La fede rende felici? ______________________________________________________ La fede rende felici, questo almeno sarebbe il risultato di un'inchiesta demoscopica tra 2000 adulti in Gran Bretagna, organizzata dall'Alleanza Evangelica e della Premier Radio. Secondo il sondaggio, si ritengono felici ben il 75 % di coloro che regolarmente vanno in chiesa, contro il 54% di coloro che non frequentano mai. Lo stesso vale anche per la lettura della Bibbia. Si dichiarano felici infatti il 75 % dei cittadini che almeno una volta al mese leggono un passo del libro dei libri, contro il 56 % di coloro che non lo prendono mai in mano. Inoltre, secondo un altro sondaggio, i britannici sarebbero le persone meno felici; nella classifica infatti si trovano molto dopo gli altri europei e gli americani del nord. Come afferma Joel Edwards, segretario generale dell'Alleanza Evangelica, il sondaggio metterebbe in chiaro il significato della fede cristiana per la convivenza sociale. La felicità sarebbe un bene molto richiesto. La stesso vale anche, sempre secondo Edwards, per valori come il perdono, il rispetto, la speranza e la fiducia. Queste virtù troverebbero le loro radici nella fede cristiana e sono un punto di contrasto ad uno stile di vita sempre più egoistico. Peter Kerridge, direttore di Premier Radio, invece mette in guardia contro un'interpretazione sbagliata del sondaggio. La lettura della Bibbia, la frequenza di una chiesa e la preghiera, da sole non porterebbero automaticamente ad una vita felice. Tutto dipende invece da un rapporto vivo con Dio attraverso la fede in Gesù Cristo. Sicuramente si tratta di un'inchiesta che interesserà molti. La felicità è senza dubbio, come afferma Joel Edwards, un bene molto richiesto, e questo ormai da quando esiste l'umanità. Ognuno di noi vuole essere felice, provare gioia, non soltanto in certi momenti, ma in modo continuo. Ed ognuno ci prova anche a modo suo, c'è chi cerca la felicità nei soldi, chi in una persona amata, chi nel lavoro o nel divertimento... Però, nonostante tutti questi tentativi alla fine quasi ognuno arriva al risultato che niente di tutto ciò rende veramente felici, anzi, col tempo tutto perde il suo fascino e lascia indietro una persona scontenta e interiormente vuota. La stessa cosa ha dovuto costatare il re Salomone del quale ci racconta la Bibbia. Aveva a sua disposizione ricchezze inimmaginabili, tutti i divertimenti possibili, però in età matura si trovò a scrivere queste parole: Io (...) sono stato re d'Israele a Gerusalemme. Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco tutto è vanità e un correre dietro al vento. (Ecclesiaste 1: 12 e 14) E una conclusione estremamente triste! Aveva avuto tutto, ma doveva concludere che era stato solo vanità, un correre dietro al vento. Molti altri prima e dopo di lui sono arrivati a questa conclusione, e ancora oggi lumanità cerca disperatamente la felicità, una gioia duratura Allora il risultato del sondaggio fatto in Gran Bretagna ci porta la soluzione? Si tratta forse di una medicina, di una vera e propria ricetta che afferma che per diventare felici basta andare in chiesa ogni domenica mattina e leggere la Bibbia almeno una volta al mese? Purtroppo non è proprio così, questa ricetta non porterà nessun risultato. Lo possono testimoniare tante persone religiose che in fondo non sono veramente soddisfatte. Il problema è che la vera gioia, la felicità non la possono dare soldi o il successo al lavoro, e neppure una chiesa lo può fare solo Dio! Il re Davide, un uomo che nella sua vita ha vissuto tanti problemi, un giorno ha scritto: Ho detto a Dio: «Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all'infuori di te». Io ho sempre posto il SIGNORE davanti agli occhi miei; poiché egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso. Perciò il mio cuore si rallegra, l'anima mia esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro. Tu m'insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. (Salmo 16:2; 8-9; 11) Sì, anche Davide cercava il bene e la felicità, ma per averli non perseguiva ricchezze, successo o quantaltro, ma Dio stesso, era Lui il suo bene supremo, era Dio stesso la sua felicità e non qualche atto religioso. Davide non parlava di un po di gioia, ma di gioie a sazietà e tutto ciò lo trovava nel suo rapporto personale con Dio. Avere un rapporto personale con Dio non si limita alla frequenza di un culto la domenica mattina o alla lettura della Bibbia una volta al mese. Esso è possibile, come afferma giustamente Peter Kerridge, solo tramite Gesù Cristo. Chi accetta Lui, il Figlio di Dio, come suo personale Salvatore e Signore, chiedendoGli perdono per i peccati, potrà vivere sempre questa comunione con Dio, non solo la domenica mattina, ma tutti i giorni. Se anche tu fai questo passo, avrai sempre, in ogni momento, libero accesso a Dio. Ti potrai sempre rivolgere a Lui e trovare una gioia che non dipende dalle situazioni. Comincerà per te una nuova vita, nella quale frequenterai la chiesa ed i credenti, leggerai la Bibbia tutti i giorni, ma non perché è una regola o una medicina per acquistare felicità, ma perché è semplicemente lespressione della tua comunione con Dio! Stai cercando anche tu la gioia, la vera felicità? Non fidarti dei soldi, del successo o di altre ricette che degli uomini ti possono dare, ma fidati della Bibbia quando ti dice: Trova la tua gioia nel SIGNORE. (Salmo 37: 3-4) ______________________________________________________________________________
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