Papa: "Pace doverosa,
serve un nuovo ordinamento mondiale."
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Nel primo solenne appuntamento
dellanno nella Basilica di San Pietro, Giovanni
Paolo II ha aperto lomelia rendendo grazie
a Dio per questo nuovo anno e augurando che
il 2004 sia per tutti un anno di prosperità
e di pace.
Di fronte alle situazioni di
ingiustizia e di violenza che opprimono varie zone
del globo, davanti alle tante guerre,
spesso dimenticate , che insanguinano la Terra,
diventa sempre più necessario costruire
insieme vie per la pace, è indispensabile
educare alla pace.
Nella Giornata mondiale per la
pace il pontefice ricorda al mondo che è urgente
e necessario formare le coscienze alla cultura
della pace. Senza lasciarsi scoraggiare,
senza cedere alla tentazione della sfiducia,
anche dove le condizioni appaiono drammatiche
come in Terra Santa.
Per
questo il Papa ha evidenziato con forza che sempre
più si avverte la necessità di un nuovo ordinamento
internazionale, che metta a
frutto lesperienza e i risultati conseguiti in
questi anni dallOrganizzazione
delle Nazioni Unite. Un
ordinamento che aiuti a costruire la civiltà
dellamore, che solo può portare una
pace autentica e duratura.
Ricordando che la
pace è possibile e doverosa, il Papa ha
lanciato al mondo un preciso messaggio: davanti agli
ambasciatori del corpo diplomatico accreditato presso
la Santa Sede, presenti in Basilica, Wojtila ha detto
che serve un nuovo ordinamento
internazionale che sia capace di dare ai problemi di
oggi soluzioni adeguate, fondate sulla dignità della
persona umana, su uno sviluppo integrale della società,
sulla solidarietà fra Paesi ricchi e Paesi poveri,
sulla condivisione delle risorse e degli straordinari
risultati del progresso scientifico e tecnico.
Lamore
è la forma più alta e più nobile di rapporto degli
esseri umani. Iddio ci aiuti a costruire tutti
insieme la civiltà dellamore. Soltanto
unumanità in cui vinca lamore sarà in
grado di godere di una pace autentica e duratura.
Abbiamo appena lasciato alle
nostre spalle il 2003, un anno in cui la Terra è
stata sconvolta da vicende così drammatiche da far
desiderare ardentemente e con urgenza la fine dellangoscia,
della paura, del dolore: un anno in cui il bisogno di
pace ha assunto una connotazione urgente e disperata.
Il Papa auspica la
formazione di un ordinamento internazionale capace di
dare ai problemi di oggi soluzioni adeguate:
ancora una volta luomo pensa di poter risolvere
i suoi problemi basandosi sulle sue capacità ed
esperienze; Dio è una figura marginale, un
aiutante, è luomo che in fondo ha il
potere di cambiare le cose, basta formare le
coscienze alla cultura della pace.
Il bisogno di pace ha sempre
seguito luomo fin dagli albori della creazione,
e da sempre egli si è affaticato per raggiungerla,
però senza mai riuscirci fino in fondo.
Perché nonostante i suoi
sforzi luomo non riesce ad afferrarla?
Cosa glielo impedisce? Non
certo la mancanza di desiderio, e allora?
Il profeta Geremia scrive: Noi
aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge;
aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il
terrore! .
Cosa teneva e tiene ancora
lontana la pace? Oggi come nel passato Dio ha la
risposta a questo quesito, Egli dice: Ascoltate
la mia voce
camminate in tutte le vie che
io vi prescrivo e sarete felici. Ma essi non
ascoltarono, non prestarono orecchio, ma camminarono
seguendo i consigli e la caparbietà del loro cuore
malvagio,
.
Oggi come allora non basta
educare alla pace, il cambiamento necessario deve
avvenire nel cuore delluomo, e questa è unopera
che solo Dio può compiere: Io darò loro un
medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo
spirito, toglierò dal loro corpo il cuore di pietra,
e metterò in loro un cuore di carne.
io stesso, che ama
profondamente le sue creature, interviene e ci indica
la via che dobbiamo percorrere:Gesù è la via!
Nel libro del profeta Isaia sta
scritto:
un figlio ci è stato dato, e
il dominio riposerà sulle sue
spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio
potente, Padre eterno, Principe della pace,
per dare
una pace senza fine al trono di
Davide e al suo regno.
Solo permettendo a Gesù Cristo
di diventare il nostro Signore e Salvatore potremo
avere un cuore che ami veramente la pace, un cuore
guidato dal consiglio di Dio, lunico che può
vincere sulle ingiustizie e sulla violenza che
opprimono ogni angolo del nostro pianeta.
Per quanto luomo si
rivolga ai potenti della Terra o si metta nelle mani
dei sapienti, nessuno mai potrà risolvere il suo
dramma: solo Dio ha il potere di cambiare le cose.
Quando il Signore Gesù regnerà
sulla Terra, allora veramente avremo quellordinamento
capace di dare soluzioni ai problemi cha attanagliano
il genere umano; Nei suoi giorni il giusto
fiorirà e vi sarà abbondanza di pace
sta scritto in un Salmo. Le guerre, i soprusi, le
ingiustizie finiranno perché Egli giudicherà
tra nazione e nazione e sarà larbitro fra
molti popoli; ed essi trasformeranno le loro spade in
vomeri daratro, e le loro lance, in falci; una
nazione non alzerà più la spada contro unaltra,
e non impareranno più la guerra.
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