Il messaggio di David Livingstone
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Panorama la chiama "una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo", stiamo parlando dellla Royal Geographical Society. Fondata più di 170 anni fa a Londra per promuovere la scienza geografica, la società adesso è entrata nell'epoca digitale: da giugno i suoi archivi sono raggiungibili per il pubblico tramite Internet.

E' www.rgs.org l'indirizzo presso il quale si possono vedere le testimonianze di 500 anni di scoperte geografiche, le mappe, i cappelli, gli stivali, le fotografie e i documenti dei grandi viaggiatori, esploratori ed avventurieri.

Uomini che nella loro epoca sono stati eroi e per tanti lo sono probabilmente ancora oggi. Ci sono nomi come Henry Morton Stanly, Ludwig Leichhardt, James Clark Ross, essi hanno esplorato l'Africa, l'Australia, i poli.... Ma in questo elenco brilla soprattutto un nome, che l’articolo su Panorama mette in rilievo: quello di David Livingstone.

Egli era un ricercatore inglese, nato nel 1813, che all’età di 27 anni intraprese il suo primo viaggio in Africa, entrando proprio nel cuore del continente, in posti dove mai nessun uomo bianco era arrivato.

La scoperta del fiume Zambesi e delle cascate di Vittoria, sono solo due delle sue straordinarie scoperte. Era un uomo coraggioso che amava l'avventura e che per questo era pronto a sopportare il pericolo, la lontananza dei parenti, una vita semplice, malattie ed anche la morte di sua moglie e uno dei suoi figli. Imparò ad amare il popolo africano e combatté energicamente contro la tratta di schiavi facendosi per loro portavoce dei diritti umani

Per tutti questi motivi molti vedono in David Livingstone una persona da ammirare, un esempio da seguire, un eroe insomma: il suo coraggio, la sua determinazione, la sua lotta per la libertà degli schiavi sono qualcosa a cui aspirano non poche persone.

Ma come è morto questo "eroe"? Forse in qualche combattimento? O di malaria? O è stato il morso di una serpente?

Niente di tutto questo: una mattina nel 1873 i compagni di Livingstone lo aspettano invano davanti alla sua tenda per partire per una nuova spedizione. Quando finalmente uno di loro entra nella tenda lo trova morto e in ginocchio.

Livingstone era morto mentre stava pregando.

Egli amava cominciare la sua giornata con la preghiera, non perché era un rito, un’ abitudine, ma perché era l'espressione della sua relazione personale con Gesù Cristo. Ciò che era al primo posto nella sua vita non erano la fama, le scoperte, il desiderio di nuove avventure: ma il Signore Gesù.

David Livingstone non ambiva a diventare un eroe famoso, amato e ammirato, lo scopo dei suoi viaggi in Africa, quello che gli ha fatto sopportare le sofferenze e le malattie, era ben diverso:

Aveva trovato nella fede in Gesù una fonte di vera vita, aveva trovato amore, perdono, gioia che non dipendevano dalle circostanze, e questo messaggio meraviglioso lo partecipava anche ad altri.

"Dobbiamo entrare sempre di più nella notte per portare agli uomini il messaggio magnifico di Gesù." aveva detto una volta.

Non voleva diventare famoso, ma far conoscere il suo Salvatore e Signore agli altri. Per questo scopo era andato in Africa.

David Livingstone: è un esempio da imitare ancora oggi?

Probabilmente non diventerai mai un ricercatore famoso o un esploratore. Ma il Gesù che conosceva ed amava Livingstone ti rivolge ancora oggi il Suo invito: vuole entrare anche nella tua vita per darti vera gioia. Se Lo vuoi conoscere anche tu, se vuoi sperimentare anche tu la Sua presenza nella tua vita, rivolgiti a Lui in preghiera, ChiediGli perdono per il tuo passato vissuto senza di Lui, per o peccati che hai commessi e accettaLo come tuo Signore e Salvatore.
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