Benjamin, l'onesto
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Il caso della nave Cap Anamour, per alcuni giorni è stata al centro dell'attenzione, sulle prime pagine dei giornali, ma ora che i profughi sono stati rimandati al loro paese d’origine, pian piano dimenticheremo anche questo fatto di cronaca. Dei fuggitivi sappiamo poco o niente, né la loro storia, né le loro esperienze, neanche i nomi, a parte un'eccezione: uno di loro, un uomo, che è stato nominato da diversi giornali.

Il suo nome è Benjamin.

Si conoscono anche alcuni dettagli della sua vita: Benjamin Robat, così il suo nome esatto, è nato in Nigeria. Lì ha visto e vissuto sulla propria pelle la violenza, per un motivo ben preciso: è cristiano.

Sua moglie, un giorno, mentre stava andando in chiesa è stata uccisa da soldati musulmani. Benjmain si aspettava altra violenza e temeva  per la sua vita, così è fuggito prima in Libia, e da lì voleva tentare di arrivare in Europa su un canotto pneumatico. Poi l’imbarco sulla Cap Anamour , sperava di trovare qui da noi sicurezza e pace. Come è finito il viaggio l'abbiamo appreso dai giornali.
Quello che ha colpito di più della persona di Benjamin, sia tra i giornalisti che tra le persone nei diversi uffici in Italia, è stato il seguente particolare: durante gli interrogatori tutti i profughi mentivano, nominando il Sudan come paese di origine, perché facendo credere questo le probabilità di poter rimanere in Italia sarebbero cresciute decisamente. Sì, tutti mentivano, tranne uno: Benjamin. Lui è stato l’unico a dichiarare di essere nigeriano, una sincerità per la quale gli hanno dato il sopranome di: Benjamin, l'onesto.

E’ una sincerità che stupisce. Come mai ha detto la verità? Sapeva che rischiava di essere rimandato in Nigeria, dove lo aspettavano pericoli, povertà, violenza e forse anche la morte. Non sarebbe stato più giusto lottare con tutti i mezzi per poter rimanere in quell’ Europa, che per lui significava benessere e sicurezza? E' stato Benjamin stesso a spiegare il suo atteggiamento:

"Dio non vuole che io menta", ha dichiarato.

Questa semplice frase è tutta la spiegazione, non ha aggiunto nient'altro. Una frase sola,che contiene però una grande verità.
Siamo sinceri: probabilmente ci viene difficile capire la decisione di Benjamin, e se ci guardiamo intorno, si vede già che, anche in situazioni di minore importanza, quasi nessuno si comporta come lui.

Cosa c'è di male in una bugia, un piccolo inganno, nel non essere troppo fiscali e nel non dire sempre la verità al cento per cento?

Vediamo che una persona che non prende troppo sul serio il fatto di dire la verità, alla fine ci guadagna, almeno sembra. Quelli che sanno mentire diventano magari più ricchi, hanno i posti di lavoro migliori, o semplicemente vivono meglio; mentre, quelli che sono onesti, sono in svantaggio: pagano più tasse e hanno forse meno successo, perché rinunciano a mezzi illegali.... allora, qualcuno, a tutto diritto, potrebbe chiedersi: vale la pena essere onesti, fare ciò che Dio ci chiede? Perdiamo, se ci atteniamo ai suoi comandamenti?

Sono domande che, già tanti secoli fa, una persona di nome Asaf si è poste. Vedeva intorno a sé le persone che non si interessavano di Dio, facevano a modo loro, senza curarsi delle sue leggi, e vivevano bene così.

"Poiché per loro non vi sono dolori,
il loro corpo è sano e ben nutrito.
Non sono tribolati come gli altri mortali,
né sono colpiti come gli altri uomini.
Ecco, costoro sono empi;
eppure, tranquilli sempre, essi accrescono le loro ricchezze.

Ed Asaf? Lui si che cercava di capire la volontà di Dio e voleva vivere secondo essa. I Suoi comandamenti erano la base della sua vita, gli indirizzavano la via. E proprio per questo, spesso, si trovava in svantaggio, doveva accettare delle conseguenze che non gli piacevano:

"Invano dunque ho purificato il mio cuore
e ho lavato le mie mani nell'innocenza! Poiché sono colpito ogni giorno
e il mio tormento si rinnova ogni mattina.
"

Sì, è vero, chi vive secondo le leggi di Dio non è più ricco degli altri, non trova un lavoro migliore o ha più successo. No, anzi, succede spesso che facendo la volontà di Dio si rischiano delle conseguenza negative, come Asaf, come Benjamin Robat.
Se finisse tutto qui, sarebbe tristissimo, ma il Salmo continua. Asaf aveva capito una cosa in più: l'apparenza, quello che vedeva, non era tutto, dietro c'era un'altra verità, quello che contava non erano le ricchezze, il successo o altri beni che poteva avere, ma un bene molto più prezioso.

"Ma pure, io resto sempre con te;
tu m' hai preso per la mano destra;
mi guiderai con il tuo consiglio
e poi mi accoglierai nella gloria.
Chi ho io in cielo fuori di te?
E sulla terra non desidero che te.
La mia carne e il mio cuore possono venir meno,
ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno
."

Asaf aveva trovato la sua sicurezza, il suo benessere e la sua gioia in Dio, era questo il suo tesoro, un tesoro eterno che non perisce, neanche con la morte. Una ricchezza che nessuno gli poteva togliere.
Asaf aveva fatto una scoperta meravigliosa: è sempre la decisione migliore, vivere secondo i comandamenti di Dio, perché solo sotto la sua guida, nonostante tutti i problemi, si trova una vita piena del sostegno, dell'amore e della gioia che solo Dio può dare.

Una scoperta che, per quanto sembra, anche Benjamin Robat ha fatto.Una scoperta che anche tu puoi fare se affidi la tua vita alla guida di Dio.
Se farai questa esperienza, vedrai che anche tu potrai dire con Asaf:

"Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio;
io ho fatto del Signore, di Dio,
il mio rifugio,
per raccontare, o Dio, tutte le opere tue.
"
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