Ladro "convertito" con degli sms ______________________________________________________

Siete mai stati scippati? Qualcuno vi ha mai rubato qualcosa? Una borsa, il portafoglio, il cellulare? E come avete reagito? La reazione più comune, oltre alla rabbia e allo spavento, è sicuramente quella della denuncia. Pochi invece avrebbero fatto ciò che, secondo una notizia di Tiscali.it, ha fatto di recente un’insegnante cinese:

Un ladro le ruba il cellulare e lei lo converte con degli Sms

Una semplice insegnante cinese è riuscita a far cambiare vita ad un ladro che le aveva scippato la borsetta contenente il cellulare, diverse carte di credito e 4.900 yuan, equivalenti a circa 600 euro. La donna, Pan Aiying, tornava a casa in sella alla sua bicicletta quando improvvisamente un motociclista le si è affiancato e le ha portato via la borsa. Pan, inizialmente spaventata, è giunta a destinazione, ma anziché chiamare la polizia, come avrebbe fatto una qualsiasi altra persona, ha preferito tentare di convincere il giovane a restituire la refurtiva. Ha chiamato il suo cellulare dal telefonino di un'amica, ma era spento. Allora ha iniziato a spedire degli Sms.

"Sono Pan Aiying, un'insegnante della scuola Wutou Middle - ha scritto la donna nel suo primo messaggino -. Devi passare un brutto periodo. Se è così non ti biasimo". "Tieni i 4.900 yuan se ti servono veramente,… ma per favore consegnami le altre cose - ha poi scritto sul secondo - Sei ancora giovane. Sbagliare è umano. Rimediare ai tuoi sbagli è più importante di tutto il resto".

Non avendo ricevuto nessuna risposta Pan ha proseguito imperterrita: a fine giornata aveva inviato 21 Sms. La speranza di riavere la propria borsa era tuttavia svanita. Quel ladro non l'aveva degnata di un minimo di attenzione, o almeno così credeva. La mattina dopo, mentre usciva di casa, l'insegnante è inciampata in un pacco lasciato nel suo cortile. Si trattava della sua borsetta scomparsa e, cosa ancora più incredibile, non mancava nulla.

All'interno dello scatolone un biglietto del ladro: "Cara Pan: mi dispiace. Ho commesso un errore. Ti prego di perdonarmi. Sei una persona tollerante anche con chi ti ha rubato qualcosa. Cambierò e diventerò una persona onesta".

Una notizia curiosa, non pensate? Secondo me pochi avrebbero reagito come Pan Aiying, cercando con tanta pazienza di convincere il ladro a restituire il bottino, anziché denunciarlo alla polizia che, trovandolo l’avrebbe arrestato come sarebbe stato giusto… E, soprattutto, è però interessante osservare che il colpevole, proprio a causa di questo comportamento, ha ceduto, ammettendo la sua colpa e promettendo di cambiare vita.

Non so quanti di noi si comporterebbero come Pan Aiying, ma io conosco qualcuno che lo fa ogni giorno! Qualcuno che è ancora molto più paziente… Dio!

Il ladro cinese si è reso colpevole di furto, ma la nostra colpa nei confronti di Dio è molto più grande. Il salmista la descrive così:

Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c'è nessuno che faccia il bene. Il SIGNORE ha guardato dal cielo i figli degli uomini, per vedere se vi è una persona intelligente, che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno.” (Salmo 14:1-3)

E così, come ad un ladro spetta la giusta denuncia, a noi uomini spetta il giusto giudizio di Dio, come afferma anche l’autore dell’epistola agli Ebrei:

E’ stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio.” (Ebrei 9:27)

Ma questo ancora non è avvenuto, ancora Dio ci da del tempo. Perché?

Ora noi sappiamo che il giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. Pensi tu, o uomo (…) di scampare al giudizio di Dio? Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” (Romani 2:2-4)

Tanti pensano che il giudizio di Dio non arriverà mai, che sia soltanto una storia inventata, una favola. Invece è una cosa certa, ma Dio è tanto buono e tanto paziente con noi, da darci ancora del tempo. Tempo, per riconoscere i nostri sbagli, per ammetterli, per confessarli e chiedere perdono per essi nel nome di Gesù.

Il giovane ladro cinese ha potuto evitare una denuncia ed un eventuale arresto perché ha ammesso la sua colpa e restituito ciò che aveva rubato. Nel stesso modo chi crede in Cristo, avendo fiducia che Lui ha pagato per i nostri peccati, sarà salvato, e Gesù stesso gli promette:

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.” (Giovanni 5:24)

La “denuncia” divina, il Suo giudizio è una cosa certa, ma chi si affida a Gesù, non lo dovrà più temere.

Tu che cosa vuoi fare?

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