Il gene divino
Il nostro DNA ci costringe a cercare una potenza sovranaturale? Con questa domanda sul frontespizio, la famosa rivista statunitense Times-Magazin ha presentato in questo periodo una scoperta sensazionale. Secondo i risultati di uno studio scientifico i sentimenti religiosi che una persona può provare derivano dai geni, cioè sono programmati dal nostro DNA. Dean Hamer, biologo molecolare allIstituto Nazionale delle ricerche sul cancro negli USA, ha fatto un sondaggio su 1000 persone tra uomini e donne, ponendo loro 240 domande tra le quali alcune inerenti la sfera spirituale, infine è stato esaminato il DNA delle persone interrogate. Hamer si è occupato particolarmente dei nove geni che sono responsabili per la produzione di sostanze chimiche che influenzano sentimenti e umori. E risultato che nelle persone molto religiose prevale il cytosin, mentre in quelle meno spirituali prevale l adenin. Da questo Hamer ha concluso che se una persona ha fede o no, dipende soprattutto dal DNA e dalle sostanze chimiche prodotte, e non da una decisione personale. Altri scienziati confermano la sua tesi sostenendo così che la fede in Dio è semplicemente un fenomeno biologico e chimico. Cosa dobbiamo concludere da tutto questo? Che, se una persona crede in Dio, non significa che ha fatto unesperienza vera, ma che si tratta solo di un effetto biologico che non bisogna prendere sul serio? Io credo che il gene di Dio in qualche modo esista davvero, non solo per poche persone, ma per tutta lumanità. Non parlo di un processo biologico, bensì di una cosa ben diversa. Il famoso matematico, Blaise Pascal, una volta ha detto che nel cuore di ogni uomo cè un vuoto a forma di Dio, un vuoto che Lui e solo Lui può riempire. E da santAgostino ci viene la seguente frase: Tu ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore resta inquieto finché non riposa in te. Se leggiamo la Bibbia, troviamo la conferma di questo. Già sulle sue prime pagine ci viene detto che luomo è stato creato ad immagine di Dio. (Genesi 1,27) Ciò significa che non è stato creato per essere indipendente, ma è stato fatto per vivere in comunione intima con Dio. Senza questo stretto rapporto gli manca la cosa più importante. Purtroppo il peccato ha rotto questo legame tra Dio e gli uomini. Luomo ha pensato, e pensa ancora oggi, di poter vivere da solo, senza il suo Creatore, e che non ha bisogno di Lui. Vive a modo suo, seguendo la propria volontà e non quella di Dio, in altre parole, vive nel peccato. Ma dentro luomo rimane sempre questo vuoto, un desiderio forte di gioia, di felicità e di soddisfazione che cerca di colmare con i piaceri, i soldi, il successo, il sesso, il divertimento, però, anche se non lo ammette, questo desiderio rimane insoddisfatto. Il grande vuoto nel cuore delluomo, nel cuore di ogni uomo, può essere riempito soltanto da Dio. Il grande re Davide che aveva a sua disposizione delle ricchezze indescrivibili, ha scritto: Come la cerva desidera i corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia è assetata di Dio. (Salmo 42, 1-2) E ancora: O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall'alba; di te è assetata l'anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz'acqua. (Salmo 63,1) Davide aveva capito il suo grande bisogno di Dio, aveva capito che non poteva vivere senza di Lui. Stai cercando anche tu di riempire il vuoto nel tuo cuore ma non ci riesci? E Dio che ti manca! Fa parte di ogni essere umano il bisogno di comunione con Lui. Anche tu hai questo gene divino in te! Se vuoi puoi avvicinarti a Dio, puoi stabilire un rapporto con Lui, tramite Suo Figlio Gesù Cristo. Gesù è la via! Se ti affidi a Lui, se gli apri il tuo cuore, Lui entrerà nella tua vita con il suo perdono, il suo amore, la sua guida, ti darà vera gioia e soddisfazione, riempirà il vuoto che cè nel tuo cuore. Sarà linizio di una nuova vita nella quale potrai sperimentare che la fede in Dio non è unimmaginazione e neanche leffetto di qualche processo chimico nel tuo corpo, ma è una realtà che potrai sperimentare nella vita, ogni giorno. S.W. |