Gerard Depardieu:

Come fare per diventare migliori? _____________________________________________________________________________

La storia del cinema, sia francese che internazionale, oggi non si potrebbe più scrivere senza il suo nome: Gerard Depardieu.

Sono circa 150 le opere cinematografiche che ha interpretato: lo ricordiamo nel ruolo di Cristoforo Colombo, quando ci ha fatto vivere le emozioni della scoperta dell’America; o nell’ interpretazione dell’infelice poeta, Cyrano di Bergerac che ha commosso gli spettatori; o quando ha lottato per un mondo più giusto ne “La Maschera di ferro” ed infine nell’esilarante ruolo di Obélix. In questi giorni, in tv, potremmo goderci un’altra sua grande interpretazione ne “I miserabili”, una miniserie, tratta dal capolavoro di Victor Hugo, che mette in risalto valori umani come l’altruismo e che condanna l’ingiustizia e la miseria sociale.

In un’intervista rilasciata a luglio a Panorama, Gerard Depardieu, però, non ha parlato soltanto di film e dei suoi successi, ma anche della sua vita, delle sue convinzioni, delle sue paure. Un’intervista che, nell’introduzione, lo descrive così:

Eccessivo, sempre. Fuori dalle regole, ogni volta che ha potuto. Incolto, insicuro, generoso. Il numero uno del cinema francese racconta la sua esistenza fuori dai binari: la moglie, le risse con il figlio, la droga, l'alcool e i film.

Sono stato educato in un ambiente povero, ma da genitori che mi hanno dato l'essenziale: la libertà. Non avevo nessuna proibizione. (…) “Mia madre” invece, era troppo occupata con la casa e i sei figli per sorvegliarci ogni momento.
Io ero un po' il bambino terribile del quartiere. Non ero maleducato, non ero semplicemente stato educato.

Poi, a riguardo della fede dice:
“Non sono praticante. Non vado a messa, non mi confesso... io pratico la vita! Se ci fosse una morale Depardieu, sarebbe la morale della vita.
Vivere! Prima di ogni altra cosa, vivere! Continuare ad amare la vita malgrado tutto, malgrado le ingiustizie e malgrado le sventure. Vivere, malgrado tutto. In sé è una forma di conversione, no?”

Infine spiega il suo amore per l’opera di Sant’Agostino:
Prima, durante e dopo la sua conversione lui è vivo! È questo che mi piace di Sant'Agostino. (…) Non bisogna cercare di interpretare i suoi scritti, bisogna accontentarsi di provare l'emozione che sprigionano. Da due anni questo libro non mi abbandona. In fondo io credo che aiuti a rispondere alla domanda fondamentale: come fare per diventare migliori?... È per questo che ho scelto di leggere Le Confessioni in una chiesa, in un tempio e in luoghi sacri.”

Gerard Depardieu, un grande attore, ma anche un uomo che descrive se stesso come “selvaggio, grasso e infelice” e che spera di trovare negli scritti di Sant’Agostino una soluzione per diventare migliore…

Potrà trovare questa soluzione? Purtroppo la risposta è no!!!

Né negli scritti di Sant’Agostino, né da nessun’altra parte si può trovare un vero aiuto per migliorare. E’ vero che sono tante le religioni e le filosofie che ci vogliono far credere il contrario, ci danno dei consigli per diventare migliori, anzi, confermano che dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze per raggiungere questa meta, per arrivare forse, un giorno, alla perfezione.

C’è solo un problema: in questo modo non ci arriveremo mai! E’ semplicemente impossibile.

Il motivo ce lo spiega la Bibbia. Nel libro del profeta Geremia leggiamo:

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Geremia 17: 9)

L’uomo, ogni uomo, nasce con una “malattia” incurabile che conduce sempre alla morte: è il peccato che ci impedisce di fare il bene, di vivere nel modo giusto, ci rende incapaci di migliorare veramente e, soprattutto, ci separa da Dio, la fonte della vita.

Lontano da Lui c’è solo la morte, l’eterna separazione da Dio.

In un altro passo di Geremia ci viene confermato questo concetto:

Così parla il SIGNORE: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è grave. Nessuno difende la tua causa; per un'ulcera vi sono medicine, ma per te non c'è guarigione. Perché gridi a causa della tua ferita? Il tuo dolore è insanabile. Io ti ho fatto queste cose per la tua grande iniquità, perché i tuoi peccati sono andati aumentando.” (Geremia 30, 12)

Una diagnosi davvero brutta! Però, il passo di Geremia continua, con una promessa meravigliosa:

Ma io medicherò le tue ferite, ti guarirò dalle tue piaghe", dice il SIGNORE.” (Geremia 30, 17)

Sì, c’è una possibilità per guarire! Ma non con le nostre forze, bensì tramite l’opera del Figlio di Dio, Gesù Cristo. Lui, che ha vissuto sulla terra come uomo, era l’unico che non ha mai commesso peccato, ma ha dovuto passare attraverso la morte per noi, al nostro posto, per le nostre colpe.

E proprio questa è la nostra speranza!

Non possiamo mai diventare migliori, ma possiamo essere salvati e diventare uomini nuovi.

Chi crede in Gesù, chi chiede il perdono dei propri peccati, credendo nella Sua opera salvifica sulla croce, è salvato! Riceve il perdono e comincia una nuova vita sotto la guida di Cristo, una vita che continua anche dopo la morte nell’eterna presenza di Dio. Questa proposta è valida per tutti: per un uomo famoso e per una persona “comune”, nessuno può diventare migliore con le proprie forze, ma ognuno può ricevere una nuova vita in Gesù! Affidati a Lui, perché è Lui che ti può guarire!

Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53. 2-5)

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