Carnevale
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E’ un fenomeno strano: durante l’anno ci sono delle feste diverse, dei giorni in cui non si lavora, in cui i bambini non vanno a scuola e a volte succede che non si sa veramente cosa si festeggia. Così come adesso. Siamo nel periodo del “Carnevale”: ma chi sa veramente che cos’è il carnevale?

Le sue origini non sono molto chiare. Si suppone che le sue radici siano da cercare in riti romani e germanici, entrambi pagani. Nell’antica Roma si praticava in onore del dio Saturno una festa orgiastica. I germanici invece celebravano dei riti della fertilità con lo scopo di “cacciar via l’inverno”. Nella religione dei germanici l’inverno era il periodo di demoni e spiriti maligni che, durante le feste della primavera, si cercava di cacciar via simbolicamente con delle maschere terrificanti e con molto rumore.

Queste tradizioni e feste poi sono state accettate dalla chiesa cattolica che le ha “reinterpretate”. Il carnevale è diventato il periodo del festeggiare sfrenato prima della quaresima. Prima di cominciare ad osservare le regole del digiuno, si festeggiavano i due giorni prima del mercoledì delle Ceneri in un modo particolare: con giochi, gare sportive, danze e feste. Prima di dover rinunciare a tutto, prima di non poter più godere di certi vizi, si voleva ancora una volta “godere la vita”, fare ciò che piace senza badare alle regole.

Ed è probabilmente per questo che ancora oggi la maggior parte della gente festeggia questo giorno con tanto entusiasmo: non si pensa a riti pagani, ma c’è il desiderio di fare ciò che piace. In questi giorni viene praticata la libertà sessuale, ci si può ubriacare, divertire senza pensare a regole, a comandamenti, a norme morali… Questo periodo è una pubblica autorizzazione ad assecondare i desideri della carne, come suggerisce la stessa parola Carnevale. Mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al folle divertimento, abbandonarsi a sconcezze e oscenità sono difatti tutti comportamenti che caratterizzano il Carnevale.

E proprio così come leggiamo nel profeta Isaia:
”Ed ecco che tutto è gioia, tutto è festa! ...Si mangia carne, si beve vino... Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!” (Isaia, 22:13).

Fare ciò che piace senza aver paura delle conseguenze, forse proprio a questo servono le maschere: “Se non mi riconosce nessuno, posso fare ciò che voglio.” È questo che spesso si pensa.
Anche la Bibbia ci parla di persone che hanno pensato nello stesso modo e che si sono mascherate.
C’è per esempio Tamar che si traveste come prostituta per sedurre il suocero. Oppure Saul, re d’Israele, che, travestito, va da un donna per evocare lo spirito di un morto, una cosa che Dio aveva severamente proibito.
Mascherarsi, travestirsi, nascondersi affinché nessuno possa vedere il male che si fa….

Anche questa è l’idea del Carnevale.
Ma la Bibbia ci dice:

“E a quelli di voi che vi compiacete di questi spettacoli: “Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie d'impurità con avidità insaziabile”. (…) né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; (…) perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l'ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni. (…) Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele
; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce.” (Efesini 4 e5)

Il diavolo, il nemico di Dio, ci vuole far credere che sono i peccati, le cose che Dio ha proibito, che ci rendono felici, che possiamo trovare la felicità in riti pagani. Ma è un inganno, perché sono proprio essi che ci portano lontani da Dio, che ci separano da Lui, dalla fonte della vera gioia.

E per trovare questa, non dobbiamo partecipare a una festa di carnevale, non ci dobbiamo nascondere dietro delle maschere, una gioia durevole non si può mai trovare nel peccato e in riti pagani, ma solo in Dio.
Lui, che vuol darci vera gioia, perciò ci fa una proposta meravigliosa, una proposta che vale anche per te. Se sei pronto ad abbandonare il peccato, ed a rivolgerti a Dio, ad accettare Lui come Signore della tua vita, a chiedere il suo perdono, Egli te lo concederà nel Suo Figlio Gesù Cristo. Lui non solo ti aiuterà a camminare secondo le Sue leggi, ma entrerà nella tua vita, la riempirà con la Sua presenza e porterà una gioia vera che non dipende da maschere, da divertimenti, da feste, ma è una gioia durevole perché trova la sua fonte in Dio.

Poi potrai dire come il salmista:
Tu m'insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi son delizie in eterno.” (Salmo 16, 11)

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