Israele mette online le lettere a Dio
_______________________________________

Gerusalemme: non si butta una lettera indirizzata a Dio, equivarrebbe a dire che Lui non esiste, come Babbo Natale o la Befana, o, peggio ancora, a considerarlo un destinatario “sconosciuto”.

Non si può buttare, ma è anche oggettivamente complicato recapitare una busta con su scritto”per il buon Dio”, e altrettanto difficile è, criticare il mittente, che l’ ha spedita con cognizione di causa in Terra Santa.

Dopo lungo arrovellarsi, e di fronte all’accumulo di corrispondenza divina inevasa, le Poste Israeliane hanno trovato una soluzione: le hanno pubblicate su Internet. Certe della comprensione di Nostro Signore, per la necessaria violazione della Sua privacy, e consapevoli che, ovunque sia, anche Lui abbia una password per connettersi e navigare. Doppio clic sull’icona “posta di Dio” nel sito ufficiale delle poste, e l’Onnipotente può consultare la sua mail-box, sempre piena.

Il contenuto non è molto diverso da quello dell’indirizzo elettronico di molti potenti terreni: richieste di aiuto economico, favori, intercessioni, proroghe per lo sfratto, consigli sentimentali e perfino sostegno nel resistere ai peccati di gola.

“Niente va per il verso giusto – scrive una mano infantile o appena adolescenziale -, Tu sicuramente lo sai: mio fratello è un idiota e mi tratta malissimo. A nessuno importa, ma io non posso dormire, non posso pensare, non posso nemmeno piangere per tutto il dolore che c’è nel nostro mondo. So che non esiste un posto in cui tutto va bene: ma quando esisterà?”

Crescendo i tormenti in forma epistolare si fanno più concreti:”Oh Dio, fammi arruolare in polizia. Fa che io passi gli esami del corso ufficiali. Per favore.”

Nella corrispondenza celeste si può trovare anche qualche spontanea confessione:”Mio Dio, voglio chiedere perdono per aver falsificato le date sulle ricette mediche, invece di tornare dal dottore e farmene dare di nuove. Ti chiedo scusa con tutto il cuore.”

Al Padre celeste si svela tutto quello che spesso non si ha il coraggio di dire ad altri, cuori fiduciosi nell’aiuto di Dio hanno sentito il bisogno di un contatto con Lui, e dove trovarlo se non, mandando una lettera lì, nella terra in cui Egli si è rivelato a un popolo dal quale è nato Suo Figlio?

Ma Dio si può confinare in un sito internet?

Ha bisogno il Creatore di ogni cosa di cliccare su un’icona per conoscere i bisogni delle sue creature?

Nel Salmo 139, nei primi 4 versetti il salmista dice:”Signore tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, Tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci appieno.”

Egli conosce ogni cosa di noi ancora prima che la pensiamo, “io conosco le cose che vi passano per la mente” sta scritto nel libro del profeta Ezechiele; Egli non ha bisogno di aprire le nostre lettere perché le nostre richieste arrivano direttamente davanti al suo trono quando percorrono l’unica via che Dio stesso ha stabilito: Gesù Cristo.

Vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza”, sta scritto; “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” dice Gesù.

Se accettiamo Gesù come personale Salvatore e Signore le nostre “lettere a Dio” non hanno bisogno di essere inserite in un sito per essere lette, ma arrivano direttamente là, nel cuore di Dio, dove possono trovare ogni risposta.


______________________________________________________________________________