Gesù Cristo o Che Guevara?
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Negli ultimi tempi le chiese inglesi si trovano davanti ad un problema comune anche a quelle italiane, tedesche, francesi… i fedeli diminuiscono sempre di più.
Come affrontare questo problema? Che fare? La “Church Action network”, un’agenzia religiosa cristiana, ha deciso di attivarsi promuovendo una singolare campagna “pubblicitaria”: realizzare dei poster che rappresentano il Bambino Gesù nella posa del famoso rivoluzionario Che Guevara.


Sui manifesti si legge la seguente domanda: “Gesù fu un bambino comune o il vero rivoluzionario?”
Per la prima volta da secoli, le chiese di ogni confessione collaborano in questa campagna. L’invito ad usare il poster per “promuovere il culto di Gesù” è stato rivolto sia ai cattolici che agli anglicani, come anche ai presbiteriani. I manifesti si trovano fuori delle stazioni della metro e su tabelloni pubblicitari. Lo scopo è quello di diffondere il messaggio in tutta la Gran Bretagna prima dell’arrivo di Natale, e già da adesso, la singolare campagna, ha stimolato singolari dibattiti e l’interesse dei mass media. Il Corriere della Sera in un suo articolo sull’argomento, pone la seguente domanda:
“Gesù o Guevara. Chi è il vero rivoluzionario?”


Anche io mi sono posta una domanda: ma si possono paragonare questi due personaggi?


Che Guevara, nato nel 1928 e morto nel 1967, ha dedicato la sua vita ad un solo scopo: liberare l’America latina dalla miseria e dall’oppressione con l’aiuto delle idee del comunismo. Il suo metodo era però la violenza, la guerriglia… Che Guevara parlava di un “uomo nuovo” che nell’aprile del 1967 ha descritto come segue: “L’odio come un elemento della lotta, un odio inflessibile contro il nemico, che fa in modo che l’uomo oltrepassi i suoi limiti naturali, che lo trasforma in un’efficace, violenta, irresistibile e freddissima macchina killer.”


Gli scopi e metodi di Gesù invece erano del tutto diversi. Anche Lui vedeva la miseria e le sofferenze delle persone, perciò guariva i malati, consolava i tristi ed era l’amico di coloro che erano respinti dalla società. Anche Gesù voleva un cambiamento, ma non voleva soltanto lenire le sofferenze, la povertà o le malattie, bensì aiutare l’uomo nei suoi bisogni interiori. Gesù non ha usato la guerriglia o la violenza, ma l’amore e il perdono per rendere possibile la riconciliazione dell’uomo con Dio.
Questo era, ed è ancora oggi, il vero bisogno di ogni uomo!


Gesù non ha mai cercato, come Che Guavara o altri rivoluzionari, di imporsi, di conquistare popoli o regni con la violenza, ma la sua forza era l’amore, e la Bibbia ce lo descrive così:


“Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca.
Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa,
egli non aprì la bocca.”
(Isaia 53: 5-7)

Il “metodo” di Gesù non era quello della violenza, ma quello della umiltà. Lui si è offerto in sacrificio, volontariamente, per noi uomini peccatori, per ogni nostra colpa, Egli ha pagato sulla croce il loro prezzo. E’ questo sacrificio che ci porta la salvezza e il perdono! Chi crede in quest’opera e si rivolge a Gesù, riconoscendosi un peccatore perduto, sarà salvato ed avrà la vita eterna!
Lui vuole “conquistare” i cuori delle persone, anche nel tuo. Fino ad oggi Gesù non ha cambiato “metodo”: lui ti dichiara il Suo amore, ti offre il Suo perdono, desidera che Lo accetti, ma non si impone, non ti costringe. Egli dice:

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:20)

Gesù sta davanti anche alla porta del tuo cuore e sta bussando, desidera tanto entrare col Suo amore e il Suo perdono, ma tocca a te aprirGli.
Che cosa farai?
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