La Chiesa che soffre e quella che prospera. ______________________________________________________ Il cristianesimo, in Africa, sta vivendo un vero boom. Le stime più recenti del Bollettino Internazionale parlano di 335 milioni di persone che si professano cristiane. Purtroppo, parte della crescita deve essere imputata alle cosiddette chiese del vangelo della Prosperità, nate da scissioni e sottoscissioni da chiese protestanti e cattoliche. Dopo il periodo di decolonizzazione, dal continente africano, negli anni 60, fuggirono o se ne andarono milioni di europei, molti dei quali missionari cattolici e protestanti accusati spesso a torto di essere complici dello sfruttamento bianco. Da una lato, la partenza quasi forzata di tanti pastori fu un bene per molte comunità locali in quanto trovarono nuove forze in questa emergenza causata da repentine mancanze di guide spirituali, mentre altre rimasero senza qualcuno che potesse loro insegnare le Scritture. I gruppi, spesso una singola congregazione con un leader carismatico ma autocratico, predicano un cristianesimo del benessere con particolare enfasi sul benessere economico. I leader del vangelo della prosperità spesso si arricchiscono attraverso la generosità dei loro confratelli, e si servono della loro esperienza, di come cioè la conversione li abbia trasformati da straccioni a ricchi, come prova del progetto di Dio per altra povera gente. Il messaggio della ricchezza in cambio della fede in questi ultimi anni ha messo le sue radici non solo nelle cronicamente povere terre africane ma anche in seno a molte chiese occidentali (europee e statunitensi), e nonostante sia un messaggio che ha fatto, e continua a fare molto danno, quelli che lo predicano hanno molti sostenitori. Viene chiamato: vangelo (?) della prosperità, ma non di quella dellanima, perchè essa non è tenuta in nessun conto, ma della prosperità economica e finanziaria, la quale è predicata ed esaltata come se fosse la cosa più importante per un credente. Questi pseudo-predicatori e seduttori di menti insegnano cose che non dovrebbero, e lo fanno per amore di disonesto guadagno e perchè cercano la gloria degli uomini. Tra le cose che costoro dicono vi sono affermazioni come questa: Noi credenti in Cristo Gesù siamo figliuoli del Re dei re e quindi, come si conviene a dei figli di un re, dobbiamo vivere da re, il che equivale a dire che dobbiamo vestire come vestono i principi, abitare in case lussuose, avere macchine lussuose e molti beni materiali sulla terra. Nei loro discorsi gli aggettivi modesto, umile, semplice sono evitati perchè, secondo loro, non saddicono ai beni materiali che un figlio di Dio deve possedere. Per loro chi è ricco materialmente ha molta fede in Dio ed è una persona benedetta perchè fa la volontà di Dio, viceversa chi è povero ha poca fede e non è una persona benedetta perchè non fa la volontà di Dio. La Bibbia afferma che Cristo, il Figlio di Dio, quando nacque fu posto in una mangiatoia secondo come è scritto che Maria "diede alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia perchè non vera posto per loro nellalbergo". (Luca 2:7). Si può affermare che il Messia fu povero sin dalla Sua incarnazione. La mangiatoia è un luogo umile, e proprio lì fu posto il re dei Giudei quando nacque; Dio avrebbe potuto fare sì che si liberasse un posto nellalbergo, ma non lo permise, eppure il fanciullo era il Figlio dellAltissimo. In seguito Giuseppe con Maria ed il bambino si spostarono in una casa, perchè fu in una casa che i magi venuti dallOriente trovarono il fanciullo e lo adorarono, secondo come è scritto: "Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra" (Matt. 2:11). Come si deduce la Scrittura non parla di un palazzo reale ma dice semplicemente: "nella casa", e per ciò che riguarda i doni dei magi bisogna dire che essi non furono conservati da Gesù quale suo tesoro personale, perchè lui stesso disse: "Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano" (Matt. 6:19). Qualcuno ipotizza (senza pero provarlo scritturalmente) che questi doni siano stati la base di investimenti per una vita agiata, degna di Colui che doveva predicare, ma tali affermazioni vanno respinte perchè si basano solo su ipotesi e non sono conformi a quello che dovrebbe essere il moto di chi si dice figlio di Dio, cioè sola Scrittura. Gesù visse povero in questo mondo perchè è scritto: "Voi conoscete la carità del Signore nostro Gesù Cristo il quale essendo ricco, sè fatto povero per amore vostro, onde, mediante la sua povertà voi poteste diventare ricchi" (2 Cor. 8:9); e difatti non aveva neppure un luogo dove posare il capo come egli stesso disse: "Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol delluomo non ha dove posare il capo" (Luca 9:58). Il Re dei Giudei, quando visse sulla terra: - non visse in un palazzo reale, - non indossò splendide vesti - e neppure visse nelle delizie come invece fanno i re della terra. Egli disse che "quelli che portano delle splendide vesti e vivono in delizie, stanno nei palazzi dei re" (Luca 7:25), ma lui non fu tra quelli; eppure era il re dIsraele. Egli che avrebbe potuto permettersi una vita da re, ci rinunciò; preferì umiliare se stesso e prendere forma di servo per servire. Il Re dIsraele nei giorni della sua carne non si vestì di porpora e neppure si mise una corona doro sul capo; i suoi abiti modesti consistevano in vesti e in una tunica la quale "era senza cuciture, tessuta per intero dallalto in basso" (Giov. 19:23). Anche gli apostoli erano poveri, e Paolo quando scrisse ai Corinzi di lui e dei suoi collaboratori disse: "Poveri eppure arricchenti molti; non avendo nulla, eppure possedenti ogni cosa!" (2 Cor. 6:10). E vero, erano poveri materialmente ma arricchivano molti spiritualmente; per mezzo di loro la chiesa fu edificata e per mezzo degli scritti di Paolo essa viene ancora edificata, arricchita e consolata. La stessa cosa non si può dire di costoro che predicano lEvangelo e guastano la vigna del Signore perchè non se ne curano affatto, essendo volti alla loro propria via; ricchi materialmente, sono poveri spiritualmente, ed i santi vengono privati della vera ricchezza! Ma se pure noi ci conformiamo allandazzo di questo mondo, cesseremo di illuminare le tenebre ed esse non potranno vedere in noi un popolo che cammina alla luce del Cristo di Dio. ______________________________________________________________________________
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