Godcasting ______________________________________________________

Una religione sempre a portata di auricolare. E' il fenomeno del 'Godcasting', evoluzione spirituale del più noto 'podcasting', la pratica di scaricare da Internet file audio sul proprio computer e ascoltarseli in cuffia col lettore mp3: in grande espansione in tutto il mondo è proprio il podcasting a contenuti religiosi, se si considera che i siti specializzati sono ormai nell'ordine delle migliaia.

Quando si incontrano giovani e adulti con gli auricolari per strada, in metropolitana o in fila a uno sportello, insomma, non è detto che stiano ascoltando gli ultimi successi musicali: potrebbero avere anche l'ultima omelia in cattedrale, meditazioni bibliche, oppure, se di altra fede, un 'mantra' buddista' o un'invocazione ad Allah.
Il
fedele 'tecnologico' ora può avere sempre a portata d'orecchio il proprio sermone preferito oppure recuperare la messa a cui non è potuto andare e sentirsela in cuffia mentre va al lavoro.

All'origine sono state soprattutto le chiese cristiane americane a credere nel 'podcasting di Dio', ma ogni fede è già rappresentata. Ci sono migliaia di siti podcast spirituali, dal buddhismo al cattolicesimo, dall'ebraismo agli Hare Krishna sino ai klingoniani. Sposare la fede con le nuove tecnologie consente infatti di interessare e attrarre un pubblico giovane altrimenti irraggiungibile. Fare proselitismo in rete non è un fenomeno nuovo, ma la possibilità di far ascoltare al potenziale fedele la voce del suo pastore è considerata una vera manna dal cielo per le organizzazioni religiose.
Anche la
Chiesa cattolica e la Santa Sede non sono state a guardare. La Radio Vaticana è stata una delle prime emittenti a credere nel nuovo trend che rivoluziona il modo di divulgare temi religiosi sul web, tanto che dopo un'intervista a Benedetto XVI mandata in onda e poi inserita online nell'agosto 2005, Macitynet.it ha potuto commentare: "La Santa sede è stata una tra i pionieri del podcasting grazie a Radio Vaticana".

"Per una radio - spiega il vice direttore dei programmi dell'emittente pontificia, Pietro Cocco - l'uso del podcast dà il vantaggio di sfruttare una diffusione capillare. Noi abbiamo puntato all'obiettivo di una maggiore fruibilità. Inoltre c'è il concetto che in gergo viene chiamato 'persistenza': la Radio Vaticana non ha solo radiogiornali, ma anche programmi di approfondimento, meditazioni religiose, e il podcast facilita l'ascoltatore nel crearsi un archivio personale".
Radio Vaticana, che attualmente offre
11 canali di podcast in altrettante lingue, punta ad ampliare l'offerta a tutte le 39 lingue utilizzate nei programmi e a diversificare disponibilità e accesso ai contenuti (…). "Il settore podcast va molto bene - sottolinea Cocco -, c'è molto interesse in tutte le lingue attualmente disponibili. Per tutti, comunque, il primo desiderio e' avere la voce del Papa". (…) E che il player mp3 sia ormai entrato anche nella sede apostolica è stato definitivamente sancito nella visita di Benedetto XVI alla Radio Vaticana, il 3 marzo 2006, per i 75 anni dall'inizio delle trasmissioni. I dipendenti hanno regalato un iPod a papa Ratzinger, che al momento della consegna ha dichiarato: "La tecnologia informatica rappresenta il futuro". Anche per la Chiesa.

In questo mondo che va sempre più di fretta, nel quale la vita è regolata da ritmi spesso frenetici, poco spazio resta all’uomo da destinare al riposo del corpo e della mente, per recuperare le energie… e per dedicarsi a Dio.

La società è infatti pervasa dall’ideologia, errata, del “chi si ferma è perduto”, e il sistema ci toglie il tempo con le sue incombenze, i suoi ritmi innaturali e le innumerevoli complicazioni. Così quando si avrebbe il tempo si ha una sensazione di spossatezza e di oppressione, che da origine a una vita insoddisfatta.

Plutarco diceva che:

“Perché come le piante sono nutrite dalle acque moderate, ma soffocate da quelle smodate, allo stesso modo l'anima si accresce con le fatiche proporzionate, è sommersa da quelle eccessive”.

La tecnologia informatica a questo punto è la benvenuta perché, in qualche modo, ci impedisce di interrompere completamente il nostro rapporto con Dio e di mantenere un certo equilibrio.

Ma mi chiedo: “La fede è un’attività da incastrare nella mia giornata, o piuttosto ispira e permea la mia vita?”

Cosa ne dice il Dio della Bibbia? Quali suggerimenti ci dà per impostare con Lui il giusto rapporto? Come possiamo usare al meglio il nostro tempo?

La prima indicazione la troviamo nel libro della Genesi, dove leggiamo che:

“Il settimo giorno, Dio (…) si riposò (…) da tutta l'opera che aveva fatta. (…) Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò.” (Genesi 2:2-3)

E più in là, nel libro dell’Esodo, Egli disse al suo popolo:

“ Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. (…) poiché in sei giorni il Signore fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno (…).” (Esodo 20:8, 11)

Cosa significa per noi “santificare il giorno del riposo?” Certo Dio non sta parlando di oziosa inattività, ma è un’esortazione a considerare questo giorno come un giorno speciale, da dedicare interamente a Lui.

“Perché è così importante farlo?” vi chiederete. Perché il giorno del riposo, che per noi cristiani è la domenica, ci ricorda la resurrezione di Gesù, ci ricorda la sua morte sulla croce per espiare i nostri peccati, per salvarci dal terribile destino di un’eternità lontana da Dio, nella morte eterna. Quale motivo migliore ci può essere per fermarci ed adorare un Dio che ha saputo amare così profondamente, così intensamente da affrontare al nostro posto il supplizio della croce?

Ma di certo, questo sentimento di riconoscenza e di adorazione, non deve essere relegato ad un solo giorno alla settimana, ma deve davvero ispirare e permeare la vita di ogni giorno, non come una qualsiasi attività da incastrare durante la giornata, magari mentre si cammina, o si fa sport, o si fa la spesa, ma come un perno intorno al quale ruota tutto il nostro tempo, tutti i nostri impegni.

Sembra difficile? Forse! Ma se mettiamo la nostra fiducia in Dio e ascoltiamo la sua parola, il nostro rapporto con il tempo cambierà e con esso il senso della nostra vita.

Sta scritto infatti nel libro di Giosuè:

“Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai.” (Giosuè 1:8)

Ecco il segreto per una vita appagata! Dedicare a Dio e ai suoi insegnamenti la giusta misura del nostro tempo!

Se sei tra coloro che si sentono oppressi dalla corsa del tempo, allora fermati e parla con il tuo Creatore. Fidati di Lui e lasciagli la guida della tua vita.

Lascia che ti aiuti a trovare il giusto equilibrio in tutte le tue attività, e sperimenterai una nuova realtà in armonia con tutti i tuoi bisogni!

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