Funerale con fuochi d'artificio ______________________________________________________

Organizzare il funerale per una persona amata è sicuramente una cosa estremamente dolorosa. In un momento in cui si è sopraffatti dal dolore, occorre pensare anche a cose tecniche e burocratiche: la bara, la musica, i fiori…ecc. Qualcuno, mentre è ancora in vita, dispone tutti i dettagli della cerimonia, altri invece lasciano ogni decisione ai parenti. E’ però curioso osservare che negli ultimi tempi accanto alla “classica” funzione, si sono affiancate nuovi e “moderne” cerimonie, come riferisce un articolo su Stranomavero.info:

Gran Bretagna: Ultimo Trend funebre, ceneri sparse con fuochi d'artificio.

LONDRA - In Gran Bretagna è l'ultimo trend sul versante del business funerario: le ceneri del caro estinto vengono sparate in cielo tramite i fuochi d'artificio. Un'impresa di pompe funebri - 'Heavens Above Fireworks' - ha già organizzato trentasei funerali di questo tipo (facendoli pagare da 1.450 a 2.700 euro) e il suo direttore Fergus Jamieson ha lanciato una campagna per spingere le chiese a "modernizzare" le esequie.

"E' sempre triste - spiega Jamieson oggi sulle pagine del 'Daily Telegraph' - quando una persona muore ma alla fine dei nostri fuochi d'artificio la gente piange lacrime di gioia". A suo giudizio "abbiamo un approccio sbagliato alla morte" ed è ora di cambiare.
L'impresa di pompe funebri figura tra gli espositori di una mostra sul business funerario in programma per tre giorni a Exeter.
La sezione "
Ritorno al Creatore" della mostra ospiterà anche un'impresa di pompe funebri - Motorsycle Funerals - fondata dal reverendo Paul Sinclair con l'obiettivo di adeguare le esequie agli stili di vita oggi prevalenti. Il reverendo - ritratto sul 'Daily Telegraph' in giaccone lungo di pelle e occhiali scuri - propone il trasporto della bara a bordo di un sidecar all'uopo riadattato: "Nessuno - dice - costringe un cattolico ad un funerale musulmano. Se uno è andato in motocicletta tutta la vita non bisogna metterlo su un'automobile per l'ultimo viaggio".
Alla mostra di Exeter parteciperà anche una compagnia americana che è in grado di porre sulla tomba, al posto della solita foto, un video show con immagini del defunto. Il monitor è alimentato da un piccolo pannello solare. In Gran Bretagna la fantasia davvero non manca in questo campo: qualche settimana fa a Portsmouth un'impresa di pompe funebri ha incominciato a proporre bare con le insegne e i colore della locale squadra di calcio.

Onestamente, secondo me, è un sistema stravagante quello di “sparare” “le ceneri della persona amata in cielo tramite fuochi d’artificio”. Ha ragione Fergus Jamieson quando dice che l’evento della morte è sempre qualcosa di triste, ma personalmente ho difficoltà a credere che si possano piangere “lacrime di gioia” durante un funerale, e questo semplicemente perché si organizza un fuoco d’artificio.

Nella Bibbia, per esempio, il salmista, descrive la morte in questo modo:

I legami della morte mi avevano circondato, le angosce del soggiorno dei morti mi avevano colto; mi aveva raggiunto la disgrazia e il dolore.” (Salmo 116:13)

La morte, così ci dice la Bibbia, è la conseguenza del peccato, e come tale è, e rimane, qualcosa di brutto, di spaventoso e doloroso, con o senza fuochi d’artificio.

Fergus Jamieson sostiene inoltre che "abbiamo un approccio sbagliato alla morte" ed invita a “cambiare” atteggiamento. Su questo punto sono d’accordo con lui, anche se però intendo qualcosa di totalmente diverso.

Generalmente tra gli uomini ci sono due diversi tipi di approccio alla morte: ci sono coloro che cercano di negarla, ignorarla, come se fosse qualcosa cosa che non succederà mai, per non dover pensare al dolore che porterà. Altri invece cercano di fare finta che non sia niente di brutto, ma qualcosa che si possa rendere “piacevole”, addirittura con una bella festa o, come nel nostro caso, con un fuoco d’artificio.

La Bibbia non ci consiglia, né uno né l’altro atteggiamento. Essa, infatti, non dice di ignorare la morte, e nemmeno di pensare che non sia qualcosa di brutto. Il salmista scrive:

I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni; o, per i più forti, a ottant'anni; e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliamo via. Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio.” (Salmo 90:10; 12)

La morte, nella Bibbia, è una cosa reale e spiacevole, e solo chi se ne rende conto, troverà per essa una soluzione!

La Bibbia ci parla di Gesù Cristo che, con la Sua morte sulla croce e la Sua risurrezione, ha pagato per i nostri peccati, ha vinto il peccato e la morte! Perciò può liberarci da essi e darci, come conseguenza, la vita eterna. Chi crede in questo, confessando i propri peccati e chiedendoGLi perdono per essi, saprà che la sua vita non finisce con la morte e un funerale, con o senza un fuoco d’artificio, ma che ci sarà un vero “ritorno al Creatore”, una vita per sempre alla presenza di Dio, l’inizio dell’eternità, di una vita perfetta, proprio come afferma l’apostolo Paolo:

O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?» (…) Ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.” (1 Corinzi 15:55;57)

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