Un invito speciale è stato fatto dal vescovo di Cremona, a riceverlo la comunità musulmana della provincia. Il motivo erano dei lavori di messa a norma nella moschea cittadina che per questo sarebbe rimasta chiusa per due settimane, perciò la chiesa cremonese era pronta ad offrire ai musulmani, per tutta la durata dei lavori, un suo immobile perché i fedeli potessero incontrarsi per pregare. Sulla stessa linea anche linvito espresso qualche mese fa, sempre dallo stesso vescovo cremonese, alla fine del Ramadam. Lidea era di festeggiare questo giorno insieme, cristiani e musulmani, uniti nella chiesa, pregando insieme, gli uni Allah, gli altri il Dio della Bibbia. LEspresso descrive lincontro come segue: Per il resto la serata di preghiera è scivolata via tra una sura del corano e un passo della Bibbia. Parole recitate sotto un'imponente immagine di Gesù appeso al patibolo. Filo conduttore di questo "anomalo" coro di religioni, la presenza di Dio nella storia. Da una parte la natività come la racconta Maometto, dall'altra il Padre Nostro che sei cieli. ( ) La notte cristiana musulmana si è conclusa con la recita, seguita in piedi da tutti, dei 99 nomi con cui Allah viene chiamato all'interno del Corano. Come si potrebbero interpretare questi fatti? Dei gesti di cooperazione e di collaborazione? Dei gesti di pace e tolleranza, in un periodo caratterizzato da odio e conflitti? Sembrano due casi speciali, ma non è così, sono simbolici per una tendenza attuale, un desiderio che sta nascendo e crescendo in tanti cuori, organizzazioni, religioni Si aspira alla riconciliazione tra le religioni, allunione tra persone di fedi diverse, alla fine dei conflitti confessionali, alla creazione di un credo nuovo che vada bene un po per tutti: cristiani, musulmani, buddisti, giudei, atei ... Allora, la chiesa di Cremona ha dato un contributo importante ad uno scopo nobile? Dobbiamo combattere un po tutti per la tolleranza? La Bibbia ci racconta la storia di un uomo che è stato tollerante: il Re Salomone. Allinizio del suo regno, in sogno, Dio gli promette che qualunque cosa avesse chiesto gli sarebbe stata concessa. Salomone non esprime desideri egoistici, non chiede ricchezza o fama, ma una sola cosa: Dà dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male (1 Re 3:9). Questa richiesta parla di una persona che non cerca il proprio vantaggio, ma che vuole fare la volontà del Suo Dio, svolgere bene il compito che Lui gli ha affidato, essere un re giusto e buono per il popolo. Dio, contento di questo desiderio di Salomone, benedice riccamente la sua vita : gli promette non solo un cuore saggio, ma oltre a questo, ricchezza, gloria ed una lunga vita. Nessun altro re sarebbe stato paragonabile a lui. E infatti, la regina di Saba, quando vide il regno di Salomone, lo confermò: Non me n'era stata riferita neppure la metà! La tua saggezza e la tua prosperità sorpassano la fama che me n'era giunta! (1 Re 10:7) Una storia perfetta? Purtroppo no, infatti sta scritto: Il re Salomone, oltre alla figlia del faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Ittite, donne appartenenti ai popoli dei quali il SIGNORE aveva detto ai figli d'Israele: «Non andate da loro e non vengano essi da voi, poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi». ( ) e le sue mogli gli pervertirono il cuore. ( ) Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta di fronte a Gerusalemme, un alto luogo per Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e per Moloc, l'abominevole divinità dei figli di Ammon. Fece così per tutte le sue donne straniere, le quali offrivano profumi e sacrifici ai loro dèi. (1 Re 11) Luomo che una volta aveva cominciato il suo cammino, il suo regno, nel timore di Dio era diventato tollerante, aveva accettato che nel suo regno venissero adoratori altri dei. E il giudizio di Dio lo colpì: Poiché tu hai agito a questo modo, e non hai osservato il mio patto e le leggi che ti avevo date, io ti toglierò il regno, e lo darò al tuo servo. (1 Re 11:11) Dopo la sua morte il grande regno di Salomone fu distrutto, diviso in due parti, perché egli aveva accettato ladorazione di altri dei. Dio non è tollerante neanche oggi. Non può tollerare altri dei o una filosofia nella quale va bene un po tutto. La Bibbia non ci dice mai di unire tanti credi diversi, non ci parla di riconciliazione tra le religioni, ma ci parla dellUnico Dio, di Colui che ha creato il mondo e che ancora oggi ha tutto il potere nella Sua mano. E che non può tollerare altri dei. E solo chi crede che ci sia un unico Dio, che si rivolge a Lui e che laccetta non solo come Signore del mondo ma anche della propria vita, scoprirà che questo Dio onnipotente è pronto a perdonare ogni nostra colpa nel Suo Figlio Gesù Cristo, a guidare la nostra vita, a offrirci il suo conforto, aiuto e amore: «Così parla il SIGNORE, re d'Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti: Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio. ( ) Voi me ne siete testimoni. C'è forse un Dio fuori di me? Non c'è altra Rocca; io non ne conosco nessuna».(Isaia 44) S.W. |