Dio e la religione ______________________________________________________

La stragrande maggioranza della popolazione mondiale è religiosa, questo almeno è il risultato di un sondaggio fatto dagli scienziati americani del “Gordon Conwell Theological Seminary”.

Il gruppo più “forte” sarebbe quello del cristianesimo, secondo loro, circa un terzo dei 6,5 miliardi di persone che vivono sulla terra, apparterrebbe ad esso. La religione musulmana, invece, è quella cresce più velocemente di tutte le altre, circa l’1,9 % all’anno. Il motivo sarebbe che nei paesi musulmani, anche se prevalentemente poveri, sono comunque decisamente migliorate le condizioni igieniche. Al “terzo posto” poi si trovano gli induisti, con 870 milioni di fedeli, seguiti dai buddisti con 280 milioni di fedeli. Altri 108 milioni di persone poi sono seguaci di varie sette.

L’esperto David Barrett afferma inoltre che circa un quarto di miliardo di persone appartengono alle religioni animiste, le quali se pur fortemente ancorate alle credenze sugli spiriti, sono però influenzate dalle “grandi” religioni.

Rimane invariato il numero degli atei, 920 milioni persone in tutto il mondo affermano di non credere in nessun Dio e vivono prevalentemente nei paesi comunisti dell’Asia come la Cina o il Nord Corea.

Fin qui le statistiche ed i risultati degli esperti.

In che modo però bisogna interpretare questi numeri?

Possiamo veramente dire, per esempio, che un terzo della popolazione mondiale è cristiana? Se ci basiamo su ciò che ci dicono gli esperti, dobbiamo rispondere di sì.

Probabilmente nei loro calcoli avranno preso in considerazione il paese in cui una persona è nata, la famiglia dalla quale proviene, se ha ricevuto il battesimo da bambino, se frequenta regolarmente la chiesa o se almeno è membro iscritto di una comunità cristiana....

Però, se leggiamo la Bibbia, scopriamo che probabilmente non è del tutto vero che un terzo della popolazione mondiale è cristiana perchè è Dio che ne stabilisce i principi e Lui nei Suoi “calcoli” non si basa su quelli degli esperti del “Gordon Conwell Theological Seminary”, Lui ha i Suoi criteri che troviamo appunto nella Bibbia. Solo in essa, infatti, possiamo scoprire quando una persona può veramente considerarsi cristiana.

Leggiamo, per esempio, come, e quando è nato il nome “cristiano”. Nel libro degli Atti troviamo la seguente frase: “Ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani.” (Atti 11:26)

Chi erano queste persone? Se guardiamo bene il testo scopriamo che non corrispondevano a nessun criterio usato dagli esperti. Loro non appartenevano ad una specifica nazione, non erano nati in una famiglia cristiana e tanto meno erano stati battezzati da bambini. E per il maggior parte della loro vita non avevano frequentato una chiesa... Come mai allora vennero considerati cristiani? La risposta la troviamo qualche versetto prima:

Ma alcuni (...) si misero a parlare anche ai Greci, portando il lieto messaggio del Signore Gesù. La mano del Signore era con loro; e grande fu il numero di coloro che credettero e si convertirono al Signore.” (Atti 11:20-21)

I primi cristiani avevano solo tre caratteristiche particolari: prima di tutto avevano sentito “il lieto messaggio del Signore Gesù”. Avevano sentito la buona notizia che Dio ama l’uomo peccatore e che perciò ha mandato Suo Figlio Gesù Cristo sulla terra per salvarlo. Gesù infatti ha pagato per noi il prezzo dei nostri peccati. Lui, che non ha mai commesso sbaglio, è morto sulla croce per rendere possibile il perdono. Questo è il messaggio del Signore Gesù!

In secondo luogo le persone lì ad Antiochia avevano riconosciuto di essere peccatori perduti, senza la minima possibilità di potersi salvare con le proprie forze. Avevano capito che solo tramite il sacrificio di Gesù Cristo potevano avere il perdono, e così hanno compiuto anche il terzo passo: si sono convertiti a Gesù.

“Convertirsi” vuole dire porre tutta la fiducia in Cristo ed in ciò che Egli ha fatto, e chiederGli di entrare nella nostra vita come Signore e Salvatore. Questo non è soltanto un atto formale come può esserlo un battesimo o l’iscrizione ad una chiesa, ma significa cambiare direzione, anzi di più, significa dare inizio a una nuova vita. Una vita nella quale regna Gesù Cristo con il Suo amore e il Suo perdono.

Tu ti chiami cristiano? Ti consideri parte di questo terzo della popolazione?

Ma sei un vero cristiano?

Ricorda che non c’entra la tua famiglia, se sei stato battezzato da bambino o se sei membro iscritto di una chiesa, perché solo se hai Cristo nel tuo cuore, sei veramente un cristiano!

Pensaci!

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