La croce soggetta a tassazione _______________________________________

La seguente notizia sembra incredibile però racconta di un fatto realmente accaduto a Dudley, in Inghliterra. L’amministrazione comunale della città si è rivolta ad una chiesa locale chiedendole di pagare una tassa, pari a circa 110 Euro, per una croce in legno che essa ha intenzione di erigere all’esterno del locale di culto, adducendo come motivo che si tratterebbe di “pubblicità soggetta a diritti”.

Questa pretesa ha dato avvio ad un’accesa discussione tra la chiesa in questione e l’amministrazione comunale che basa la sua richiesta su un regolamento emanato nel 1990 e che impone una tassa su ogni pubblicità fatta all’aria aperta. La chiesa, nella persona del pastore Paul Nzacahayo, rifiuta di pagare  affermando che tale richiesta: “E’ assolutamente ridicola.

Secondo lui l’amministrazione comunale ha solo intenzione di trarre guadagno da un simbolo religioso. In un’intervista al “Daily Mail” Nzacahayo ha dichiarato:

Le croci si trovano già da secoli davanti alle chiese. Non si tratta di pubblicità.

Il governo britannico è intervenuto nel contenzioso e fa sapere che attualmente si sta definendo il regolamento in questione…

Un caso veramente particolare. Viene difficile capire come mai l’amministrazione comunale di Dudley ha avuto l’idea di considerare una semplice croce in legno un mezzo di pubblicità e di richiedere per la sua esposizione addirittura delle tasse.

Molti potrebbero affermare che la pubblicità in genere crea, o almeno cerca di creare, un’atmosfera di felicità, di gioia, di pace e tranquillità, e la croce non pare proprio che generi questi sentimenti, anzi, essa era, nell’antichità, un mezzo estremamente crudele per giustiziare i condannati a morte che a volte rimanevano appesi per giorni interi soffrendo caldo e freddo, fame e sete, e l’umiliazione pubblica prima di morire lentamente.

In fondo, però, gli amministratori comunali  di Dudley hanno visto giusto considerando la croce un mezzo pubblicitario.

Come mai dite?

Ebbene, anche se può sembrare inverosimile, da circa 2000 anni, Dio fa pubblicità proprio attraverso la croce, raccontandoci per mezzo di essa il suo amore infinito.

L’evangelista Marco riferisce:

E condussero Gesù al luogo detto Golgota che, tradotto, vuol dire «luogo del teschio». Gli diedero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirandole a sorte per sapere quello che ciascuno dovesse prendere. Era l'ora terza quando lo crocifissero. Quelli che passavano lì vicino lo insultavano (…).

Allo stesso modo anche i capi dei sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l'uno all'altro: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso. Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!» Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Venuta l'ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. All'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì lamà sabactàni?» che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito.” (Marco 15: 16-20; 22-25; 29, 31-34; 37)

Una storia tremenda! Il Figlio di Dio umiliato, schernito e disprezzato che muore sulla croce come un criminale, Lui che non ha commesso peccato! L’apostolo Pietro ci spiega perché Gesù ha dovuto morire così:

Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24)

Gesù non è morto per aver commesso dei crimini, ma per i tuoi e per i miei peccati. Lì, sul Golgota, ha sofferto per i nostri sbagli, ha sopportato la punizione che toccava a me e a te!

Così la croce non è solo un simbolo di sofferenza e dolore, ma anche, e soprattutto, di gioia, perché proprio lì sono stati sconfitti il peccato e la morte, e sono scaturiti il perdono e la vita eterna per chiunque crede in Gesù!

Voi, che eravate morti nei peccati (…), voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.“ (Colossesi 2:13-15)

La croce con Gesù si è trasformata in un simbolo di vittoria, di trionfo, di perdono e di gioia, perciò possiamo affermare che la storia della croce è lo “spot pubblicitario” migliore che sia mai esistito e ci mostra tutto l’amore di Dio.

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