Quale cristianesimo. ______________________________________________________

Nietzsche il filosofo austriaco scrisse come provocazione che “Il cristianesimo era morto” nel momento in cui Gesù ‘moriva in croce”. Per alcuni di noi sono affermazioni raccapriccianti anche solo a leggerle. “In una battuta di spirito può sempre nascondersi un fondo di vero”...diceva Orazio. 

Tuttavia oggi i cristiani ‘praticanti’ che sembrano esaurire la loro religiosità in una esteriore rituale Tuttavia oggi, i “cristiani” frequentazionemaggioranza dei nostri connazionali.  Soprattutto nelle settimane postume alla , pare siano la morte di Karol Wojtila è stato visibile l'avvento di un diffuso ‘fariseismo’. Il porsi nuovamente di quella ipocrisia che il Gesù dei Vangelifondatore, considerava un atteggiamento intollerabile. Egli non si limitava al pacato , il giudizio di condannaletteralmente esplodeva di rabbia gridando il Suo sdegno. Nessun freno né di convenienza, , ma né riverenziale per questi ‘uomini’ che pure erano insigni esponenti del clero dell'epoca. Gesù conosceva bene i cuori di coloro che aveva davanti a sé e conosce bene anche i cuori di coloro che dicono di appartenerGli. Lui sapeva e sa cosa sia apparire ciò che non si è’! La doppiezza che condanna nei farisei (notevole è la similitudine di l’“sepolcri imbiancati”) si può riferire oggi a una cristianità fatta soprattutto di tradizioni, liturgie, paramenti, encicliche eccpessimismo di Nietzsche (che qualcuno asserisce buon conoscitore dei Vangeli!) non sembra poi tanto ..Il immotivato dunque. Lo stesso Gesù condanna i religiosi dichiarando che il “Padre” non parla e non si rivela ai “sapienti”“intellettuali” ma ai “semplici”, agli “ignoranti”. Dunque ‘a che l’uso dell’intellettualismo’? Gesù non se , agli ne servesue parole sono ‘cariche’ della quotidiana esperienza, Lui non usava un frasario per pochi sapienti e ! Le carico di terminologie finemente teologiche, ma attingeva dalla lingua viva gli esempi utili a svelare la Verità.

Il cristianesimo a volte risulta svuotato nella sua essenza dalla mancanza di messa in pratica dei principi insegnati da Cristo, dalla speculazione teologica che anziché rendere il messaggio della salvezza più alla portata della gente lo rende un messaggio ostico e misterioso, per pochi addetti ai lavori.

Ecco che il popolo allora, senza conoscenza, si butta su un surrogato di cristianesimo fatto di tradizioni e rituali, una religiosità vuota e sterile che quasi inibisce il bisogno di sentire il contatto personale con le Scritture e perciò spesso allontana tante anime da una reale esperienza con DIO, e senza tale esperienza i cuori rimangono immutati, forse cambiano l'atteggiamento esteriore ma questa religiosità non salva.

Quando si va in chiesa più per tradizione o per apparenza si perpetua l’ipocrisia di Giuda. In questo vuoto dei cuori le nuove generazioni si gettano nelle braccia dei nuovi guru, delle filosofie mistiche orientali. Qui, in questo “vasto buco”, l’Islam e tutte le false dottrine della New Age trovano agevole il loro ingresso in una società secolarizzata.

Un fallimento! Il “non lo conosco” di Pietro sembra perpetuarsi. Il Gesù dei Vangeli non lo si conosce!

La conclusione è sempre la stessa: “Il dramma dell’Europa (e di quelle aree geografiche un tempo benedette da movimenti di Risveglio spirituale)… si risolve nell’aver voltato le spalle a Cristo e nel tentativo di costruire una torre di Babele europea senza Dio, destinata come quell’antica torre a crollare miseramente”. Si continua erroneamente a cercare di parlare di CRISTIANESIMO in senso etico, svuotandolo sempre più della presenza di Colui che ha parlato e insegnato la Via, la Verità e la Vita in quanto incarnazione di esse.

Una certa dose di “spirito babelico” si è introdotta anche all’interno della Chiesa, soprattutto laddove il timore di essere accusati di integralismo ha spinto molti nelle braccia di un relativismo politicamente corretto e perciò molto rassicurante.

Bisogna pur decidere quale sia la nostra risposta a un quesito fondamentale per la nostra esistenza e soprattutto per la nostra eternità. Spesso diciamo di credere in Gesù Cristo ma ciò resta un dato meramente storico e privo di valenza per l’anima (se non, forse, nei momenti in cui ci si sente particolarmente mistici e religiosi).

Nel suo libro «Scusi, qual è il suo Dio?», Lewis afferma:

«Un uomo che fosse soltanto un uomo e che dicesse le cose che disse Gesù non sarebbe certo un grande maestro di morale, ma un pazzo - allo stesso livello del pazzo che dice di essere un uovo in camicia - oppure sarebbe il Diavolo. Dovete fare la vostra scelta: o quest'uomo era, ed è, il Figlio di Dio, oppure era un matto o qualcosa di peggio. Potete rinchiuderlo come un pazzo, potete sputargli addosso e ucciderlo come un demonio; oppure potete cadere ai suoi piedi e chiamarlo Signore e Dio. Ma non tiriamo fuori nessuna condiscendente assurdità come la definizione di grande uomo, grande maestro. Egli ha escluso la possibilità di quella definizione e lo ha fatto di proposito.»


Chi è Gesù per te?

La tua vita su questa terra e nell'eternità dipende dalla tua risposta a questa domanda. Sono molte le religioni fondate su esseri umani e che si basano su filosofie costruite dall'uomo, su regole e norme di comportamento. Se dalle discipline e pratiche di adorazione provate a togliere i fondatori, poco o nulla cambierà. Ma se togliete Cristo dal Cristianesimo non rimarrà NULLA. Il Cristianesimo biblico non è una filosofia, né un'etica di vita, né l'obbedienza a un rituale religioso. Il vero Cristianesimo si basa su un vitale rapporto personale col risorto e vivente Salvatore.

Vuoi metterlo alla prova?

InvocaLO in questo momento....

Lui è vivo e prende sul serio chi stanco della religione si rivolge alla Sorgente di Vita.


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