In che cosa credi
tu? Da poco in Svizzera, più precisamente a Zurigo, si sono riuniti in convegno un gruppo di scienziati esperti di economia. Niente di particolare, direte, probabilmente non vi interesserà neanche, però, cè stata una serata inconsueta per questo tipo di convegno, la cosiddetta serata di etica, durante la quale si è discusso del collegamento tra economia e fede con definizioni del tipo fede nelleconomia e credo economico. Leconomia, così è stato detto, al giorno doggi sostituisce le altre religioni, e può essere definita: nuova religione sostitutiva. Perché? Vi chiederete. La spiegazione è semplice: perché lo scopo centrale della vita di tante persone è diventato quello di avere sempre più soldi, e questo in un modo sempre più veloce, per il resto non cè spazio, tutte le forze, o almeno quasi tutte, sono concentrate su questo obiettivo. Però, il prezzo da pagare è molto alto, infatti la conseguenza di questo modo di vivere è, secondo gli economisti, la perdita di amore e cura per gli altri, in altre parole, la perdita di quei valori che normalmente garantiscono il vivere insieme in famiglia o nella società. Questa nuova religione, però non è così nuova, perché esistevano già dei credenti di questa fede circa duemila anni fa, e sicuramente anche prima. La Bibbia ci racconta la storia di uno di loro: è la storia del giovane ricco. Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?» Gesù gli rispose: «Perché m'interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». «Quali?» gli chiese. E Gesù rispose: «Questi: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso». E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?» Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Ma il giovane, udite queste parole, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. E Gesù disse ai suoi discepoli: Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. (Matteo 19, 16-24) Parole dure quelle di Gesù. Significano, forse, che per essere salvati, bisogna rinunciare a tutto e vivere in povertà? E solo così che si può avere la vita eterna? No! Le parole di Gesù hanno un altro significato, è come se avesse detto al giovane: Le tue buone opere non ti salvano. Puoi provare quanto vuoi ad essere retto, a vivere secondo i comandamenti divini, ma non potrai mai essere senza peccato, rimani sempre un peccatore perduto. Anche tutti i tuoi soldi non ti salvano, forse ti rendono la vita più facile, puoi comprarti tante cose, fare viaggi... ma non puoi comprarti la vita eterna. Tu non hai bisogno di buone opere e neanche dei tuoi soldi. No, tu hai bisogno di me. Seguimi. Solo io ti posso salvare, solo io posso perdonare i tuoi peccati e darti la vita eterna. Voglio avere il primo posto nella tua vita, e vedrai il cambiamento." I "credenti nell'economia" mettono il benessere prima di tutto e dimenticano il resto. Con il denaro si possono permettere tante cose, realizzare tanti sogni, ma non possono comprare la vita eterna. Forse anche tu sei un "credente nell'economia", e anche nella tua vita il denaro ha il ruolo più importante, credi di essere veramente ricco, ma ti sbagli! Gesù chiama anche te a seguirlo, vuole offrirti la vera felicità, il perdono dei peccati e la vita eterna, tu devi semplicemente dargli il primo posto nella tua vita e accettarlo come tuo Salvatore e Signore. In chi o che
cosa credi tu, ancora nei soldi o già in Gesù Cristo?
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