L'arca congelata
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Si chiama "Frozen Ark" ossia "arca congelata" il nuovo progetto che stanno sviluppando insieme, il Museo di storia naturale, la Società zoologica di Londra e l'università di Nottingham. Gli scienziati cercano di affrontare e combattere uno dei tanti problemi del nostro pianeta: il rischio di estinzione di alcune specie di animali.

Sono tante infatti, anzi tantissime, le diverse specie di animali che oggi sono minacciate di possibile estinzione a causa dell'uomo.

In un articolo del Corriere della Sera si legge:

"«Molta gente non si rende conto delle minacce alla biodiversità», ha detto sir Crispin Tickell, dell'Università di Oxford. Nei prossimi 30 anni almeno un quarto di tutti i mammiferi conosciuti (1.130 specie), così come un decimo degli uccelli (1.183 specie) potrebbero essere estinti. "

E’ un'immagine terrificante, perciò gli scienziati inglesi hanno deciso di fondare “L'arca congelata”: una banca del dna e dei tessuti di ogni specie in pericolo. Si tratterebbe di conservare i dna per migliaia di anni, sperando così, in futuro, di poter usare questi materiali per clonare animali scomparsi. I primi animali sono già "entrati" nell'arca: la colomba di Socorro, l'orice dalle corna a scimitarra del Nord Africa e la lumaca del genere Partula. E tutto questo per meno di 300 Euro a specie.

Un progetto ambizioso, che permetterà di rimediare alla follia dell’uomo che, per soddisfare i suoi bisogni, non si fa scrupolo di sfruttare la natura causando danni spesso irreversibili.

Ma come mai si è deciso di dare il nome arca a questo progetto?

Che cos'era l'arca?

Se ne vogliamo saperne di più, dobbiamo dare uno sguardo alla Bibbia. Lì, in Genesi nel capitolo 7, ci viene raccontata la storia del diluvio, una catastrofe incredibile, che mise fine alla vita di tutti gli esseri viventi, o almeno, di quasi tutti. Infatti fu data all’uomo una possibilità di essere salvato: entrare in una nave, l'arca, che un uomo di nome Noè aveva costruito secondo delle istruzioni ben chiare ricevute da Dio stesso, il quale tra l'altro aveva ordinato:

"Di tutto ciò che vive, di ogni essere vivente, fanne entrare nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina."

Forse è da quel passo che hanno preso spunto gli scienziati inglesi, vedendo l'arca come mezzo per la salvezza di animali minacciati dalla completa estinzione per colpa dell'uomo.

Ma, il vero scopo dell'arca originale, era solamente quello di salvare gli animali?

No!

Leggendo bene il testo biblico si capisce che il diluvio era un giudizio da parte di Dio, la punizione per gli uomini, per i loro peccati. Essi non si interessavano di Dio, dei Suoi comandamenti, della Sua volontà, vivevano separati da Lui, nel peccato, e per questa loro colpa, Dio doveva giudicarli.

Leggiamo:

"Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti»."


L'uomo stesso era in pericolo, minacciato di completa estinzione. Un destino terribile, ma con una speranza: l'arca.

Chi, nel momento del diluvio, si sarebbe trovato in questa nave, sarebbe stato salvato.

L’Apostolo Pietro, nella sua prima lettera, ci dice che la pazienza di Dio "aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca". Ma solo otto persone si sarebbero salvate: Noè e la sua famiglia, perché solo Noè voleva agire secondo la volontà di Dio, Gli voleva ubbidire e aveva posto la sua fiducia in Lui, per questo Dio lo ha salvato.

La costruzione dell’arca, perciò, prevedeva principalmente la salvezza dell’essere umano, ma di questo gli scienziati inglesi non parlano, si interessano solo degli animali, di salvare le diverse specie, pensano al dna e alle possibilità di clonare. Il piano di salvezza che Dio aveva progettato per l’uomo, non fa parte dei loro pensieri.

E noi? Che cosa dovremmo ricordare, che cosa dovremmo sapere noi dell'arca "originale"?

E importantissimo capire che, in un certo qual modo, la situazione di ribellione che gli uomini vivevano al tempo di Noè, non è cambiata. Ancora oggi infatti tutti gli uomini, senza eccezione, sono peccatori, vivono lontani da Dio, e perciò, l'umanità, ancora adesso è in grande pericolo: non è un diluvio quello che ci minaccia, ma un destino ancora più spaventoso: la morte eterna, la condanna divina e la separazione da Dio.

Ma, come all'epoca di Noè, anche per noi Dio ha provveduto una possibilità di salvezza: in Suo Figlio, Gesù Cristo, che è venuto sulla terra per pagare il prezzo dei nostri peccati, noi possiamo essere sottratti alla morte eterna. Chi crede in questo e gli chiede perdono, sarà salvato, così come le otto persone nell'arca: non sarà condannato da Dio, ma riceverà il perdono per la sua colpa e, in dono, la vita eterna.

La porta per l'arca che si chiama "Gesù" è ancora aperta.
Sei già entrato o vivi ancora nel pericolo?
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