Acqua viva
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Fra pochi giorni entriamo in un nuovo anno. E’ davanti a noi il 2006: 365 giorni di impegni, attività, lavori, momenti belli e brutti, vacanze, ricorrenze da festeggiare.

Tra le ricorrenze più note del calendario, ce n’è una che per la maggior parte della popolazione passa inosservata, il 22 marzo infatti viene celebrata in tutto il mondo la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, nata nel 1992 per iniziativa dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Lo scopo di tale festa, tra le altre cose, è quello di “assicurare il riconoscimento generale dell'acqua come elemento prezioso e vitale da rispettare”e di “informare ed educare tutti i cittadini affinché diventino soggetti attivi nel processo di gestione delle risorse idriche e di tutela dell'ambiente da cui l'acqua trae origine”

Anche se mancano più di tre mesi alla data stabilita, la rivista Panorama si è già occupata di questo tema ed ha pubblicato, nel mese di novembre, i risultati di un’indagine sugli acquedotti italiani. Si tratta di uno studio dal titolo “Ecosistema urbano 2006” promosso da Legambiente e da Il Sole 24 Ore. Secondo questo studio la “qualità delle acque della rete idrica nelle città italiane è buona.” Indice decisivo per questo giudizio è la quantità di presenza di nitrati (NO3) che a quanto sembra è dovunque entro i limiti.

Secondo Panorama “la palma del miglior bicchiere spetta a Roma, seguita da Genova e da Firenze. Ultima tra le metropoli è Milano, al sicuro dalla soglia di potabilità, ma è in posizione non brillante secondo i parametri di legge.

L’articolo di Panorama finisce con un elenco dei valori dei nitrati presenti nell’acqua potabile nelle 10 più importanti città italiane, e afferma che tutto sommato, gli italiani possono stare tranquilli: l’acqua che scende dai loro rubinetti è buona.

Nella Giornata Mondiale dell'Acqua Legambiente invita tutti gli italiani ad un gesto concreto per contenere gli sprechi.

Spesso non ci rendiamo conto del cattivo uso che facciamo del prezioso liquido, abituati come siamo ad averlo a nostra disposizione ogni momento e in abbondanza, altre popolazioni della Terra, invece, non ne hanno a sufficienza e sono costrette a dipendere da pochi pozzi, molte volte quasi vuoti o contenenti acqua non precisamente pulita.

Attingere acqua dal pozzo per noi è qualcosa che ormai appartiene al passato, ma pensare a chi ancora è costretto a farlo, mi ha fatto tornare in mente una storia che ci viene riportata nella Bibbia.

L’evangelista Giovanni ci racconta che un giorno Gesù riposava vicino ad un pozzo, quando arrivò una donna per attingere dell’acqua. Era l’ora più calda della giornata, un orario del tutto inconsueto per un lavoro del genere, ma per la donna era l’unico modo per non incontrare nessuno del paese. Era disprezzata da tutti e, soprattutto, conosciuta come una peccatrice. Aveva avuto cinque mariti ed in quel momento viveva con un uomo che non era suo marito.

Quel giorno, al pozzo, lei non incontra dei compaesani, ma Gesù, Lui, il Figlio di Dio, che pur sapendo chi aveva davanti, pur sapendo che era disprezzata da tutti, le parla e le chiede da bere. La donna è sorpresa, nessun giudeo chiederebbe da bere a una samaritana, ma Gesù afferma che lui ha dell’acqua viva da darle e dice una cosa che a lei sembra molto strana:

Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna. “ (Giovanni 4: 13-15)

Che bella proposta! La donna è entusiasta! Quell’’uomo ha da offrirle dell’acqua che disseta per sempre e lei non dovrà più recarsi al pozzo!

Gesù continua a parlarle e pian piano lei comprende di avere davanti il Messia atteso e comincia a capire il vero senso delle sue parole: Egli non parla di acqua che si va a prendere al pozzo o che scende dai rubinetti, e neppure parla di una sete “naturale”, ma della sete interiore, che ogni uomo prova e che nasce da dentro.

La Bibbia spiega che “l’acqua viva” che può placare questa sete si può attingere solo dalla vera fonte della vita: Dio.

Di Lui il salmista ci dice:

Poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce.” (Salmo 36:9)

Ma l’uomo è separato da questa fonte, e non può avvicinarsi perché, come afferma il profeta Isaia:

le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto.” (Isaia 59:2)

La Bibbia non lascia nessun dubbio: ogni uomo è peccatore e come tale per sempre separato dal Dio santo, dalla fonte della vera vita!

Dio però, ha provveduto Egli stesso un rimedio e ha promesso un salvatore nel quale trovare il perdono: il Messia. Ed è proprio Lui che parlò a quella donna peccatrice, lì, a quel pozzo, 2000 anni fa e disse:

Sono io, io che ti parlo!” (Giovanni 4:26)

Gesù è il salvatore promesso da Dio! In Lui, è solo in Lui, nel Suo sacrificio sulla croce, sulla quale ha pagato il prezzo dei nostri peccati, possiamo trovare il perdono! La via per tornare al Padre, alla fonte della vera gioia, della vera felicità, della vita eterna! è nuovamente libera!

Solo Gesù può soddisfare la tua sete interiore!

E’ un invito meraviglioso, devi solo crederci ed accettarlo. Fidati di Lui quando ti dice:

Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita.” (Apocalisse 21:6)


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