Siamo buoni per natura
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Secondo l’Almanacco della Scienza, la rivista nazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche c’è da “sperare per la nostra specie” umana.

Le motivazioni per questa dichiarazione sono le scoperte di due scienziati: Gregory Berns, professore di psichiatria alla Emory University di Atlanta e Ernst Fehr, ricercatore di economia sperimentale dell’università di Zurigo. Entrambi credono di poter dimostrare che l’uomo in fondo è buono.

Il primo afferma che semplicemente il fatto di essere generosi con gli altri fa bene all’uomo; infatti a seguito di comportamenti altruistici aumenterebbe il flusso di sangue in certe aree del cervello, le quali normalmente vengono attivate quando si osservano cose piacevoli. Perciò il far bene agli altri ci fa sentire meglio e anche contenti.

Ernst Fehr aggiunge dell’altro: da un suo esperimento, nel quale i partecipanti dovevano interagire con delle persone che non conoscevano e in situazioni in cui non potevano trarne un vantaggio personale, ha scoperto che l’uomo è in grado di fare del bene senza aspettarsi niente in cambio e che questo sarebbe proprio tipico per lui.

In conclusione l’articolo afferma che “siamo buoni per natura!” e c’è pure la speranza di trovare un giorno il gene della “bontà”.
Allora, l’uomo sarebbe un essere altruista, sempre portato a fare il bene?

No, non è così, è un’illusione, bella, ma pur sempre un’illusione. Uno sguardo veloce alla storia umana rende inverosimile questo pensiero. Se odio, invidia, liti, guerre, hanno da sempre segnato il cammino del genere umano, come si può sostenere che l’uomo sia una persona “buona per natura” e portata a fare il bene degli altri?

Se leggiamo nella Bibbia vediamo che il giudizio di Dio è incontrastabile.
“Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.” (Genesi 6,5)
La Parola di Dio ci dice qual’è la conseguenza di pensieri malvagi, di invidia, di odio, del peccato: la morte eterna, la separazione da Dio. E la Bibbia afferma in modo chiaro che nessuno è mai riuscito a vivere veramente una vita perfetta, senza peccato, senza trasgredire leggi divine, con una sola eccezione: Gesù Cristo.
Il Figlio di Dio è venuto sulla terra, è diventato uomo come ognuno di noi, è stato tentato, ma senza peccare. In questo modo ci ha fatto vedere come vivere secondo la volontà di Dio.

Ma non è venuto semplicemente con lo scopo di darci un buon esempio, di come vivere giustamente. La sua missione era ben diversa: è stata quella di morire, di morire al nostro posto e di pagare così per i nostri peccati.

In 1 Pietro 3,18 è scritto:
“Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio.”

Questo è la nostra speranza. Chi accetta il sacrificio di Cristo e si affida a Lui come personale Salvatore e Signore, chi mette la sua speranza non più in un “gene di bontà”, ma in quello che Gesù ha fatto, riceverà il perdono dei suoi peccati e oltre a questo, una nuova vita, una nuova natura, nella quale Dio stesso ci aiuterà a vivere secondo le Sue leggi:

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2 Corinzi 5,17)
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