USA: Biologa cambia sesso e accusa: scienza maschilista ______________________________________________________

WASHINGTON - Quando era una biologa e si chiamava Barbara, nessuno la prendeva abbastanza sul serio. Adesso che i suoi studi sono firmati Ben, il nome che ha assunto nove anni fa dopo aver cambiato sesso, le cose vanno diversamente. E per dimostrarlo, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe, Ben Barres ha pubblicato un'insolita ricerca che accusa il mondo scientifico di essere maschilista. Oggi, affermato neurobiologo della Stanford University, Barres ha attinto alla propria esperienza personale e a una serie di altri studi scientifici, per cercare di dimostrare i pregiudizi contro le donne che circolano nel mondo della ricerca.

"Senza dubbio la più grande differenza che ho notato (ha scritto Barres nello studio) è che le persone che non sanno che ho cambiato sesso mi trattano con molto più rispetto di quando ero una donna. Posso anche completare un’intera frase senza essere interrotto da un uomo".
Lo studio di Barres ravviva negli Usa un acceso dibattito che era stato innescato lo scorso anno dall'allora rettore di Harvard, Lawrence Summers, quando aveva sostenuto che le donne hanno limiti congeniti nell'affrontare una serie di tematiche scientifiche e questo ne spiegherebbe il minor successo accademico. Un'uscita che è costata a Summers un lungo braccio di ferro con il corpo docente e che alla fine ha spinto il rettore, all'inizio dell'anno, a lasciare l'incarico. Il dibattito non è però svanito con l'uscita di scena di Summers ma è proseguito negli ambienti scientifici, grazie a ricerche come quelle di Steven Pinker, uno scienziato di Harvard, che ha presentato i risultati di esperimenti che proverebbero che le donne sono più brave degli uomini nel calcolo matematico e nella dialettica, ma gli uomini sono superiori sul piano della visualizzazione spaziale e del ragionamento matematico.


Per Ben Barres pare si tratti di false interpretazioni: la realtà é che le donne non riescono a raggiungere la vetta perché vengono discriminate. Nel suo studio, pubblicato su Nature, lo scienziato ha riportato anche una serie di esperienze personali vissute nei 42 anni in cui era Barbara Barres. Come quando, da brillante studentessa al Massachusetts Institute of Technology, riusciva a risolvere problemi matematici meglio dei maschi, solo per sentirsi accusare da un professore di essersi fatta aiutare "dal tuo fidanzato".
Tra i dati citati da Barres, figura uno studio secondo il quale, le donne che presentano richieste per il finanziamento delle loro ricerche devono essere 2,5 volte più produttive degli uomini per essere considerate egualmente competenti.

Il maschilismo è un termine applicato ad una serie di ideologie sostenute da alcuni movimenti maschili e si ispira a teorie sociali, movimenti politici e filosofie morali basate su idee e preconcetti che affondano talvolta le loro radici nella storia e nella società. Molti esponenti delle teorie maschiliste cercano di analizzare e giustificare la diseguaglianza fra i sessi, promuovendo i diritti, gli interessi e le istanze degli uomini. Il maschilismo come il femminismo si propone di leggere la realtà sociale e storica in chiave sessista, dando cioè a tutta l'esistenza umana un sapore di contrapposizione fra uomo e donna. Il concetto sarebbe valido se fosse una semplice valutazione di fatti oggettivamente e storicamente provabili, infatti è innegabile che, nella storia umana, la società è stata guidata dai maschi e che, spesso, la parte femminile ha subìto angherie e sopprusi da aberranti deformazioni di autoritarismo maschilista giustificato spesso da confessioni diverse per credo e origine, come per esempio le fedi islamica, hinduista o cristiana. La deformazione di tale rapporto conflittuale millenario tra i due sessi ha generato non solo tanta sofferenza ma, come se non bastasse, nel XX secolo ha dato origine a reazioni uguali e contrarie non necessariamente corrette.

Il femminismo, ad esempio, è stato una comprensibile reazione a una società soffocante e maschilista ma come tanti “-ismi” ha creato veri e propri sbilanciamenti e ulteriori fraintendimenti. Come spesso accade un gran numero di psicologi, storici, filosofi, sociologi, sessuologi, tuttologi e pseudo-esperti hanno messo la Bibbia sul banco degli imputati tacciandola di essere alla base di ingiustizie e sofferenze perpetrate nei secoli....senza mai capire che tali cose sono state dettate più dal contesto culturale e geografico che da una reale applicazione di ciò che realmente dice la BIBBIA. Anzi, chiunque legga la Bibbia può dire senza esitazione che è un libro che rivela l'amore di Dio per l'umanità senza mai lasciare intendere diversità di valore di un sesso rispetto all'altro. Dio è amore e destinataria di tale amore è l'umanità nella sua interezza, tanto gli uomini che le donne.

Nel medio-evo teologi e “sapienti” della chiesa avevano teorizzato addirittura che le donne non fossero dotate di anima. Da dove proveniva un' idea così malsana?

Certamente non dalle Scritture.

Il libro della Genesi afferma chiaramente che Dio creò l'uomo a sua immagine, e lo creò maschio e femmina; gli ebrei vedono in questo passo l'unione e il completamento dell'uomo e della donna come vera immagine di Dio, ma molti, oggi, ritengono le parole della Bibbia sono superate e non degne di fiducia...

MA c’è un dato di fatto: NON CREDERE ALLA BIBBIA, PAROLA DI DIO

è fare DIO bugiardo....

...e chi non crede a ciò che Lui dice attraverso le Scritture come potrà credere nella Salvezza che Egli offre? E chi non crede alla Salvezza da una eterna separazione da DIO, come potrà mai afferrare la Grazia per mezzo di Cristo Gesù, unico mediatore fra Dio e gli uomini? Ecco cosa implica talvolta il dubitare di un singolo punto della Parola di DIO. Chi non crede alla pari dignità dei due sessi sta deliberatamente ignorando gli insegnamenti di Dio oppure non crede a ciò che Lui dice.

Nel popolo di Dio non dovrebbe esserci spazio per il MASCHILISMO e il FEMMINISMO. In CRISTO siamo tutti UNO. L'apostolo Paolo dice: “ … non vi è più giudeo nè greco; non vi è schiavo nè libero, non vi è né maschio né femmina; perchè voi tutti siete uno in Cristo Gesù” (Galati 3:28).

Non si può affermare che “l'uomo e la donna sono uguali”, senza chiarire che essi debbono impegnarsi negli stessi compiti senza distinzione alcuna.

Pari in dignità...differenti nei ruoli. Vale una rosa più di un tulipano?

Vale il seme che viene gettato, meno della terra che lo riceve?

L'uomo e la donna hanno la stessa dignità, lo stesso compito da assolvere, lo stesso destino soprannaturale, ma le loro funzioni sono differenti e complementari. La promozione della donna, significa per essa prendere coscienza della sua responsabilità nella costruzione del Mondo, accettare di esservi presente e di sostenervi un ruolo appropriato in tutti i campi, economici, politici e sociali, dalla più piccola cellula ai più vasti complessi. Solo così diventa equilibrato un creato che, per quanto corrotto, ha bisogno di mostrare attraverso coloro che si professano cristiani il disegno del "come sarebbe dovuto essere ciò che l'uomo ha rovinato". Sarebbe opportuno tornare alle Scritture e vedere se i nostri pensieri si sono allontanati dal Suo piano.

Proviamo oggi stesso a umiliarci davanti al Signore, e a considerare che noi

e non Lui dovremmo obbedire a ciò che è stato stabilito?


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