Giona, un bruco e il messaggio di Dio per noi ______________________________________________________

Siamo rimasti a bocca aperta“ dice lo scienziato Günter C. Müller dopo aver scoperto in Israele la “Olepa Schleini“, una specie di bruco.

Cosa c'è di particolare in un animale così piccolo e per niente bello? C’è il fatto che la sua esistenza sottolinea la credibilità della Bibbia, più precisamente della storia di Giona che ci viene raccontata nell’omonimo libro dell'Antico Testamento. Forse a questo punto vi chiedete che cosa abbia a che fare un bruco con Giona, magari avete sentito parlare solo di Giona e di un grande pesce. Vediamo insieme un po' tutta la storia!

Al profeta Giona, così ci riferisce la Bibbia, un giorno venne dato da Dio il seguente ordine:

Levati, va' a Ninive, la gran città, e predica contro di lei; perché la loro malvagità è salita nel mio cospetto.“ (Giona 1:2)

Gli abitanti di Ninive erano un popolo che non si atteneva agli ordini di Dio e alle Sue leggi, perciò Egli, nella Sua santità, ordinò a Giona di annunciare la loro condanna. Giona però, per paura, non obbedisce e fugge in nave. Ma anche lì Dio lo sa raggiungere: manda una forte tempesta che mette in pericolo la vita dei marinai e dello stesso profeta, che a questo punto riconosce la sua colpa. La tempesta si calma solo nel momento in cui egli viene gettato in mare e in quel momento Dio gli viene in aiuto. Manda un grande pesce che lo ingoia e, dopo tre giorni, lo “vomita sull'asciutto“.

Questa volta Giona va direttamente a Ninive, non esita di ubbidire all'ordine divino e fa questo annuncio alla città:

Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!“ (Giona 3:4)

Un messaggio tremendo, ma la reazione degli abitanti è sbalorditiva. Leggiamo:

E i Niniviti credettero a Dio, bandirono un digiuno, e si vestirono di sacchi, dai più grandi ai più piccoli. Ed essendo la notizia giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse di dosso il manto, si coprì d'un sacco, e si mise a sedere sulla cenere. E per decreto del re e dei suoi grandi, fu pubblicato in Ninive un bando di questo tenore: 'Uomini e bestie, armenti e greggi, non assaggino nulla; non si pascano e non bevano acqua, uomini e bestie si coprano di sacchi e gridino con forza a Dio; e ognuno si converta dalla sua via malvagia, e dalla violenza perpetrata dalle sue mani. Chi sa che Dio non si volga, non si penta, e non acqueti l'ardente sua ira, sì che noi non periamo.'“ (Giona 3:4-9)

Ed in effetti, Dio reagisce con grande misericordia! Egli vede il dolore dei Niniviti e li perdona! Una reazione che a Giona non piace affatto, nella Bibbia ci viene detto che “ne fu irritato“ (Giona 4:1) e che si rivolse a Dio in questo modo:

O Eterno, non era forse questo ch'io dicevo (...)? Sapevo infatti che sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira e di gran bontà, e che ti penti del male minacciato.“ (Giona 4:2)

Giona avrebbe preferito un Dio adirato, che punisce, che condanna ed invece ha conosciuto un Dio misericordioso, che perdona... Un atteggiamento che il profeta non comprende e perciò Dio deve insegnargli qualcosa di molto importante. Ed è a questo punto che entra in scena il bruco!

Giona, deluso ed irritato, esce dalla città per osservare da fuori il suo destino. Si costruisce una capanna, e Dio gli fa crescere vicino un ricino la cui ombra porta “grandissima gioia“ al profeta. Poi però, continua il racconto, Dio fece venire un “verme“, la nostra “Olepa Schleini“ appunto, che “attaccò il ricino, ed esso si seccò.“ (Giona 4:7) e Giona, che soffriva a causa del grande caldo, si disperò e disse: “Meglio è per me morire che vivere.“ Fu a questo punto che Dio gli spiegò il perché della sua misericordia.

Tu hai pietà del ricino per il quale non hai faticato, e che non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito: e io non avrei pietà di Ninive?“ (Giona 4: 10-11)

Il racconto biblico finisce qui, l’intervento del verme pare solo un’azione straordinaria di Dio in un particolare momento, ma la scoperta, in questi giorni, dell’“Olepa Schleini“, riporta all’attenzione la storia biblica.

Per tanto tempo si è dubitato della sua esistenza, non si pensava che un animale potesse mangiare una pianta velenosa come il ricino. Ma la Bibbia aveva ragione! L'“Olepa Schleini” esiste davvero, e, come afferma Mülller, non è stata scoperta per la prima volta in questi giorni, ma già “qualche millennio fa“. E continua: “Mi meraviglia con quale precisione la Bibbia lo descrive.

Sì, la Bibbia è precisa, vera ed affidabile!

E ciò non vale soltanto per quanto riguarda l'esistenza della “Olepa Schleini“, ma anche, e soprattutto, per il messaggio del libro di Giona! E’ vero ancora oggi, infatti, che Dio è un Dio santo, un Dio che non può tollerare il peccato e la malvagità, verso i quali esprime sempre la sua condanna! Ma è vera anche un’altra cosa : c'è sempre speranza per chiunque si comporta come hanno fatto i Niniviti.

Chi si pente per la sua disubbidienza nei confronti di Dio, chi Gli chiede perdono, troverà un Dio misericordioso perché Egli stesso, nella persona di Suo Figlio Gesù Cristo, ha già pagato per i nostri peccati! Se vede il nostro dispiacere per ciò che abbiamo fatto, il nostro cuore pentito, Egli è pronto a perdonarci completamente! Ancora oggi Egli è “un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira, di gran bontà, (...) che (si) pente del male minacciato.“ Questa frase che Giona ha pronunciato con tanta rabbia è un messaggio meraviglioso.

Dio, il Dio santo e perfetto, è anche un Dio misericordioso che ama perdonare una persona pentita! Ciò vale anche per te!

Perché non fai come i Niniviti e ti rivolgi oggi stesso a Lui?

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