Leroe nero "Quando guarderemo il mare e vedremo la sua bellezza sentiremo la tua voce. Ciao Cheikh Con queste parole e con la voce rotta dalla commozione, gli amici hanno reso lultimo saluto a Cheikh Sarr,, il senegalese di 27 anni annegato sabato scorso dopo aver salvato un bagnante in difficoltà. Si era tuffato, insieme con altre persone, per aiutare un turista, che poi, una volta raggiunta la riva sano e salvo, se ne era andato senza nemmeno voltarsi a ringraziare. E stato qualche minuto steso a terra a pancia sotto, forse per riprendersi dallo choc. Poi se ne è andato. Mi fa rabbia pensare che non abbia neppure voluto aspettare per sapere che fine aveva fatto Sarr. A me non ha neppure guardato in faccia. Se ne è andato e basta, dice con la voce rotta dal pianto un amico che insieme a Sarr si era lanciato in mare quando avevano udito le invocazioni di aiuto del bagnante in difficoltà. Nel piccolo cimitero di Donoratico, durante il funerale organizzato dal Comune di Castagneto Carducci in Toscana, attorno alla bara, avvolta dalla bandiera senegalese si sono raccolti autorità e cittadini e, tra questi, tanti connazionali del giovane. Mancava solo il turista incosciente, tra le 200 persone presenti, non si è fatto vedere nemmeno per lultimo saluto al suo salvatore, comportamento coerente con quello tenuto in spiaggia, che manifesta totale indifferenza per chi ha sacrificato la vita per la sua salvezza. La salma del senegalese, insignita dal Presidente Ciampi, della medaglia doro alla memoria al merito civile, tornerà in Senegal dove lattendono la giovane moglie e la figlia di pochi mesi che Cheikh non ha mai visto. Il giovane lavorava in Italia come muratore da alcuni anni e con lo stipendio manteneva in Senegal i genitori e la moglie che da poco le aveva dato una figlia. Hanno pianto in molti alla cerimonia funebre, anche il sindaco del piccolo Comune di Castagneto che consegnerà la cittadinanza onoraria al suo eroe. La provincia di Livorno, invece, adotterà a distanza sua figlia, mentre la Regione Toscana invierà aiuti economici alla famiglia. Fulgido esempio di eccezionale coraggio, nobile spirito di altruismo e preclara virtù civica recita la motivazione del Quirinale al conferimento della medaglia doro. E vero, non cè merito più grande di quello di dare la propria vita per gli altri e Cheikh l ha fatto senza pensare a sé stesso e senza preoccuparsi della violenza del mare che poteva sopraffarlo. Laltruismo di questo giovane porta i miei pensieri a riflettere su qualcun altro che, senza pensare a sé stesso, ha dato la sua vita per tanti. Egli è Gesù, il figlio di Dio! Sulla croce ha pagato il prezzo del riscatto per i nostri peccati, ha dato la sua vita per tutti gli uomini. Dopo essersi spogliato della gloria che aveva in cielo, Egli è venuto sulla terra per amore della sua creatura, per strapparla dal terribile destino dellinferno. Come non essere riconoscenti per un amore così grande? Il nostro cuore dovrebbe traboccare di gioia e di adorazione per il nostro Signore! Eppure, spesso, troppo spesso, ci comportiamo come quel turista incosciente e ingrato, non ci giriamo nemmeno indietro per dire grazie. Passiamo davanti alla croce senza degnarla di uno sguardo, senza dare valore a quel sublime sacrificio di sé. E giusto e legittimo che ci sdegniamo per l atteggiamento dello sconosciuto turista, ma come reagiamo davanti al dolore di Dio per la nostra indifferenza allamore che ci ha manifestato, dando il suo unico Figlio a morire per luomo peccatore e ingrato? Gesù sapeva del nostro cuore irriconoscente e malvagio, ma lo stesso ha voluto donarci la sua vita, senza un lamento, senza un rimprovero. Nel libro del profeta Isaia, di lui leggiamo: Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come lagnello condotto al mattatoio, come pecora muta davanti a chi la tosa, Egli non aprì la bocca. (Is. 53:7) E ancora: Il Figlio delluomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. (Marco 10:45) Si può rimanere insensibili davanti a un tale sacrificio? Egli merita tutta la nostra riconoscenza e cè un solo modo per manifestargliela: riconoscerlo come nostro Salvatore e farlo entrare nella nostra vita, come Signore
Vuoi farlo?
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