Non è rimasto bambino
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Uno strano fatto è accaduto in queste settimane ad Adelaide, in Australia.

E’ stato commesso un furto in una birreria, però non sono state portate via bottiglie di birra, e nemmeno l’incasso; non ci crederete, ma uno sconosciuto ha rubato una raffigurazione di Gesù bambino dal presepe. Un furto inconsueto, se si considera anche il luogo in cui è avvenuto.
La South Australian Brewing Company possiede un presepio tradizionale, che in vista del prossimo Natale, ha messo in esposizione nella birreria. Il direttore dell’azienda, Mark Powell, afferma che il circuito della telecamera di sorveglianza, mostra un uomo che entra nella birreria, si appropria del Gesù bambino e va via senza lasciare tracce.
Per riavere indietro l’ambita statuetta, i dirigenti dell’azienda hanno promesso in premio sei casse di birra. Fino ad ora non c’è stato nessun risultato positivo: rimane sconosciuto il ladro e anche il motivo per il quale ha rubato proprio la figura di Gesù bambino…

Una storia abbastanza strana… Perché qualcuno ha voluto rubare un “Gesù bambino”? Che significato ha questa piccola statuetta? Tante persone anche se non sono particolarmente religiose, nel periodo di Natale, preparano il presepio a casa, magari per semplice tradizione, o anche perché, la figura dolce del bambinello riporta alla mente la storia biblica. Avere quella tenera figura nella propria casa, anche se per poco tempo, fa ricordare a molti che bisogna “essere buoni” almeno a Natale, che bisogna ricordarsi dei bisognosi, che è bello fare opere buone. Tutti ottimi pensieri, ma che fanno dimenticare il vero scopo della nascita di Gesù.
Egli, il Figlio di Dio, è nato su questa terra circa 2000 mila fa, in una stalla ed è stato adagiato in una mangiatoia perché i suoi genitori non avevano trovato altro posto dove trascorrere la notte. La storia di Gesù però, non si ferma in quella mangiatoia, Egli è cresciuto come ogni essere umano, è diventato uomo, come ognuno di noi, e ad un certo punto della sua vita, all’età di 30 anni, inizia il suo ministerio. Insieme ai suoi discepoli: predica, parla di Dio, fa miracoli e guarisce i malati.

E poi? Conosciamo tutti la fine della storia: la sua vita termina sulla croce.

Forse è proprio questa l’ immagine che tanti non vogliono vedere: Gesù non è più un piccolo, dolce bambino, no, è un adulto agonizzante, inchiodato sulla croce, in mezzo a due malfattori. Sanguina, soffre per i terribili dolori, tutto il corpo è umiliato, stroncato, pieno di ferite, sulla testa ha una corona di spine. Le persone intorno alla croce Lo deridono, i suoi amici più intimi lo hanno abbandonato.

Non è più carino o dolce da vedere, è un immagine angosciante…

Il profeta Isaia lo descrive così:

Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella,
come una radice che esce da un arido suolo;
non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,
né aspetto tale da piacerci.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
” (Isaia 53, 2-3)

Un immagine tremenda… perché Gesù ha dovuto soffrire tutto questo? La risposta la troviamo se proseguiamo la lettura del libro del profeta Isaia:

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
” (Isaia 53, 4-6)

Questa è una verità che tanti non vogliono accettare: la morte di Gesù, le Sue sofferenze sono state causate dalle nostre colpe!
Colpa mia e colpa tua… quello che Gesù ha sofferto, avremmo dovuto soffrirlo tu ed io!

La croce era il nostro posto!

Non è una bella verità, ma è la realtà! L’uomo peccatore merita la morte, su questo la Bibbia non lascia dubbi, ma Gesù ci ha voluto salvare, Egli ha sofferto al posto mio e al posto tuo, portando sul suo corpo la punizione che ci spettava.
In virtù del suo sangue sparso sulla croce, noi oggi possiamo essere salvati dalla morte eterna e dalla condanna di Dio.
Non fermarti al piccolo Gesù bambino, ma credi in Colui che è diventato il Salvatore del mondo, che con la Sua morte ha vinto il potere del peccato e che ti offre il perdono.
AccettaLo oggi stesso nella tua vita!
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