Il giorno dell'amnistia _______________________________________

Era una piccola notizia, di sole poche righe, una notizia che rimaneva praticamente nascosta tra le tante altre che in questo periodo hanno influenzato l’opinione pubblica e riempito i giornali. In Algeria, all’inizio di questo mese, si è festeggiato il 43simo anniversario dell’indipendenza nazionale ed il presidente Bouteflika ha deciso di festeggiare questa giornata in un modo davvero particolare: ha concesso l’amnistia ed ha rimesso in libertà 3.300 detenuti.

Un atto, senz’altro impensabile in un paese come il nostro, mentre in Algeria, così si sottolinea, è quasi una tradizione concedere il perdono a tanti prigionieri in giornate particolari, come la festa dell’indipendenza o in occasione delle feste religiose.
Però, per quanto riferiscono diversi siti Internet, l’amnistia non è generale, vale solo per i “reati minori”, sono invece esclusi i detenuti condannati per terrorismo, minacce alla sicurezza dello Stato, omicidio e corruzione.

Si può facilmente immaginare la situazione di un prigioniero che ha davanti a sé ancora mesi, magari anni di detenzione, e che un giorno vede aprire la porta della cella e sente il carceriere che gli dice: “Sei libero. La tua colpa ti è stata condonata. Puoi andare.”

Senz’altro, la prima reazione sarà di incredulità, meraviglia e stupore… e poi arriva la gioia! Per 3.300 detenuti algerini è successo proprio questo. Sono liberi! Possono tornare a casa, per loro comincia una nuova vita!

Che stupido sarebbe se uno di loro rispondesse: “No grazie. Rimango qua. Sto bene così, non ho bisogno di un’amnistia. Non sono colpevole.” Oppure: “E’ bello, troppo bello per essere vero. Non posso crederci.” e rimanesse nella sua cella, per mesi o anni, mentre potrebbe godersi la vita in libertà.

Sarebbe incredibile, vero? Purtroppo tante persone, però, si comportano proprio così, senza rendersene conto!

Se guardiamo nella Bibbia, che è la Parola di Dio, leggiamo che anche noi siamo prigionieri, essa ci chiama addirittura “schiavi”. Nel vangelo di Giovanni leggiamo:

Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.” (Giovanni 8, 34)

L’uomo, ogni uomo, per natura è peccatore, non riesce a fare il bene. In un certo senso si trova nella stessa situazione dei detenuti algerini perché è schiavo del male: è colpevole perché ha infranto le leggi divine, perché vive come gli pare e non secondo la volontà di Dio. La condanna è sicura e non si tratterà soltanto di qualche anno di prigione, perché all’uomo peccatore spetta un’eternità lontana dalla presenza di Dio.

La Bibbia parla delle “fornace ardente”, dove sarà “il pianto e lo stridor dei denti” (Matteo 13, 50), un posto davvero orribile…

Ma anche Dio ci offre “un’amnistia”! Egli tramite il profeta Isaia annuncia:

Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti.” (Isaia 61: 1-2)

Secoli più tardi, Gesù, a proposito di questo passo, diceva:

Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite.” (Luca 4, 21)

La profezia di Isaia si è adempiuta in Gesù Cristo. Lui, il Figlio di Dio, annuncia la libertà agli schiavi del peccato e apre la porta del loro carcere!

Gesù Cristo con la Sua morte sulla croce ha pagato per i peccati di tutto il mondo. Chi crede in questo ed accetta il sacrificio di Cristo per la sua vita, riceverà “l’amnistia”, il perdono dei suoi peccati e con esso la vita eterna! E ciò non vale soltanto per certe colpe che noi uomini magari potremmo considerare “minori”, ma per ogni peccato, senza limite! L’apostolo Giovanni poteva scrivere:

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1 Giovanni 1, 9)

Sono già passati 2000 anni dal sacrificio di Gesù, ma il suo invito è ancora valido!

Perciò, non dire “Non ne ho bisogno, non sono colpevole.” Oppure “E’ troppo bello per essere vero, non ci posso credere.”

Riconosci di essere un peccatore e di aver bisogno di Gesù, credi in Lui, affidati a Lui e troverai il perdono e la vita!

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