Dietrich Bonhoeffer:
"... da forze buone miracolosamente accolti" _______________________________________

Il 4 febbraio avrebbe compiuto 100 anni, ma la sua vita è finita molto presto, all’età di soli 39 anni, ed anche in modo violento: stiamo parlando del pastore evangelico Dietrich Bonhoeffer. Membri di chiese in tanti paesi del mondo lo ricordano in questi giorni non soltanto come teologo, ma anche come uno fra i più coraggiosi combattenti durante il regime nazista.

Nel 1933 aveva osato criticare la politica antisemita, e aveva pronunciato delle parole molto chiare affermando che: Un “Führer (…) che si rende Dio, schernisce Dio.” Bonhoeffer fu tra i promotori della “Chiesa confessante” che nel 1934, dopo le prime leggi razziali e l'asservimento al nazismo delle Chiese evangeliche tedesche, aveva coraggiosamente dichiarato la propria fedeltà a Gesù Cristo.

Bonhoeffer invece si era unito al movimento della resistenza e, proprio per queste sue attività, il 5 aprile 1943 venne arrestato e trascorse due anni in prigione; due anni durante i quali scrisse molto, esprimendo le sue convinzioni teologiche e politiche. L’8 aprile del 1945 però venne trasferito nel campo di concentramento di Flossenbürg dove il giorno dopo venne appeso nudo ad un gancio e strangolato insieme ad altri prigionieri.

Il forno crematorio era saturo e i corpi furono bruciati su cataste di legna insieme agli oggetti personali.

Durante il regime nazista senza dubbio erano pochi coloro che, come Bonhoeffer, avevano il coraggio di andare contro la politica antisemita, opporsi a Hitler e difendere gli ebrei, sapendo di mettere a repentaglio la propria vita, non era da tutti.

Dove trovava Bonhoeffer la forza per affrontare un percorso del genere?

Dai suoi scritti si capisce che non era uomo grandemente coraggioso e che non temeva il pericolo, anzi, conosceva la paura e la preoccupazione, ma sapeva anche a chi poteva rivolgersi con tutti quei sentimenti: a Dio! Proprio in prigione scrisse:

Dio, a Te grido presto la mattina. (…)

In me c’è buio, ma da Te c’è la luce.

Io sono solo, ma tu non mi abbandoni;

sono pusillanime, ma da Te c’è l’aiuto;

sono inquieto, ma in Te c’è la pace;

in me c’è amarezza, ma in Te c’è la pazienza;

non capisco le Tue vie, ma Tu sai la via per me.

Queste poche frasi esprimono una verità stupenda: Bonhoeffer non era soltanto un teologo, non aveva solamente fatto degli studi all’università ed acquistato in questo modo tanta conoscenza riguardo a Dio ed alla Bibbia, no! Tutto questo nella sua disperata situazione non gli sarebbe servito proprio a nulla.

Lui possedeva una cosa molto più preziosa: un rapporto personale con Dio!

Non soltanto credeva nella Sua esistenza, ma soprattutto sapeva che questo Dio viveva proprio dentro di Lui, gli era sempre vicino, era al suo fianco e, di conseguenza, poteva sempre, in ogni situazione, rivolgersi a Lui, come ad un padre.

Bonhoeffer aveva una sicurezza che può avere chiunque, perché essa si basa su delle promesse che Dio ci fa nella Bibbia, la Sua Parola. Sì, ognuno può avere questo rapporto meraviglioso con Dio tramite Gesù Cristo, Suo Figlio, il quale dice:

Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Gesù è la via per arrivare al Padre. Lui ci ha aperto la strada. Gesù non è venuto per portarci delle informazioni su Dio, o per accrescere la nostra conoscenza su di Lui, ma per renderci figli di Dio! In Cristo Dio ci è venuto incontro, è diventato uomo e come tale ha pagato, morendo sulla croce, il prezzo dei nostri peccati. Nel vangelo secondo Giovanni ci viene fatta una promessa:

A tutti quelli che l' hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.” (Giovanni 1: 12-13)

Allora, accetta il dono che Gesù ti offre, diventa un figlio di Dio, affidagli ogni tua paura, tristezza, problema… e riceverai da Lui la pace, il coraggio, la consolazione di cui hai bisogno.

Dio sarà sempre disponibile per te!

Era questa la certezza che aveva Bonhoeffer! Lui aveva affidato la sua vita a Gesù e per questo poteva affrontare un cammino così difficile. Sapeva, che Dio non l’avrebbe mai lasciato, né mentre era ancora in libertà, né in prigione, e neanche nella morte perché era sicuro che dopo lo aspettava un’eternità meravigliosa nella presenza di Dio. Prima di morire, Bonhoeffer aveva salutato i suoi compagni di prigione con queste parole:

Ciò è la fine, ma per me l’inizio della vita.

Vuoi avere anche tu la stessa sicurezza, lo stesso coraggio, la stessa pace del teologo tedesco?

Vuoi conoscere Dio come tuo Padre?

Allora, rivolgiti a Gesù, affidaGli la tua vita e potrai dire con fiducia ciò che Bonhoeffer in una delle sue poesie ha espresso così:

Da forze buone, miracolosamente accolti, qualunque cosa accada, attendiamo confidenti. Dio è con noi alla sera e al mattino e, stanne certo, in ogni nuovo giorno."

______________________________________________________________________________