La paura del futuro

E’ uscito venerdì scorso 5 marzo, il nuovo film di Veronesi. Racconta la storia di tre amici diciottenni, che, dopo la maturità, partono per la Grecia. Alla prima occhiata sembra una storia semplicissima, niente di particolare. Invece parla di un tema profondo. L’argomento vero e proprio, così asserisce l’ Ansa, è “La paura e l'angoscia del futuro”, infatti non si parla solo del viaggio di tre giovani, ma di persone che finito un periodo della loro vita, adesso si trovano davanti ad un vuoto.

Silvio Muccino, che ha dato l’idea per il film, in un’intervista sul sito www.cinematografo.it spiega meglio l’argomento centrale del film:

Non è una vicenda autobiografica, ma nasce dall’esigenza di raccontare l’incertezza che ti assale quando hai diciannove anni, finisci il liceo e improvvisamente ti ritrovi davanti un buco nero. A quell’età ci si sente leoni, padroni del mondo, con la vita in mano e la sensazione di poterci fare qualsiasi cosa. Poi basta poco, però, perché ansie, paure e angosce ti mettano all’angolo: o resti paralizzato, o trovi il coraggio di buttarti e vivere quello che viene. Il “Che ne sarà di noi” del titolo è un interrogativo che ancora oggi sento molto attuale. Credo sia un dubbio universale, che non conosce età e mi accompagnerà per sempre. 

Muccino parla di incertezza, di ansie, di paure, di angoscia quando si è costretti ad affrontare un futuro sconosciuto. Sentimenti che sicuramente conoscono non solo i diciottenni, ma persone di ogni età. “Che ne sarà di noi?” ci si può chiedere davanti a decisioni difficili, quando si deve affrontare la disoccupazione o una malattia, quando si pensa alla possibilità di una guerra, all’inquinamento ecologico…..

E per risolvere questo problema, per combattere queste paure, le persone cercano aiuto dappertutto: leggono oroscopi, si rivolgono ad astrologi, ma anche ad altri “esperti”: scienziati in economia che fanno delle diagnosi sulla probabile evoluzione della situazione di lavoro sul mercato, oppure politici che promettono di risolvere conflitti internazionali con le loro idee. E tutto questo con lo scopo di far risplendere un po’ di luce nel buio che si chiama futuro.

Ma tutti questi mezzi non ci aiutano ad andare avanti, ad illuminare il futuro. C’è solo Uno che ha una risposta a tutte le nostre domande: Dio. Lui non ha limiti, per Lui non esistono passato o futuro, perché Lui è eterno.

Egli stesso chiede nel libro del profeta Isaia:

Chi, come me, proclama l'avvenire?” (Isaia 44,7)

La Bibbia ci rivela di più di questo: Dio non solo conosce il nostro futuro, ma lo tiene anche nella Sua mano, è Lui che dirige il destino di ogni uomo:

Non l' hai udito? Da lungo tempo ho preparato questo; da tempi antichi ne ho ideato il progetto; ora ho fatto in modo che si compia.” (Isaia 37,26)

Gli uomini però normalmente non chiedono quale sia il progetto divino, quale sia la sua volontà, preferiscono le loro vie anche se conducono all’ignoto, al buio….

Ma Dio ci fa una proposta, la proposta di tornare a Lui e di lasciarci guidare da Lui. Nel Suo Figlio Gesù Cristo ci offre il perdono per le nostre vie sbagliate, per il fatto che camminiamo senza di Lui, per i nostri peccati. Chi si rivolge a Cristo e Lo riceve come Signore e Salvatore, non dovrà più avere paura del futuro. Riceverà il perdono per il suo passato e potrà fidarsi di una guida meravigliosa, perché sarà Dio stesso a guidarlo in ogni circostanza, a mostrargli la via, passo dopo passo:

Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il SIGNORE: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29,11)

S.W.

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