The day after tomorrow
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Si chiama "The day after tomorrow", ossia in italiano "Il giorno dopo domani", il film che uscirà il 28 maggio negli Usa e in Europa. Una pellicola che riporta per l'ennesima volta un tema usato spesso in diversi film: la fine del mondo. In questo film si parla di una catastrofe ecologica in seguito ad una nuova glaciazione provocata dall’effetto serra, ne seguono la devastazione di Roma, New York, Rio de Janeiro e Nuova Delhi, e l’umanità rischia l' estinzione.

Sembra, a prima vista, solo un altro di una lunga serie di film castrofici, una pellicola che si inserisce tra "Armaggedon" o "The day after" ma, anche se non è ancora uscito nelle sale, desta ugualmente un enorme interesse ed anche grandi speranze, soprattutto negli scienziati statunitensi che, anche se all'inizio erano un po' critici nei confronti del film, ora si aspettano un cambiamento d'atteggiamento nella popolazione, sperando che si risvegli la sensibilità verso le politiche ambientali. Per esempio, il climatologo Dan Scharg, che lo ha visto in anteprima si esprime così: "Scuoterà la gente dall’apatia".

Un film che dovrebbe, così il desiderio degli scienzati, muovere qualcosa nella società, rendere sensibile la popolazione e in modo particolare i politici disponibili, pronti ad "agire" per evitare una tale tragedia.

Il titolo di un articolo sul Corriere della Sera lo dice in poche parole:

"Un film distrugge la Terra. Così la salviamo".

La fine del mondo è un tema per niente nuovo, che ha da sempre interessato scrittori e registri.... Il "modo" era spesso diverso, la fantasia non conosceva limiti: una catastrofe di natura mondiale, una guerra che coinvolge tutta la popolazione della terra..., sapere che un giorno potrebbe arrivare la fine del mondo ha sempre affascinato l'umanità che spesso si pone domande come : Sarebbe possibile evitare una tragedia del genere? Oppure: Tutto questo nasce solo dalla fantasia umana e ogni cosa continuerà come sempre?

Delle risposte vere ed affidabili le riceviamo esclusivamente dalla Parola di Dio, la Bibbia.

La prima che ci dà, è: Sì, ci sarà una fine del mondo. In 2 Pietro 3, 11 - 12 sta scritto"Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, (...) i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno!"

In tanti passi la Bibbia parla del fatto che questa terra un giorno sarà distrutta, completamente distrutta in un modo terribile, che riempirà gli uomini di terrore e panico.

Sarà il giudizio di Dio.

Se finisse tutto lì, sarebbe un messaggio triste, disperato, ma la Bibbia invece ci dà un messaggio di speranza.

Non ci parla di un progetto ecologico o di qualche altro progetto politico per salvare il nostro pianeta, ci dice come noi possiamo essere salvati.

Ci parla di una nuova terra, un nuovo cielo, un luogo perfetto, dove non ci saranno più dolori, lacrime, non ci sara più la morte o la tristezza. Sarà un luogo dove gli uomini potranno vivere per sempre in comunione con Dio. Ma non tutti gli uomini saranno lì, non tutti saranno salvati. Agli altri spetteranno eterne sofferenze e dolori.

Ma come si può sapere dove si finisce?

Nella Bibbia ad una persona che aveva fatto la stessa domanda, è stata data la seguente semplice risposta:

"Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato.". (Atti 16, 31)

Credere nel Signore Gesù vuol dire, credere che Lui è il Figlio di Dio, che è venuto sulla terra per salvarci, per prendere su di sé il giudizo di Dio, la punizione che ognuno avrebbe dovuto patire: la morte. Con la Sua morte sulla croce Cristo ha reso possibile la salvezza: chi accetta il dono che Gesù offre, chi crede in Lui, avrà una nuova vita da vivere nel nuovo mondo che Egli stesso ci preparerà.

Una decisione importante, una decisione che ti può dare la la vita eterna, una decisione che devi prendere al più presto possibile.
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