L’immagine di Cristo sullo schermo

 

Su una pagina di internet della Svizzera, di recente, è stato pubblicato un lavoro di ricerca scientifica sulla storia dei film dalla nascita ad oggi. In particolare è stato fatto uno studio, intitolato “L’immagine di Cristo sullo schermo: uno specchio dell’epoca”, che spiega come la figura di Gesù, nelle varie pellicole cinematografiche, sia stata presentata in modo sempre diverso perché, i diversi registi, sono stati influenzati dalla situazione politica o sociale che vivevano.

La storia del film comincia nel 1884 quando i fratelli Lumière presentano il loro “Cinematografo”, un apparecchio per registrare immagini in movimento. Tre anni dopo sono proprio loro a realizzare il primo film sulla vita di Gesù, intitolato: “La vita e la passione di Cristo”. La cosa che colpisce in questa pellicola è il timore e il rispetto che il regista aveva nei confronti di Gesù, infatti non lo fa nemmeno vedere, ma lo rappresenta soltanto come un’ombra.

Questo atteggiamento cambia nel 1927 con il film “Re dei Re” di Cecil B. DeMille che racconta la storia di Cristo, vista però dalla prospettiva di Maria Maddalena. In film ebbe un grande successo di pubblico.

Più tardi, negli anni cinquanta, si è cercato di rendere la vita di Gesù più “interessante”, più “attrattiva”, aggiungendo scene di battaglie e storie romanzate che però gli spettatori non gradirono.

I cambiamenti ideologici dell’epoca però, così si legge sul sito Internet, richiedevano anche una “nuova” immagine di Gesù, e infatti lo si voleva vedere come un rivoluzionario.

La prima risposta a questo bisogno fu, nel 1964, con il film “Il vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, Il regista, di ideologia marxista, mostra un Gesù ribelle, senza paura, che lotta contro il materialismo e l’ipocrisia.

Negli anni seguenti invece con “Jesus Christ Superstar” e “Godspell” si entra nell’epoca del successo commerciale, infatti i registi pensavano solo a ricavare tutto il vantaggio possibile dal soggetto, senza trasmettere nessun messaggio particolare.

li anni ottanta poi vengono chiamati gli anni “della distruzione della religione”, escono infatti film provocatori e blasfemi come “L’ultima tentazione di Cristo”.

E oggi? Probabilmente vi ricordate ancora della “Passione di Cristo” di Mel Gibson, un film che aveva lo scopo di essere molto “fedele”, di presentare la passione proprio così come è stata veramente e come ci viene raccontata dai vangeli.         

Davvero, leggendo tutto ciò, ci si rende conto che l’immagine di Gesù, in ormai più di 100 anni di storia, è cambiata tantissimo, ognuno lo vedeva a modo suo, così come gli piaceva o come gli dettavano le idee del tempo, e, a volte, il suo personaggio, serviva solo per avere un sempre maggiore successo di pubblico.

Molte altre persone, come i vari registi dei film citati, hanno di Cristo un’immagine personale e diversa dalla realtà, c’è chi infatti ama vederlo come un “rivoluzionario”, uno che andava contro tante regole e usanze dell’epoca, uno che si occupava di coloro che si trovano al margine della società e con i quali nessuno voleva avere a che fare.

Qualcun altro vede in Lui un grande maestro di etica, una persona che con la sua vita ci ha lasciato un esempio di come vivere nel modo giusto e di come amare il prossimo.

Alcuni forse lo considerano un fallito, uno che aveva, sì, delle idee grandiose, e che è riuscito a trovare anche alcuni seguaci, ma che alla fine è morto miseramente, abbandonato da tutti i suoi amici.

Ma chi era Gesù veramente?

Rivolgiamo la domanda a Lui stesso, o meglio, ascoltiamo ciò che Gesù ha risposto 2000 anni fa a Pilato, poco prima della sua crocifissione:

Pilato lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» E Gesù gli rispose: «Tu lo dici». (Luca 23,3)

E poi:

“Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».

Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce».” (Giovanni 18, 37-38)

Gesù non era un insegnante di etica, neanche un rivoluzionario politico e nemmeno un criminale condannato a morte. No, Lui è un re, anzi, “il re dei Re”. Non ha un trono visibile su questa terra, ma Lui è il sovrano di tutto il mondo. Gesù Cristo è il Figlio di Dio, Lui è Dio! Lui esisteva prima della creazione del mondo e vivrà per sempre, regnerà in eternità.

E Lui, volontariamente è diventato uomo, è venuto in questo mondo “per testimoniare della verità”, perché aveva un messaggio da dare alle persone, cioè che la Sua morte non era un fallimento, ma una sua decisione e allo stesso tempo salvezza per noi. Lui è morto al nostro posto, per i nostri peccati, ognuno può avere il perdono delle proprie colpe se crede nel Suo sacrificio e lo accetta per quello che è: il Salvatore e il Signore.

Non farti una immagine personale di Gesù, ma accettalo così come si presenta a te:

Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli.” (Apocalisse 1, 5-6)

S.W.

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