Gli
attacchi d'Israele al Libano o la risposta a un'aggressione?
______________________________________________________ L'operazione "Giusta retribuzione", lanciata da Israele contro il Libano dopo il rapimento di due suoi soldati e l'uccisione di altri tre in un attacco di guerriglieri Hezbollah sul confine israelo-libanese, ha assunto oggi tutti i connotati di una guerra vera e propria. L'aviazione israeliana ha attaccato decine di obiettivi in Libano, arrivando anche a Beirut, dove è stato colpito l'aeroporto internazionale che è stato perciò chiuso. Le Forze di Difesa
israeliane hanno imposto giovedì una chiusura terrestre,
aerea e navale del Libano e sono pronte ad affrontare una
lunga fase di combattimenti nello sforzo di fermare
le attività terroristiche degli Hezbollah, che
in Libano godono della copertura governativa. Lo ha
affermato giovedì unalta fonte militare israeliana.
Le Forze di Difesa israeliane,
afferma la fonte, non temono di dover combattere
su due fronti contemporaneamente (Libano a nord e
Gaza a sud), soprattutto quando vi è un
evidente legame ideologico fra i due.
Questa situazione internazionale sta diventando sempre più incandescente e qualunque sia la nostra posizione nei confronti d'Israele o della Palestina, da un punto di vista teologico, escatologico o semplicemente politico, dobbiamo comunque ammettere che in questa realtà così intricata non possiamo non chiederci come mai questo conflitto abbia delle peculiarità così uniche. Un conflitto troppo difficile da risolvere anche per i diplomatici più esperti. Un conflitto senza tregua alcuna, un conflitto che, anche a coloro che seguono poco i notiziari, fa mettere delle domande su cosa ci riserva il futuro. Questa inimicizia fra israeliani e arabo-palestinesi avrà mai fine? O coinvolgerà il resto del mondo in un turbine di violenza? Il nome dell'operazione di difesa israeliana Giusta retribuzione però dovrebbe portarci a riflettere sul nostro operato, sulla nostra vita e ancor di più su cosa ne sarà del dopo. Abbiamo idea di quale sarà la nostra retribuzione? Non può esserci alcun dubbio che il nostro destino eterno si deciderà nel giorno della resurrezione dai morti, sulla base dei rapporti diretti che noi abbiano intrattenuto con la Parola di DIO. Lesortazione ad esaminare se stessi, la propria condizione, il proprio stato, la propria situazione spirituale implica un criterio di valutazione senza il quale il nostro esame, la nostra auto-critica, diviene impossibile. Purtroppo molte persone tentano di analizzare la propria spiritualità senza basarsi su elementi certi, ma facendo affidamento soltanto sulle proprie opinioni. Queste persone ben intenzionate, ma mal guidate, cercano di sondare il loro io e si ritengono a posto e soddisfatte per il solo fatto di seguire la propria coscienza, ma in realtà non si rendono conto che esse stanno seguendo soltanto le proprie emozioni fallibili. Esse affermano con sicurezza: Non posso sbagliarmi perché sto seguendo la voce del mio cuore. Ci sono dei proverbi nella Bibbia che dovrebbero farci riflettere sul pericolo a cui andiamo incontro quando ci basiamo unicamente sulle nostre impressioni personali, come quello che dice: «Cè una via che alluomo sembra diritta, ma finisce per condurre alla morte» (Proverbi 14:12). Il Nuovo Testamento, annunciato da uomini ispirati da DIO, dimostra senza alcuna possibilità di equivoco che la vera fede di ciascun individuo non si basa sulle impressioni personali, ma si fonda unicamente sulla conoscenza della Parola di DIO: «Infatti non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole abilmente escogitate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà» (2 Pietro 1:16; anche 1 Corinzi 15:1ss). Tutte le facoltà umane vengono in egual misura coinvolte nel processo di liberazione dal peccato che conduce luomo verso la salvezza. «La fede viene dalludire e ludire si ha per mezzo della Parola di Dio» sta scritto nella lettera ai Romani (10:17). Avendo DIO parlato agli uomini per mezzo delle Scritture (Ebrei 1, 1-2), chiunque desideri accostarsi ad esse ed eseguire il proprio check-up spirituale, non può prescindere dalle proprie facoltà intellettuali che gli permetteranno di conoscere e comprendere la volontà del Padre Eterno. Inoltre chi intende entrare nel regno dei cieli deve necessariamente fare la volontà di DIO. Non è quindi assolutamente possibile prescindere dalla conoscenza di questa volontà divina. E tu, caro amico, hai mai fatto una seria verifica della tua situazione spirituale? O vuoi sfidare il Signore aspettando la Sua giusta retribuzione? Se è così, ti imploro di ascoltare la voce di Dio nel tuo cuore, leggere la Bibbia, chiedere perdono a Lui e capire il significato del Suo sacrificio perfetto. Se è vero che «tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la retribuzione di quel che ha fatto, sia di bene sia di male, mentre era nel corpo» (2 Corinzi 5:10), allora questa verifica è, non solo indispensabile ma anche urgente, in quanto deve essere fatta mentre siamo ancora in questa terra, perché poi sarà troppo tardi. Se è vero che «vi è un solo DIO, ed anche un solo mediatore tra DIO e gli uomini, Cristo Gesù uomo» (1 Timoteo 2:5) e che «in nessun altro vi è la salvezza, perché non cè alcun altro nome sotto il cielo che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati» (Atti 4:12), allora la nostra verifica deve avere come punto di riferimento soltanto Cristo e non gli insegnamenti degli uomini che troviamo nelle encicliche e nella teologia. ______________________________________________________________________________
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