L'amicizia ______________________________________________________

Nessuno degli "amici" ha visto niente, nessuno ha assunto stupefacenti, tutti pensavano solo a ballare. Eppure un ragazzino 15enne di Olbia è morto dopo ore di agonia all'ospedale di Sassari, stroncato da un mix di droghe ingerite durante una serata in discoteca dove aveva trascorso la notte tra il sabato e la domenica. Dopo la discoteca si era spostato a Platamona per riposare prima di tornare a casa, ma nella pineta aveva mostrato di essere fuori di sè, con urla, risate immotivate, convulsioni. I suoi amici, arrivati fin là con l'auto della fidanzata maggiorenne di uno di loro, hanno preferito andarsene. Il ragazzo è stato trovato intorno alle 12 dai poliziotti della questura locale, su segnalazione di un passante, mentre vagava delirante nella pineta. Soccorso dai medici del 118, il ragazzo ha avuto una prima crisi cardiaca durante il trasporto in ospedale, dove è morto in serata, dopo l'arrivo della madre.

Per definizione un amico è una persona che non ti abbandona nemmeno quando è direttamente minacciata, una persona a cui si possono fare tranquillamente confidenze di ogni tipo, una persona che non ti tradirà mai, nemmeno se messa sotto pressione.

Ma gli “amici” del quindicenne hanno scelto di abbandonarlo!

Proviamo ad osservare l’esempio offertoci dalla relazione vissuta dal Signore Gesù con i suoi discepoli e, per estensione, dalla relazione che vuole vivere con ciascuno di noi, essa ci ricorda quale valore Egli abbia dato all’amicizia: un valore troppo importante per essere tralasciato.

“Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal padre mio” (Giov. 15:13-15).

Si sente spesso parlare di amicizia e tanti chiamano “amici” coloro con i quali escono il fine settimana o incontrano in diverse occasioni; quando però arrivano i momenti difficili, quelli meno gioiosi, regolarmente si vedono sparire persone che sino a quel momento si dichiaravano solidali; in tanti hanno già sperimentato la cocente delusione di vedere chi reputavamo amico abbandonarli appena le nubi di qualche tempesta hanno cominciato ad addensarsi e solo allora hanno compreso che quel rapporto non aveva basi solide e durature, ma era semplicemente costruito sulla convenienza.

In ogni epoca l'amicizia è stata considerata una delle esperienze fondamentali nella vita di un individuo. Per gli antichi romani, popolo, almeno alle origini molto pratico e poco portato a enfatizzare i sentimenti umani, equivaleva alla “sodalitas”, cioè alla solidarietà fra gruppi detti “sodales” accomunati da uno stesso scopo pratico da raggiungere, come ad esempio i legionari impegnati nelle campagne di conquista.

In Russia invece è usanza accordare a pochissime persone la qualifica di amico, ma quello che viene perso in quantità viene più che recuperato in qualità. Solo fra amici ci si chiama per nome o col diminutivo, mentre fra semplici "conoscenti" ci si chiama usando il nome completo, a cui si aggiunge anche il cognome.

Secondo numerose testimonianze di uomini e donne vissute in URSS negli anni '50 e '60 ai tempi del regime stalinista, le amicizie erano viste con un certo sospetto, perchè la fedeltà fra amici poteva essere in contrasto con la fedeltà al Partito. In un certo senso l'amicizia divenne l'ultimo valore-baluardo del dissenso politico in Unione Sovietica.

L’amore umano si esprime attraverso l’amicizia, non può prescindervi.

È vero che Gesù ha insegnato e comandato di amare i nemici (Matteo 5:44,45), ma chiediamoci: Com’è possibile realizzare questo se abbiamo difficoltà ad amare gli amici, i fratelli, coloro che ci stanno vicini?”. L'amore di Dio (a noi invisibile) si manifesta attraverso l'amore per chi vediamo e con il quale abbiamo relazione. Come possiamo dire di amare Dio se non amiamo il nostro prossimo?

Dio per primo ha voluto essere nostro amico; come?

Con la volontà di amicizia rivelata nel dono del suo Figlio Gesù Cristo.

Il Dio dell’amicizia, il Creatore amico della sua creatura, il Signore che chiama amici i suoi servi (Giov. 15:5) ha reso concreta questa volontà di amicizia, attraverso il perdono originato dal Suo sacrificio. Dirà ancora Gesù:

...Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi... Voi siete miei amici se fate le cose che io vi comando...” (Giov 15:12-14).
In questo modo Gesù non solo ci coinvolge nel suo amore ma soprattutto nella sua capacità di amare; essere amici di Gesù vuol dire essere capaci di amare come Lui ci ha amati; vuol dire essere amici fra di noi come Lui è stato amico di ognuno di noi; vuol dire aver rispetto fra di noi come lui ha avuto rispetto di ognuno di noi!
Dirà infatti: “...Io non vi chiamo più servi perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre...” (Giov 15:15).....e quale Notizia più bella del Vangelo ?

La Via per una riconciliazione con Dio si chiama CRISTO.

Vuoi essere Suo amico? Allora accetta la riconciliazione che Dio ti offre attraverso Suo Figlio... e se già lo hai fatto, esaminati e vedi se c'è qualche fratello o sorella in fede o semplicemente un conoscente col quale il Signore si aspetta che tu faccia il primo passo per ristabilire un rapporto interrotto.

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