Chi è
colpevole? Ha unesperienza di dieci anni, un decennio di lavoro in divisa e adesso ha deciso di pubblicare un libro sulle sue esperienze, un libro che è uscito in questi giorni. Ma non si tratta di un agente della polizia criminale che nella sua carriera ha risolto innumerevoli gialli misteriosi e neanche di un vigile del fuoco che ha salvato la vita a diverse persone. Parliamo di Barbara Bonanni, una vice sovrintendente della polizia stradale, che svolge il suo lavoro a Pisa. La sua opera si chiama Lo scusario dell'automobilista e con questa testimonia della fervida fantasia degli automobilisti italiani che commettono infrazioni. Le scuse inventate in extremis dagli automobilisti colti in flagrante sono stravaganti e fanno semplicemente sorridere, e sono così tante che riempiono 56 pagine. Cè chi vuole far credere di essere innocente e dimostra la sua perplessità: Non ho il casco in testa? Accidenti non me nero accorto!. Qualcun altro invece è sicuro di avere delle attenuanti per il suo comportamento: Mi scusi andavo di fretta perché ho comprato i surgelati e se no mi si scongelano prima di arrivare a casa". Si legge anche di guidatori che si giustificano come segue: «Andavo un po' più forte del normale solo per far entrare più aria fresca all'interno dell'abitacolo. Non ho l'aria condizionata a bordo e oggi fa proprio caldo». Ma non finisce qui. Cè chi conta sulla misericordia del poliziotto: «Se mi togliete la patente come faccio ad andare a lavorare? Chi la mantiene la mia famiglia?» Altri preferiscono puntare il dito su qualcun altro: «Perché non fermate anche quello che passa ora?... Lui sì che stà andando veloce...»
A nessun uomo infatti viene facile ammettere le proprio colpe. Già nelle prime pagine della Bibbia troviamo una storia del genere. Ci viene raccontato di Adamo ed Eva che vengono messi nel giardino dEden, un posto meraviglioso, dove non esistono né paura né malattia, e soprattutto, dove vivono in armonia assoluta con Dio e dove devono osservare un solo comandamento: non mangiare il frutto dallalbero della conoscenza del bene e del male. Un unico comandamento, ma i primi uomini lo trasgrediscono, e con questo, il legame tra Dio e luomo, la comunione perfetta, viene rotta, nasce un abisso profondo. Messo da Dio davanti al suo sbaglio, Adamo non risponde: Ho sbagliato oppure: E stata colpa mia, ma dice: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato.» Quellabisso profondo tra Dio e luomo esiste ancora oggi: è il peccato che separa ogni essere umano dal Dio vivente, dalla comunione con Lui. Ancora oggi una delle cose più difficili per luomo è confessare la propria colpa, ammettere di aver sbagliato. Piuttosto preferisce accusare, incolpare gli altri: i genitori, il coniuge, la società, le circostanze Ma in questo modo non possiamo risolvere il problema della nostra colpa, non passiamo attraverso labisso che cè tra noi e Dio. La Bibbia ci dice in un modo più che chiaro che cè una sola possibilità per essere graziati e mettersi a posto con Dio: confessare i propri peccati. Lui ci offre questa possibilità nel suo Figlio Gesù Cristo che alla croce ha pagato per la nostra colpa. Chi non cerca più di trovare delle scuse, ma si fida di Cristo e Gli chiede perdono, sperimenterà che la comunione tra lui e Dio sarà ristabilita. Se diciamo di
essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità
non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è
fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da
ogni iniquità. (1 Giovanni 1, 8-9)
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