Il funerale di
Wojtyla: un avvenimento mondiale
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Non si è mai vista
tanta folla dare lultimo saluto a una salma. E
quasi incredibile che delle persone abbiano fatto la fila
anche per 12 ore e più, pur di potersi avvicinare anche
solo per un momento alla bara di Wojtyla.
Il giorno 8 aprile 2005 è certamente unico nel suo
genere perché milioni di persone hanno assistito al più
grande funerale della storia umana.
Secondo i giornalisti della Rai erano presenti oltre 1
milione di fedeli, 3500 giornalisti accreditati, i
rappresentanti di 200 nazioni e di 30 chiese non
cattoliche. Il funerale è stato trasmesso in
Eurovisione, da tutte le TV italiane e perfino da TV
arabe e giapponesi. Nemmeno per le riprese degli
olimpiadi furono mai usate 55 telecamere per un unico
avvenimento e cerano in tutta Roma 9 maxischermi
sui quali è stata trasmessa la cerimonia.
Le scuole erano chiuse, i negozi hanno abbassato le
serrande, il traffico a Roma era totalmente bloccato. Cè
stata una disposizione di sicurezza senza precedenti:
elicotteri armati e aerei militari sorvolavano la
capitale, il cui cielo era chiuso a qualsiasi altro
traffico aereo, una nave militare sorvegliava il mare
antistante Roma, e così tutto si è concluso senza alcun
problema dordine pubblico.
Ci poniamo la domanda che cosa ha spinto
quelle masse a dare lultimo saluto al papa?
Che molti potenti della terra fossero
presenti per semplici motivi politici sembra chiaro, ciò
indica quale influenza eserciti la Chiesa di Roma sui
governi mondiali, solo la Russia e la Cina non erano
presenti, dimostrando con ciò che non temono una
ripercussione politica. Per linnumerevole folla dei
fedeli, invece, evidentemente la persona di Wojtyla ha
riempito un vuoto. Sappiamo, infatti, che le famiglie di
oggi sono in crisi e lui ha valorizzato la famiglia,
parlando contro il divorzio, lomosessualità e laborto.
Molti giovani sono in crisi per la mancanza della figura
dun vero padre, e forse hanno visto in lui un
esempio.
Durante la diretta del funerale si è parlato molto della
figura mediatica del papa e ciò non stupisce perché
stiamo parlando del Papa dei giovani, il Papa
comunicatore, il Papa che è vissuto nei mezzi di
comunicazione di massa
e che ci è anche morto. La
salda volontà di Wojtyla di mostrarsi ai fedeli anche
nei momenti di maggiore difficoltà fisica, infatti,è un
messaggio forte per un mondo occidentale che mostra
sempre più mancanza di valori e la paura del decadimento
e della morte.
Viviamo in unepoca in cui i mass media giocano un
grande ruolo, riuscendo a trasformare in spettacolo
totalizzante qualsiasi fatto significativo ed è indubbio
che la Chiesa romana abbia saputo usare questo mezzo a
suo favore. Giovanni Paolo II, infatti, ha saputo
cogliere limportanza del saper comunicare e,
particolarmente, del sapersi servire della risonanza
mondiale che qualsiasi messaggio può assumere nellera
odierna.
Con questo, si tocca un tasto dolente, perché sebbene
viviamo in un paese con dichiarata libertà religiosa, a
noi Evangelici questi mezzi vengono negati o concessi
solo in parte, e se, qualche volta, siamo invitati a
partecipare ad una trasmissione, non ci viene permesso di
dire quello in cui crediamo, infatti veniamo spesso
interrotti o ci viene chiusa la bocca. Così,
praticamente, linfluenza mediatica è a senso unico.
Certo noi Evangelici abbiamo sentito una grande tristezza
nel vedere le folle insieme ai loro pastori immerse nellignoranza
spirituale. Non conoscendo le Sacre Scritture, pochi si
saranno resi conto delle incoerenze durante la
celebrazione del funerale.
Il cardinale Ratzinger si è contraddetto quando ha detto
che Il papa ci vede e ci benedice dalla finestra
della casa del Padre e poi ha invocato Dio,
chiedendo lintercessione di numerosi santi e di
Maria, affinché Dio accolga il loro papa e gli conceda
il riposo in un luogo di beatitudine. Mi chiedo: ma se il
papa è già nella casa del Padre che bisogno cè
di pregare che gli sia concesso lingresso? Sappiamo
però che ciò avviene perché la Chiesa di Roma non
possiede, né trasmette la certezza della salvezza, come
ci insegnano gli apostoli di Cristo nei loro scritti
ispirati (Giovanni 5:24; 1° Giovanni 5:10-12; Efesini 2:8,
19 ecc.).
La preghiera che Dio risusciti Wojtyla allultimo
giorno rivela unaltra lacuna dottrinale, perché se
sarà risuscitato allultimo giorno sarà giudicato
davanti al trono bianco e condannato al lago di fuoco (Apocalisse
20:6, 11-15). Evidentemente la Chiesa romana ignora che
esiste una prima risurrezione alla quale partecipano i
salvati e una seconda risurrezione per gli empi.
Il magistero della Chiesa di Roma, quanto quello degli
ortodossi, ignora anche che i santi non sono mediatori da
invocare, perché fra Dio e gli uomini esiste un solo
mediatore, Cristo Gesù , come insegnò san Paolo nella 1°
epistola a Timoteo.
Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore
fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo.(1 Timoteo
2:5)
Il grido del popolo santo, santo e lo
striscione Santo subito, rivela unaltra
mancanza di conoscenza della sacra Bibbia, perché
secondo linsegnamento apostolico tutti i veri
credenti sono dei santi. E anche contraddizione la
consuetudine di chiamarlo Santo Padre mentre
è ancora in vita, e poi dubitare perfino che sia stato
accolto in cielo. Non voglio approfondire largomento
ma sottolineare che Gesù ha chiamato suo Padre, cioè
Dio, Padre santo, perciò chiamare un uomo
qualsiasi in questo modo è una bestemmia.
Come ultima osservazione vorrei soffermarmi sullasserzione
che Giovanni Paolo II è stato seppellito nelle grotte
vaticane vicino alla tomba di San Pietro. Sarebbe meglio
dire: accanto alla presunta tomba di San Pietro,
perché secondo la sacra Bibbia è assai dubbio che
Pietro sia mai stato a Roma e, meno ancora, che sia stato
per 25 anni vescovo di quella chiesa e che sia morto lì.
Ma sia i nostri giornalisti, che il popolo prendono per
vera questa affermazione e la ripetono senza aver mai
approfondito largomento.
Se vuoi conoscere la verità che si trova solo nella
Parola di Dio, allora prendila in mano e permetti che Dio
possa parlarti.
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