BrainGate: Il potere dei pensieri ______________________________________________________

Il “Corriere della Sera” ha da poco dedicato un intero articolo a come Matthew Nagle, apre le sue e-mail, gioca con i videogames oppure abbassa il volume del televisore. Niente di particolare, direte, come mai gli viene dedicato addirittura un articolo? Infatti, per noi questi gesti sono normalissimi, un’abitudine, non ci riflettiamo neanche…

Così era anche per Nagle, almeno fino al 4 luglio 2001, giorno in cui, “su una spiaggia del Massachusetts, a Weymouth, scoppia una rissa nella quale è coinvolto un suo amico, e Matt tenta di difenderlo. I pugni volano e tutti gridano, poi all’improvviso più nulla: Matt si trova un coltello conficcato nel collo fin dentro alla spina dorsale. Da ex idolo del football della locale scuola superiore, si ritrova, a 20 anni, paralizzato, gambe e braccia.

Una vera tragedia, così giovane non soltanto deve rinunciare alla sua passione, al football, ma non riesce nemmeno a fare le cose più semplici come prendere in mano un telecomando o leggere le e-mail. Forse è stata la disperazione che ha spinto Nagle a tentare l’esperimento: “Nel 2004 il neurochirurgo Gerhard Friehs del Rhode Island Hospital, a Providence, gli impianta sulla parte di corteccia cerebrale che controlla i movimenti, il BrainGate: si tratta di una “protesi neuromotoria”, grande quattro millimetri per quattro, con cento elettrodi più piccoli di un capello, capace di mettere in comunicazione il suo cervello con gli oggetti del mondo esterno.

John Donoghue, della Brown University di Providence, spiega: “Il cervello di persone paralizzate anche da tempo può generare (…) segnali che possono essere trasformati in azione: il paziente riesce così a compiere qualche semplice attività. (…) Durante la seduta chiediamo al paziente di immaginare di muovere una mano come se dovesse controllare il mouse di un computer e registriamo quello che succede nella sua corteccia motoria. Poi studiamo questi segnali, che risultano diversi a seconda di quello che si pensa di fare, li filtriamo e trasformiamo una successione di impulsi nervosi in comandi bidimensionali che si traducono poi in azione.

In parole semplici: Matthew Nagle, grazie al “BrainGate” e, soprattutto, con la sola forza del pensiero, “è riuscito ad aprire e chiudere le dita di una mano meccanica e ad usarla per afferrare e stringere oggetti.

L’articolo non nasconde le difficoltà che ci sono, non per tutti infatti il BrainGate funziona allo stesso modo, senza dubbio ci vorranno ancora tanti esperimenti e tanta ricerca per svilupparlo meglio. Però allo stesso tempo, a molte persone paralizzate, tetraplegiche, dà la grande speranza di poter fare un giorno le piccole cose quotidiane con il potere del loro pensiero!

Avreste mai pensato che il pensiero abbia una tale forza? Forse non vi sarà mai venuta in mente un’invenzione come quella del BrainGate, ma che il pensiero ha una grande importanza, un grande potere, non è niente di nuovo, almeno in un certo senso. Ne parla anche la Bibbia…

Nell’Antico Testamento, nei Salmi per esempio, leggiamo:

Tutti i loro pensieri sono volti a (fare) del male.” (Salmo 56:5)

E poi:

Meditano pensieri malvagi e dicono: «Abbiamo attuato il nostro piano». I sentimenti e il cuore dell'uomo sono un abisso.” (Salmi 64:6)

Un pensiero normalmente non rimane solo tale, ma è rivolto all’agire, diventa realtà, un’azione… Chi cede ai propri pensieri prima o poi farà ciò che pensa, dovrà arrendersi al “potere del pensiero”. Purtroppo, per natura, i pensieri di ogni essere umano non sono buoni, ma malvagi, e di conseguenza ne derivano anche azioni malvagie, un fatto che il profeta Isaia descrive così:

I loro piedi corrono al male, essi si affrettano a spargere sangue innocente; i loro pensieri sono pensieri iniqui, la desolazione e la rovina sono sulla loro strada.” (Isaia 59:7)

I nostri pensieri non sono mai “solo” pensieri, prima o poi viene fuori ciò che meditiamo e sarà “visibile”, diventerà odio, litigio, parole malvagie….

Di conseguenza davanti a Dio un pensiero malvagio non è meno sbagliato di un’azione, nel Vangelo di Matteo Gesù ci dice:

Voi avete udito che fu detto: ‘Non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Matteo 5:27-28)

La Bibbia a questo punto non ci lascia dubbi: pensare ad un adulterio per Dio è come averlo già commesso, pensare male di qualcuno, è come avergli fatto del male, e pensare a delle cose malvagie e sbagliate prima o poi ci porterà anche a farle!

Già tanti secoli prima della scienza la Parola di Dio, sapeva del potere del pensiero e perciò ci consiglia di stare attenti non soltanto a ciò che diciamo e a ciò facciamo, ma anche e soprattutto ai nostri pensieri, perché da lì tutto il nostro parlare ed agire ha il suo inizio!

A causa della nostra natura peccaminosa però non ce la facciamo a dominare il nostro pensare con la nostra sola forza.

Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio!

Se portiamo i nostri pensieri a Lui, se Glieli confessiamo, Egli ci perdonerà in Cristo Gesù, Suo Figlio, e se Gli sottomettiamo completamente la nostra vita, allora ci darà una nuova natura, cambiando il nostro modo di fare e di pensare!

I pensieri continueranno ad avere un potere, ma allora sarà un potere positivo, perché da esso scaturiranno azioni buone, gradite a Dio.

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