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I messaggeri volanti di Dio

E’ così fuori dei tempi credere negli angeli?
Molte persone credono che sono fra noi, attivi più che mai.
Per altre, si tratta solo di proiezioni della fantasia degli uomini, ora riproposte come moda New Age.

Ma che si creda o no agli angeli, del resto sempre presenti nei libretti di catechismo della chiesa, l’argomento resta serio.

Per dirla col celebre psicanalista Carl Jung, 4000 anni di fede in queste creature li hanno fatti entrare nell’ "inconscio collettivo" tanto da farli diventare punti di riferimento del nostro modo di pensare, sia per chi crede, sia per chi non li riconosce.

Un biologo evoluzionista, tale Rupert Sheldrake, dell’Università di Oxford, crede in loro ma in un modo moderno: secondo lui sarebbero i codificatori della "forma" non solo dell’uomo, ma di tutte le specie della Terra. In pratica, i custodi dell’ "idea" di DNA.

La rivista tedesca Geo, infine ne ha rilevato un "ritorno" massiccio considerandoli un risultato di una società sempre più immateriale, dove Internet fornisce a tutti la dote angelica dell’ubiquità: si possono visitare luoghi, persone o comprare, senza bisogno di una presenza corporea.

Ma quando sono comparsi gli angeli per la prima volta nel pensiero dell’uomo? E che ruolo hanno avuto?

Alcuni storici ritengono che il periodo passato in esilio dagli Ebrei in Babilonia sia stato decisivo per acquisire nella loro cultura gli esseri angelici, infatti per gli Assiri e i Babilonesi il dio Anu aveva al proprio servizio esseri chiamati sukkal che significa messaggeri.

Grande influenza avrebbe avuto anche la religione persiana che accanto al suo dio collocava 7 entità che collaborarono alla creazione del mondo e figure simili agli angeli custodi collocati vicino ad ogni uomo.

Il filosofo Massimo Cacciari sostiene che gli angeli sono entità per colmare il vuoto esistenziale dell’uomo. Necessari perché Dio è, anche per i credenti, troppo lontano dai bisogni individuali.

"Nelle religioni monoteiste Dio mantiene una certa distanza per non essere strumentalizzato. Non appare mai com’è, ma si manifesta attraverso esseri mediatori, che "manda a dire", spiega Cesare Giulio Brambilla, docente della Facoltà di teologia dell’Italia settentrionale. Non a caso anghelos significa in greco messaggero: nel Vangelo annunciano la nascita di Gesù a Maria; l’arcangelo Gabriele avrebbe permesso a Maometto di scrivere il Corano.

Angeli, quindi come esseri necessari nella comunicazione tra Dio e l’uomo, sia che sia l’uomo a crearli per poter arrivare ai confini del mistero, sia che il mistero stesso, cioè il divino, se ne serva per arrivare all’uomo.

Congetture mistiche o realtà scientifiche, le figure degli angeli stanno assumendo nei nostri tempi un’importanza sempre più vasta, se ne fa un gran parlare, gli si dedicano cappelle nelle quali i devoti vanno a pregare, li si usa per pubblicizzare prodotti, si dedicano intere trasmissioni nelle quali vengono raccontate esperienze di persone salvate miracolosamente da esseri angelici.

Nella Bibbia, la Parola di Dio, gli angeli sono esseri spirituali il cui ministerio è servire Dio ed eseguire i sui ordini.

Nel vecchio testamento li vediamo vicino a personaggi come Abrahamo, Mosè, Elia, Daniele nei momenti per loro particolari; è anche importante vedere la parte avuta dagli angeli nella storia di Gesù. Erano presenti alla sua nascita, ne annunciano la venuta ai pastori, lo sostengono dopo la sua vittoria sulla tentazione e nel giardino di Getsemani. Infatti sta scritto: "Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo" . E nel Salmo 34 leggiamo che "L’angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono e li libera".

La loro posizione e il compito loro affidato non devono minimamente spingerci a rendere loro un culto, tanto più che un giorno , insieme a Cristo, come giudici e re, giudicheremo gli angeli. Essi sono sottoposti a Cristo, poiché sono stati creati per lui e da lui; essi lo adoravano nel cielo prima della sua incarnazione.

Dio non si serve degli angeli per "mantenere un certa distanza" con l’uomo, come afferma Cesare Giulio Brambilla, essi sono semplicemente al suo servizio. Dio non è nemmeno "lontano dai bisogni individuali dei credenti" come afferma il filosofo Cacciari poiché in Gesù e con Gesù ogni distanza è stata colmata, ogni bisogno è davanti al trono di Dio.

L’uomo disperde le sue energie inseguendo una spiritualità che soddisfi il suo bisogno religioso o fa sue teorie umane che tentano di spiegare il divino, alla fine però non ottiene ciò che cerca e resta confuso. C’è solo un modo per comprendere il mondo spirituale: bisogna mettersi a posto con Dio, ravvedendoci dei nostri peccati e affidando la nostra vita al Signore e Salvatore Gesù Cristo.

"In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati".

 

 



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