L'arca di Noè -
un fatto storico? Sarà una spedizione straordinaria che comincerà il 15 luglio di quest'anno sotto la guida dell'archeologo turco Ahmet Arslan. Un gruppo di ricercatori salirà sul monte Ararat per cercare i resti di una nave. Una nave su un monte? Sì. Perché non si tratta di una nave qualsiasi, ma dell'arca di Noè, la storia della quale ci viene narrata nella Bibbia. Nella Genesi sta scritto di un diluvio universale che aveva inondato non soltanto un po' di terreno o un paese, ma tutta la terra, con acque così alte da coprire anche i monti. Tutti gli uomini che all'epoca vivevano, morirono nelle acque, tranne otto persone: Noè e la sua famiglia che sopravvissero in una nave, l'arca, la quale, così dice il racconto biblico, alla fine si fermò sulle montagne dell'Ararat. E da molto che gli scienziati si interessano di questa storia, c'è chi cerca prove per confermare la sua vera esistenza, chi invece per confutare il racconto biblico , cè chi ci vede una storia vera, chi un mito. Già nel 1949, delle foto della US AIR Force evidenziavano sul monte una struttura a forma di una nave, coperta dal ghiaccio. Visto però la qualità mediocre delle foto, queste non bastavano come prove, prove che adesso il gruppo dei nuovi ricercatori vuole procurare. Ma una cosa, no, anzi, due cose sono certe: una è che, non importa quali saranno i risultati della spedizione perché la storia dell'arca non è un mito, ma una storia vera, veramente successa, perché ce la racconta la Bibbia, la Parola di Dio; laltra è che il messaggio di questa storia è valido ed attuale ancora oggi. Se leggiamo bene il racconto biblico troviamo anche il vero motivo per il diluvio. In Genesi 6 leggiamo: "Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza. Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra.Allora Dio disse a Noè: «Nei miei decreti, la fine di ogni essere vivente è giunta poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra." Il diluvio non era semplicemente un fenomeno naturale, ma era il giudizio di Dio per un mondo che si era allontanato da Lui, senza preoccuparsi di conoscere la Sua volontà. Un giudizio che includeva tutti gli uomini perché tutti, come leggiamo, "erano diventati corrotti". Nessuno poteva resistere davanti al Dio santo, nessuno usciva senza colpa dal Suo giudizio. Nessuno tranne Noè. Di lui leggiamo: "Allora Dio disse a Noé: Ma io stabilirò il mio patto con te; tu entrerai nell'arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te. Fatti un'arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori. E poi: "Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ho visto che sei giusto davanti a me, in questa generazione." Noè aveva creduto in Dio, era stato ritenuto giusto e perciò Dio l'aveva salvato. Se parliamo di Noè e dell'arca, non parliamo solo di un fatto storico, archeologicamente più o meno interessante, ma di un messaggio che riguarda ognuno di noi, ancora oggi. La Bibbia parla di un altro giudizio universale, un giudizio nel quale nessuno sarà assolto, in cui ognuno sarà ritenuto colpevole, peccatore e perciò condannato alla morte eterna. C'è un solo modo per non entrare in questo giudizio, per non essere condannati, per essere ritenuto giusti come Noé. La soluzione la troviamo in Romani 5,9: "Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira." Per essere giustificato, per essere salvato bisogna credere in Gesù, nel Figlio di Dio, che con il Suo sangue, con la Sua morte sulla croce di Golgota ha pagato il prezzo per i nostri peccati. Chi crede questo e crede in Cristo come personale Salvatore, avrà perdono per i suoi peccati e non sarà condannato. Questo messaggio che cos'è per te? Un mito, un fatto storico o
una realtà vissuta personalmente?
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