L'indicatore stradale per il paradiso ______________________________________________________

Non tutti ammettono di crederci, però in fondo in fondo ognuno lo sogna: parlo del paradiso. Un luogo dove non esistono più la sofferenza, il male, il dolore…Chi non ci vorrebbe andare? La storia del giardino di Eden è comunemente conosciuta, parla di un posto meraviglioso dove vivevano i primi uomini, Adamo e Eva, un posto dove non esisteva niente di male, dove tutto era perfetto… il paradiso, appunto. Fino al giorno in cui disobbedirono ad un comandamento di Dio nell’unica cosa che avevano da osservare: mangiarono il frutto di un albero che Dio aveva loro proibito. Adamo ed Eva vennero espulsi dal paradiso e da quel giorno in poi il nostro mondo è contaminato dal peccato, dal male e dalla morte.

A causa di questa sofferenza l’uomo, religioso o no, desidera ancora oggi questo luogo perfetto dove non esiste né il male né il dolore. Ma dove lo si può trovare? La famosa rivista tedesca “Der Spiegel” nel mese scorso ha pubblicato un articolo che parla proprio di un “indicatore stradale per il paradisoche si potrebbe trovare, non in qualche mappa o atlante, ma nella Bibbia, più precisamente nei capitoli 2 e 3 della Genesi. Infatti, proprio in essi alcuni archeologi hanno cercato delle indicazioni per trovare il paradiso “storico”. L’articolo dice:

Già da tanto scienziati di diverse discipline esaminano la probabilità, se la storia della Bibbia abbia un nocciolo di verità e sembra che adesso gli archeologi l’abbiano trovato.

Sarebbero arrivati a credere che Adamo sia realmente esistito e che la storia del peccato originale contenga qualcosa di vero: “Il fatto che la Sacra Scrittura contenga dei pezzettini veri, è conosciuto da tanto.” si legge. E poi:

Geologi ed esperti del clima (…) credono (che) il paradiso ha delle coordinate, era un luogo reale, e l’Antico Testamento contiene l’indicatore stradale per arrivarci.

Il britannico David Rohl, per esempio, sottolinea che nei capitoli 2 e 3 della Genesi si parli di punti cardinali e di regioni intorno al paradiso, così come anche di quattro fiumi, uno dei quali è l’Eufrate. Di conseguenza suppone che il giardino di Adamo ed Eva si trovasse nell’attuale nord Iran, vicino al lago di Urmia.

Il paradiso esisteva veramente? Ed anche Adamo ed Eva? E’ vero allora il racconto del peccato originale?

Sembra una scoperta sorprendente per chi, come tanti, pensa che la Bibbia sia solo un libro mitologico, una raccolta di leggende varie, favole, e nient’altro…

Non è però una sorpresa per chi è credente, per chi ha posto la propria fiducia in Gesù e ha conosciuto il valore della Bibbia. Essa è la Parola di Dio e non una raccolta di favole o leggende. Essa non contiene un nocciolo di verità, ma è assolutamente vera, in ogni dettaglio, come afferma Davide in uno dei suoi salmi:

Il fondamento della tua parola è verità.” (Salmo 119: 160)

Chi conosce la Bibbia e chi ha trovato in Essa Dio, sa che Adamo è realmente esistito, come anche tutti gli altri personaggi biblici. E sa anche che il paradiso era un luogo reale.

Ma, come bisogna poi comportarsi in conseguenza a questo?

Come bisogna usare la Bibbia? Come “mappa del tesoro” o “indicatore stradale” per ritrovare il paradiso? La risposta è duplice: si e no.

No, perché la Bibbia ce lo dice chiaramente che qui, sulla terra, non possiamo più ritrovare il paradiso, la nostra terra è contaminata, distrutta dal peccato, non esiste più questo luogo di perfezione.

Ma la risposta è anche si, perché lo scopo principale della Bibbia è proprio quello di farci trovare la via per il paradiso, ma non nel senso di un luogo geografico in Iran o da qualche altra parte del mondo… Lo capiamo meglio se leggiamo il racconto degli ultimi minuti di vita di Gesù Cristo come li riferisce l’evangelista Luca. Ci viene detto:

Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.

Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l'altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!» Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».“(Luca 23: 33: 39)

Quest’uomo non era un archeologo o uno scienziato, ma un criminale, un malfattore, eppure ha trovato la via per il paradiso. Non ha fatto ricerche scientifiche e neppure buone e grandi opere. Ha soltanto riconosciuto le sue colpe, ammettendo di meritare la punizione, di essere perduto e, soprattutto, ha riconosciuto in Gesù l’Unico che lo poteva salvare. Ha messo in Lui tutta la sua fiducia e ciò gli ha portato la salvezza.

“Oggi sarai con me in paradiso.” significa: “Sei perdonato, sei salvato, dopo essere morto passerai l’eternità con Dio, nella Sua presenza, dove non ci sono più né morte né sofferenza né dolore.”

Questo paradiso è accessibile ancora oggi, e la via per essa non la trovi in nessun atlante o mappa stradale, ma solo in Gesù. Egli stesso si chiama “la via” (Giovanni 14:6): la via per tornare al Padre, la via per trovare perdono, la via per la vita eterna e il paradiso…

Fai anche tu come il malfattore e metti la tua fiducia in Gesù!

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