"Gesù era un buon musulmano" ______________________________________________________

“Gesù era un buon musulmano“, questo è almeno quanto dice Kurt Beutler, cristiano convinto, nel suo libro “Tra bombe e paradiso: imparare a capire ed amare i musulmani“. In esso spiega come il Corano vede Gesù e lo descrive come l'unico uomo senza peccato, come afferma anche la Bibbia. Nella Sura 19,21 Gesù viene chiamato una “misericordia di Allah“, e Beutler chiede: “Come si può spiegare Gesù in modo migliore? (...) Ognuno dovrebbe conoscere questa misericordia più da vicino.

Poi però Beutler fa questa strana affermazione: i grandi personaggi della Bibbia, come Abramo o Giuseppe, e anche Gesù, sarebbero stati dei buoni musulmani“.

Come mai può dire una cosa del genere?

Lui stesso lo ha spiegato in un'intervista: “'Musulmano è soltanto la parola araba per un insegnamento, che troviamo già nella bibbia. Tradotta significa 'sottomettersi' o 'dedicarsi'. Tutta la Bibbia parla del fatto che l'uomo deve cambiare la sua vita e andare da Dio. Ciò non è un'invenzione di Mohammed.

Poi, parlando di Gesù, aggiunge:

Vediamo nella vita di Gesù Cristo, che Lui cercava in ogni momento della Sua vita la guida del Padre celeste.

L'affermazione di Beutler che Gesù sia stato un buon musulmano è una frase provocatoria, che non vuole affermare che Egli facesse parte di questa religione, ma che l’autore usa per spiegare un concetto molto importante, cioè che l'uomo deve cambiare, tornare da Dio. Ed infatti, la Bibbia descrive l'uomo così:

Essi sono tutti ribelli incalliti, seminano calunnie; sono bronzo e ferro, tutti corrotti.” (Geremia 6:28)

E nel libro del profeta Isaia troviamo questa confessione:

Le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio (…). Le vostre mani infatti sono contaminate dal sangue, le vostre dita dall'iniquità; le vostre labbra proferiscono menzogna, la vostra lingua sussurra perversità.

I loro piedi corrono al male, essi si affrettano a spargere sangue innocente; i loro pensieri sono pensieri iniqui, la desolazione e la rovina sono sulla loro strada. Perciò la rettitudine è lontana da noi, e non arriva fino a noi la giustizia; noi aspettiamo la luce, ma ecco le tenebre; aspettiamo il chiarore del giorno, ma camminiamo nel buio.

Poiché le nostre trasgressioni si sono moltiplicate davanti a te e i nostri peccati testimoniano contro di noi; sì, i nostri peccati ci stanno davanti e le nostre iniquità le conosciamo. Siamo stati ribelli al SIGNORE e l'abbiamo rinnegato, ci siamo rifiutati di seguire il nostro Dio, abbiamo parlato di oppressione e di rivolta, abbiamo concepito e meditato in cuore parole di menzogna.” (Isaia 59:2-3; 7, 9, 12-13)

L'uomo per natura vive in ribellione contro Dio, non accetta la Sua volontà, e, come dice Isaia, si rifiuta di seguirlo e tante volte Lo rinnega. A causa di questi peccati, l’uomo è separato da Dio, non può avere comunione con Lui.

Ma Dio gli viene in soccorso, nonostante tutta la sua iniquità! Il passo di Isaia continua così:

Il SIGNORE ha visto, e gli è dispiaciuto che non vi sia più rettitudine; ha visto che non c'era più un uomo e si è stupito che nessuno intervenisse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto, la sua giustizia lo ha sorretto; egli si è rivestito di giustizia come di una corazza, si è messo in capo l'elmo della salvezza (…). Un salvatore verrà (…) per quelli (…) che si convertiranno dalla loro rivolta», dice il SIGNORE.

(Isaia 59: 16-17; 20)

Dio ha deciso di venirci in aiuto, e questo Salvatore è già venuto 2000 anni fa: Egli è Gesù Cristo, il Figlio di Dio che è diventato uomo, come ognuno di noi, e ci ha lasciato un meraviglioso esempio: anche se era il Figlio di Dio ha vissuto in completa dipendenza da Lui, Gli era assolutamente ubbidiente, del tutto sottomesso. Infatti, un giorno ha detto:

In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da sé stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente.” (Giovanni 5:19)

Gesù ha vissuto una vita senza peccato, senza neppure il minimo errore, ma alla fine è stato arrestato ingiustamente e condannato alla morte sulla croce. Qualche ora prima di morire nel giardino del Getsemani, pur sapendo che andava incontro a una morte crudele, pregò così:

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta.” (Luca 22:42)

Sì, Gesù era, per usare il linguaggio di Beutler, veramente un “buon musulmano”, del tutto sottomesso al Padre e, come scrive l’apostolo Paolo, “(si fece) ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:8).

Gesù ubbidì perché il piano di Dio era che Cristo morisse per i nostri peccati. Così Egli ha pagato per essi! Con la Sua ubbidienza ci ha liberato dalle conseguenze dalla nostra ribellione e chi accetta questo dono viene salvato!!

Se confessi di non avere seguito Dio, di non averGli ubbidito e credi nell’opera di Gesù e Lo inviti nella tua vita come tuo Signore e Salvatore, allora troverai perdono e comincerà per te una nuova vita, nella quale Cristo sarà il centro, ti sarà di esempio e ti aiuterà a vivere veramente secondo la volontà di Dio!

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