Una
domenica senza cadaveri ______________________________________________________ Hartmut Preß, pastore evangelico in pensione, di Bamberg in Germania, ultimamente ha lanciato nel suo paese una sfida molto particolare nei confronti di otto grandi canali televisivi. Egli dichiara così: Scommetto che non riuscite ad organizzare una giornata di trasmissioni senza cadaveri. In pratica, il 66enne pastore, chiede che durante il periodo natalizio, di domenica o in una delle altre giornate festive, non si mandino in onda scene di violenza con morti o feriti. Per ogni canale che riesca in questa sfida, Preß donerà 1.000 Euro ad unorganizzazione umanitaria nel terzo mondo. Se tutte le tv riescono dovrà elargire 8.000 Euro. Il pastore che, in altre occasioni si è impegnato verso i più poveri, donando anche il ricavo della vendita di alcuni suoi libri ai bambini di paesi come il Brasile o la Tanzania, adesso ha lanciato questa sfida pubblica perché è convinto che la continua messa in onda di scene di violenza da parte dei mass media, contribuisca allaumento di comportamenti violenti anche nella vita di tutti i giorni. Un fatto che lui non vuole assolutamente accettare. Fino ad ora nessun canale televisivo ha risposto al suo appello. Personalmente ritengo molto improbabile che qualcuno si faccia avanti perché in fondo è difficile, se non addirittura impossibile, realizzare le sue richieste. Ormai nel nostro tempo un film non può più fare a meno di scene violente, di odio, di litigi, di crudeltà Sembra quasi che una pellicola senza morti e feriti non sia un buon film, e anche se per un giorno, per un nobile scopo, si rinunciasse a tutto ciò, non dimentichiamo che ci sono sempre i notiziari, i quali non portano solo buone notizie, anzi, spesso parlano quasi esclusivamente di guerre, bombe, attentati, crimini Questo non è un fatto che si possa cambiare semplicemente con un po di buona volontà ed una scommessa. Quello che quotidianamente vediamo in televisione, sia nei film che nei telegiornali, rispecchia la nostra società, di più, la natura umana! Se ci guardiamo intorno, al posto di lavoro, nei rapporti con i parenti ed i vicini o anche in famiglia, notiamo che spesso non regnano lamore e la comprensione reciproca, ma lindifferenza, le parole malvagie, lodio Anche la Bibbia ce lo conferma. Essa, quando parla di azioni ed atteggiamenti di questo genere, li chiama peccato e dice che esso fa parte della natura umana, è una nostra caratteristica, che ci piaccia o meno! Già nel primo libro della Bibbia, la Genesi, leggiamo: Il cuore dell'uomo concepisce disegni malvagi fin dall'adolescenza. (Genesi 8:21) Ogni uomo è peccatore per natura e nella lettera ai Romani leggiamo: Il salario del peccato è la morte. (Romani 6:23) La morte non è uninvenzione della tv, ed anche se tutti gli otto canali televisivi tedeschi riuscissero ad organizzare una domenica senza cadaveri, sarebbe solo una finzione, non cambierebbe la realtà, perché il cuore umano rimane sempre lo stesso! Luomo è peccatore per natura, e la conseguenza di ciò è la morte, prima quella naturale, e poi quella eterna, leterna separazione da Dio! Il nostro cuore non può essere cambiato da una scommessa, e neanche da un atto di volontà da parte nostra, ma solo da Dio stesso! Egli ha mandato Suo Figlio Gesù Cristo sulla terra, per morire per i nostri peccati. In Lui troviamo il perdono. Lui, e solo Lui, può purificare i nostri cuori. Infatti la Parola di Dio ci promette: Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni 1:9) Se accetti Gesù nel tuo cuore, se Gli affidi la tua vita, troverai ugualmente intorno a te violenza, odio e morte, ma questa per te non sarà più una cosa spaventosa perché saprai di essere perdonato e che ti aspetta una vita eterna alla presenza di Dio! Affidati a Gesù e potrai dire con lapostolo Paolo: La morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo? Ora il dardo della morte è il peccato ( ) ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. (1 Corinzi 15: 54 57) ______________________________________________________________________________
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