri malvagi Quando è così succede che anche se ci si rende conto di aver sbagliato in qualche modo, di non essere nel giusto, si cerca di tenere nascosti questi errori. Tante persone sono coscienti di aver sbagliato, anche se non lammettono e che, soprattutto, non sono a posto con Dio, e così si danno alla macchia, cercano di nascondere i loro peccati, di nascondere se stessi davanti a Dio! Anche la Bibbia è piena di storie del genere, storie di persone che erano coscienti di aver sbagliato nei confronti di Dio, e che di conseguenza hanno condotto, almeno per un certo periodo, una vita da latitante. Adamo, per esempio, dopo aver mangiato il frutto dallalbero che Dio gli aveva proibito, Gli disse: Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, ( ) e mi sono nascosto. (Genesi 3:10) Più avanti troviamo la storia di Acan. Lui faceva parte dellesercito del popolo dIsraele durante la conquista della terra promessa. Dopo la presa di Gerico, Acan trasgredì un comandamento divino: prese delloro e dellargento che dovevano essere consacrati al Signore. Pensava di poterlo nascondere davanti agli occhi di Dio seppellendolo sotto la sua tenda, pensava di poter nascondere il suo peccato, ed anche se stesso, davanti al Dio onnipotente, ma non fu così. Adamo, Acan . A loro si potrebbero aggiungere tanti altri nomi di persone che vivono una vita simile, sempre cercando di nascondere il proprio peccato e se stessi, ma è una vita molto infelice quella lontana dal Dio damore che vuole il bene delle sue creature. E una vita piena di paura perché in fondo luomo sa che non potrà sfuggire, che prima o poi incontrerà Dio come Suo giusto giudice. Il re Davide in uno dei suoi salmi, il salmo 139, lo ha espresso così: SIGNORE, tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, SIGNORE, già la conosci appieno. Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me. ( ) Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza? Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là. Se prendo le ali dell'alba e vado ad abitare all'estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra. Se dico: «Certo le tenebre mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me», le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno; le tenebre e la luce ti sono uguali. Davanti a Dio non puoi nascondere assolutamente niente, neanche il minimo pensiero. Dio conosce ogni cosa. Vedendolo sotto questo aspetto il salmo 139 comunica veramente un messaggio terribile, che ci può fare paura! Ma lo stesso Davide ha fatto unaltra esperienza meravigliosa della quale scrive così: Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto! Beato l'uomo a cui il SIGNORE non imputa l'iniquità e nel cui spirito non c'è inganno! Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano, tra i lamenti che facevo tutto il giorno. Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me, il mio vigore inaridiva come per arsura d'estate. Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE», e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. (Salmo 32: 1-7) Davide aveva scoperto che cera una meravigliosa soluzione per i suoi peccati, per ogni suo sbaglio: non poteva nascondere nessuna cosa davanti a Dio, ma poteva confessarGli tutto e trovare in Lui un Padre meraviglioso e pieno di misericordia, pronto a perdonare e cancellare i suoi peccati. Questo vale ancora oggi! Non ha senso cercare di nasconderti davanti a Dio, Lui conosce ogni dettaglio della tua vita. Farlo significherebbe per te solo una vita in fuga, sempre temendo Dio Se invece ammetti davanti a Dio di aver sbagliato e se Gli chiedi perdono nel Suo Figlio Gesù Cristo, Egli te lo concederà! Ti accetterà nel Suo amore e non dovrai più fuggire, ma potrai dire con Davide: Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto! ______________________________________________________________________________
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