Natale a luglio? _____________________________________________________________________________
Nel mese
di luglio ha avuto luogo, a Bakken in Danimarca, il 42mo Congresso
Internazionale dei Babbo Natale. Sono venuti,
come ogni anno dal 1963, dallEuropa, dagli Stati
Uniti, dal Canada e dal Giappone. Gli 80 partecipanti si
sono occupati di un argomento per loro abbastanza serio:
lo stress che li aspetta ogni anno a dicembre quando
devono distribuire i tantissimi regali ai bambini di
tutto il mondo. La portavoce, Tina Baungaard, sottolinea
che i Babbo Natale, a fine anno sono sovraccarichi di
lavoro, così per ovviare a questo problema, a quanto
sembra, si è trovata una soluzione. E stata presa
una decisione storica: per alleggerire il
lavoro, in futuro, si festeggerà il Natale due volte
allanno, nellemisfera nord la
data rimarrà quella del 24 dicembre, mentre in quello
sud si celebrerà sei mesi prima, esattamente il
24 luglio.
Si tratta
di una notizia che sicuramente susciterà diverse
reazioni. Qualcuno forse la troverà semplicemente
divertente, magari addirittura ridicola, in qualche modo,
sembra più una storiella per bambini che una notizia
seria; altri forse resteranno indifferenti. Però,
immagino, che ci sarà anche chi non sarà daccordo.
Ormai il Natale, questa è la convinzione di tutti, deve
essere festeggiato in un certo modo. Per essere
veramente Natale ci vogliono, secondo il
gusto e le preferenze personali: la famiglia, i parenti,
i regali, una certa pietanza, un certo ambiente
e,
soprattutto, la data giusta! Non si può
festeggiare Natale in estate!
Veramente,
non si può? O meglio, dobbiamo chiederci: che
cosè veramente Natale? Che cosa non deve
mancare, come e quando bisogna festeggiare?
Proviamo a
dare uno sguardo a ciò che ci dice la Bibbia, perché è
solo lì che troviamo la vera storia del Natale. Nel
vangelo di Luca leggiamo:
In quel tempo uscì un
decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il
censimento di tutto l'impero. Questo fu il primo
censimento fatto quando Quirinio era governatore della
Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla
sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche
Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata
Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era
incinta. Mentre erano là, si compì per lei il tempo del
parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito,
lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era
posto per loro nell'albergo. (Luca 2, 1-7)
Questi versetti non hanno niente,
assolutamente niente, a che fare con ciò che noi
normalmente intendiamo con Natale. Non ci sono i canti
tipici, mancano le pietanze speciali, i familiari
.
Anzi, è unatmosfera povera, misera: un bambino
nasce senza comodità, in una stalla! Non cè
scritto niente di Babbo Natale o di regali
. Però,
se continuiamo a leggere, lo troveremo, il regalo! Non si
tratta di un giocattolo o di un gioiello, no, è invece
il regalo più grande della storia umana, il regalo
che Dio stesso ha fatto agli uomini. Il racconto di
Luca continua così:
In quella stessa regione c'erano
dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la
guardia al loro gregge. E un angelo del Signore si
presentò a loro e la gloria del Signore risplendé
intorno a loro, e furono presi da gran timore. L'angelo
disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona
notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi,
nella città di Davide, è nato per voi un
Salvatore, che è il Cristo, il Signore. E
questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto
in fasce e coricato in una mangiatoia». E a un tratto vi
fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste,
che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nei luoghi
altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
Questo è il vero Natale! Il
piccolo bambino, nato circa 2000 anni fa in una stalla,
è Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Dio stesso ha donato
Suo Figlio agli uomini, per diventare il loro Salvatore! Questo
è il motivo per una vera gioia! Non i regali sotto
un albero colorato e luccicante, non la presenza di
parenti o di buon cibo, ma il fatto che Gesù Cristo è
venuto in questo mondo, come un uomo, per morire sulla
croce per i nostri peccati, per poterci offrire il
perdono ed una nuova vita.
Per ricordare questo evento non
cè bisogno di un Babbo Natale, e non ci vuole
neanche una data o un giorno particolare. Possiamo
rivolgerci a Gesù Cristo in ogni momento e ricevere il
regalo del vero Natale. E per questo basta
una semplice preghiera, nella quale chiedere il
perdono per nostri peccati ed accettare Gesù Cristo come
personale Salvatore e Signore.
Chi farà questo avrà
sempre un motivo per festeggiare, e non per regali o cibi,
ma per la gioia che solo Gesù può dare!
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